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Sottopasso di viale Leopardi, Pasqualini: "Contrario al riempimento"

L'ex assessore alla Mobilità della giunta Perrone spiega le ragioni per le quali l'opera prevista dall'amministrazione comunale sarebbe dannosa

Luca Pasqualini.

LECCE – Il riempimento del sottopasso di viale Leopardi, con conseguente realizzazione di un incrocio semaforico, rientra nel piano delle opere pubbliche annesso al bilancio di previsione approvato in consiglio comunale il 29 marzo. La minoranza di centrodestra ha votato contro: tra i consiglieri di opposizione Luca Pasqualini, ex assessore alla Mobilità ed esponente del Gruppo Misto, spiega la sua contrarietà alla soluzione prospettata.

“Sono profondamente contrario a quest’opera per una serie di ragioni. Credo che impegnare in questo momento così delicato per le casse del Comune una tale somma – 500mila euro - per un’opera non urgente è tipica azione ideologica di chi ha scarsa visione dell’amministrazione del bene pubblico. Dopo la morte dell’anziano avvocato De Pace nel 2009, il sottopasso è stato messo in sicurezza. Sarei più favorevole a compiere lavori di rifacimento delle condotte idriche di scolo, ma non al riempimento del sottopasso che oggi permette un buon smaltimento del traffico sui viali, anche in direzione del centro urbano”.

Per Pasqualini “chiudere il sottopasso oggi vorrebbe dire provocare un rallentamento della circolazione urbana dei veicoli, con incremento dell’inquinamento in una delle arterie più trafficate. A questo si aggiunga che questa amministrazione nulla ha fatto per potenziare la viabilità con un servizio pubblico, che pare sia rimasto ancorato a vecchie promesse elettorali. Salvemini continua a fare il passo più lungo della gamba. Toglie i parcheggi senza fornirne di nuovi, inverte la viabilità urbana (viale G.Marconi) senza pensare alle conseguenze per i commercianti. Chiude piazza Libertini e non ha un piano di valorizzazione della stessa. Sfratta i venditori dei Teatini per lasciare vuoto quel contenitore posto al centro della città. Oggi, vorrebbe effettuare dei lavori di così grande impegno di spesa pubblica senza considerare i disagi dei leccesi, riallacciandosi ad una vecchia proposta del consigliere Rotundo ci circa dieci anni fa. Il bene di Lecce non è certo questo”.

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