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Fioccano le proposte alternative: parcheggio riservato o codice identificativo?

Dopo la decisione della commissione Traffico, si registra la levata di scudi di alcuni consiglieri: D’Autilia, del Pdl e Melica, Udc, propongono soluzioni alternative riservate agli amministratori di Palazzo Carafa

LECCE – La decisione all’unanimità di abolire i pass per la sosta gratuita  - anche se non si comprende bene quando sarà effettiva, se con nuova delibera o con qualche altro atto – provoca alcune prese di posizione. Se da una parte l’assessore alla Mobilità Luca Pasqualini si rimette alle decisioni del consiglio comunale, pur ribadendo la propensione sua e di tutta la giunta all’eliminazione totale e defintiva, dall’altra ci sono dei consiglieri che hanno altre idee.

Uno è Damiano D’Autilia, capogruppo del Pdl a Palazzo Carafa, che ha preso le distanze anche dal voto dei suoi in commissione Traffico: ritiene infatti che, se la cancellazione dei pass esistenti (circa 500) sia un fatto scontato, è anche vero che “il permesso consente all’amministratore di svolgere la funzione per la quale è stato eletto”. A D’Autilia non piace proprio il termine privilegio che, anzi, ritiene adeguato proprio alla soluzione trovata: quella di un abbonamento a tariffa agevolata che metterebbe consiglieri e assessori su un piano comunque diverso da quello dei comuni cittadini. L’esponente del partito di Alfano e Berlusconi, rimanendo inascoltato, aveva tempo addietro fatto la sua proposta, che oggi rilancia: quella di un codice identificativo che consenta di monitorare il corretto e personale utilizzo del titolo.

Ancora diversa è la posizione di Luigi Melica, consigliere dell’Udc: “Il sindaco metta a disposizione dei consiglieri comunali che devono presenziare le commissioni e i consigli, e per il tempo necessario all’esercizio di tale funzione, un parcheggio loro riservato, come accade in tutte le città d’Italia. I consiglieri devono avere la possibilità di presenziare tali appuntamenti senza essere costretti a cercare parcheggio nel centro storico o nei suoi dintorni. Altrimenti si svilirebbe la stessa funzione dei Consiglieri comunali, i quali, immagino, non vivendo di politica ma essendo al servizio di essa, devono poter conciliare le loro rispettive professioni con la partecipazione alle assise cittadine. Fatto questo, ben venga l’eliminazione di tutte le auto di servizio”.

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