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Passata la festa, Pd e Pdl sparano ancora "fuochi"

Santa Cristina: dopo i malumori di alcuni ambulanti e le valutazioni contrastanti dei visitatori arrivano le "soluzioni" per la prossima edizione. Dal "referendum consultivo" al "cambio di rotta"

Una_festa_di_Santa_Cristina

GALLIPOLI - Gallipoli e Santa Cristina, un connubio inscindibile. Una festa che nel bene, o nel male, fa sempre parlare di sé. Croce e delizia dei gallipolini e dei visitatori, accorsi anche per quest'anno in gran numero. La festa è ormai alle spalle, e si trascina con sé pareri contrastanti. Gioie e dolori, ma forse per essere "un'opera prima", a cura della premiata ditta Comune e Pro loco, non si poteva davvero chiedere di più. La nuova linea di condotta è stata quella della "razionalizzazione" della festa, privilegiando lo slogan inneggiante della vigilia: più devozione e meno caos. E soprattutto meno bivacco sul centralissimo Corso Roma. Meno luminarie e contrizione dei costi. E se in futuro le risorse economiche lo consentiranno si farà di più. E meglio, senza ombra di dubbio. I buoni propositi del Comune, racchiusi nelle ordinanze per disciplinare la tradizionale fiera di Santa Cristina hanno dovuto fare i conti da subito (nella giornata del 23 luglio), con la ritrosia di un folto gruppo di commercianti e dei cosiddetti paninari che solo a cinque giorni dall'avvio della festa avevano ricevuto la comunicazione del Comune circa lo "spostamento" di tutte le bancarelle di prodotti non legati alla tradizione e dei camion per la somministrazione degli alimenti, fuori dal cuore pulsante della festa di Corso Roma.

Per alcuni di essi (in particolare molti dei paninari) ecco il "ritorno" forzato nel tratto terminale del corso legittimato da un ricorso favorevolmente accolto dal Tribunale amministrativo. Per gli altri qualche mugugno di troppo e un lungo tira e molla per buona parte della giornata inaugurale della festa (con presidio anche su viale Bari e via Foggia e sotto i portici del tratto finale di Corso Roma). Poi la sistemazione tra l'area mercatale di via Alfieri e la zona del Luna Park nel parcheggio dell'area del Cimitero. E nonostante le "incomprensioni" burocratiche, la festa ha avuto il suo degno svolgimento. Sotto lo sguardo vigile delle forze dell'ordine e la ricognizione degli stessi amministratori che nella mattinata del 24, di buon ora, erano già in giro di perlustrazione nelle tre zone nevralgiche per verificare la sistemazione degli ambulanti nelle aree loro assegnate. E ora, a baracche chiuse e luminarie spente, a tirare le somme sono anche le componenti politiche di Palazzo Balsamo che oltre a "giudicare" la prima edizione delle festa di Santa Cristina curata direttamente dal Comune di Gallipoli, avanzano anche i loro suggerimenti in vista delle edizioni future. In particolare passata la festa, dagli scranni dell'assise civica, si continuano a sparare ancora "i fuochi". Sul versante dell'opposizione è il solito capogruppo del Pd, Gino Schirosi a fornire analisi e proposte in merito. E scrive: "Passata la festa, gabbato? non si sa chi. L'ora del consenso e della condivisione teorica ha lasciato il posto alle polemiche. Le idee e le verità sono tante e tanti sono gli interessi. Hanno tutti ragione, sia chi è si lamentato anno dopo anno sino al 26 luglio 2008, sia chi si è lamentato in questi ultimi tre giorni per ragioni opposte. Apprezzamento, compiacimento, elogio e condivisione con tanti distinguo da una parte contro il rammarico e lo sconforto di chi crede di non aver potuto gustare ancora una volta la tradizionale festa trasformatasi inevitabilmente nel passato in fiera indiscriminata, sciorinata lungo corso Roma e zone limitrofe, senza regole per il decoro, l'abitabilità, la sicurezza, l'ordine, l'igiene e il rispetto dell'ambiente, Il prossimo anno il sindaco, ufficiale di governo, se lo consentirà il bilancio, avrà tempo a disposizione per organizzare la raccolta fondi - la questua -, invitare bande rinomate e cantanti di grido, sparare un fuoco pirotecnico alle tredici e altri tre per la gara di mezzanotte, parare di sfarzose luminarie e folkloristiche bancarelle tutto corso Roma con ogni genere di mercanzie: dai lampadari ai piatti, dai mobili alle piante, dalle chincaglierie all'abbigliamento sino alla gastronomia più varia e più strana con diffusione di sapori e odori ma anche di ben altro, residuo del bivacco. Per evitare che nessuno il 26 luglio 2010 possa sollevare la minima lagnanza, sarebbe dunque il caso che per l'edizione prossima si rivedano le norme ma soprattutto si ascoltino i cittadini. La base, residenti, esercenti, visitatori e turisti, suggerirà la risposta risolutiva per dare maggiore dignità a questa ricorrenza con più festa e meno caos. Anzi, a ben pensarci, avanzo una proposta. Perché il sindaco e il presidente del Consiglio non si attivano da subito a convocare un'apposita commissione che provveda all'istituzione del referendum popolare consultivo, tra l'altro previsto dallo Statuto comunale per importanti temi strategici della comunità cittadina. Si potrà così conoscere, già per il caso in specie, il termometro dell'opinione pubblica: come, dove, per chi e per che cosa si dovrà organizzare la festività, sacra e profana, più celebre della città ed una delle più rinomate della provincia".

Proposta sul referendum consultivo superato nei "fatti" secondo la componente politica di riferimento della maggioranza gallipolina che sostiene come per la "festa di Santa Cristina, la strada giusta è stata tracciata". È la sintesi concettuale della nota congiunta sottoscritta dai capigruppo del Pdl, Salvatore Di Mattina, e della civica del sindaco Venneri, Dino Scariolo. Che sull'argomento festa rilevano: "Su alcune proposte avanzate nelle ultime ore su referendum consultivi per la festa di Santa Cristina, riteniamo che gli stessi siano stati superati nei fatti, con l'approvazione manifestata dalla cittadinanza per una festa resa finalmente vivibile e decorosa". E nel computo generale i gruppi consiliari della maggioranza evidenziano ancora: "Dopo la tre giorni che ha visto la città ospitare i festeggiamenti in onore di Santa Cristina, è possibile tracciare un bilancio sulle novità introdotte quest'anno dall'Amministrazione Comunale e sui risvolti che le stesse hanno avuto nei confronti della città. Un'organizzazione che il governo cittadino si è dovuta accollare direttamente, grazie al braccio operativo della Pro Loco, trovandosi a gestire per la prima volta e senza esperienza alcuna nel settore la festa più importante per Gallipoli. I risultati registrati sono stati lusinghieri perchè hanno mostrato come si possa vivere una festa così sentita senza costringere la città ad essere prigioniera per tre giorni del caos, degli ingorghi stradali e dei bivacchi disseminati in ogni dove. L'Amministrazione, giustamente, ha pensato a tutelare in primis gli standard di vivibilità e di fruibilità per cittadini e turisti, cancellando scene di accampamento che negli anni passati degradavano l'immagine della città, senza contare le problematiche a livello igienico e sanitario".

"La strada tracciata dal sindaco Giuseppe Venneri e dall'Amministrazione Comunale, dunque, è quella giusta, anche perchè a lungo invocata dalla cittadinanza, che per questa festa così sentita chiedeva, e quest'anno ha ottenuto, maggiore decoro e minore confusione. L'esperienza che porterà l'edizione di quest'anno sarà certamente utile consigliera per il futuro, ma già la tre giorni da poco conclusa si è tenuta con risultati che hanno prodotto plauso e consenso diffuso. Anche la stessa area mercatale di via Alfieri, dove si è tenuta la tradizionale fiera, è stata meta di numerosissime visite da parte di cittadini e residenti, anche a dispetto di quanti sostenevano che la sua dislocazione potesse penalizzarne visite e presenze. Per questi motivi facciamo un plauso al lavoro dell'Amministrazione, validamente supportata dagli uffici comunali e in particolar modo dalla Polizia Municipale, per la svolta decisiva ed attesa data a questi festeggiamenti".

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