Martedì, 28 Settembre 2021
Politica

Pd chiede che il piano alienazioni torni in Consiglio

Per il capogruppo Antonio Rotundo la questione di piazza Partigiani deve tornare in aula consiliare: "Pd favorevole alla revoca del piano", anticipando il ricorso al Tar del comitato dei residenti

LECCE - "Stamattina abbiamo chiesto a norma di statuto che il piano delle alienazioni torni in Consiglio comunale, dove il Pd proporrà di revocare l'assurdo intervento di piazza Partigiani, recependo le istanze del quartiere ed evitando che i cittadini per avere giustizia siano costretti a ricorrere al Tar". È sintetico il messaggio che arriva dal capogruppo consiliare del Pd leccese, Antonio Rotundo, sul piano di alienazioni che riguarda anche l'area di piazza Partigiani dove attualmente sorge la scuola materna, all'indomani dell'incontro tra i residenti della zona e il sindaco di Lecce, Paolo Perrone (https://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=25621 ).

Per Rotundo appare necessario dare immediato riscontro alle "sacrosante aspettative dei cittadini" che "nero su bianco hanno prospettato le loro buone ragioni in difesa degli interessi del quartiere". Per questo, il gruppo del Pd, stamattina, ha protocollato la richiesta di iscrivere all'ordine del giorno del Consiglio comunale la delibera relativa al piano delle alienazioni per l'esame delle osservazioni che i cittadini hanno fatto pervenire chiedendo di cancellare la scelta scellerata compiuta dal centrodestra nel consiglio del 30 novembre scorso.

"La doppia lettura da parte del Consiglio comunale è, a nostro avviso - chiarisce - un adempimento non più rinviabile perché i cittadini non devono essere costretti ad impugnare gli atti ed aprire un contenzioso per avere giustizia; la discussione in Consiglio è un passaggio obbligato per legge considerato che siamo in presenza di una variante al piano regolatore che incide su interessi diffusi della cittadinanza e che, in quanto tale, deve essere sottoposto al più rigoroso rispetto di procedure che garantiscano il massimo della trasparenza ed al controllo di conformità della Regione".

D'altro canto, per il capogruppo Pd, si tratta di un intervento che "ispirato unicamente dalla volontà di fare cassa ha pesantissime ricadute di natura urbanistica che incidono profondamente sui servizi, sulla qualità della vita e sulla fisionomia stessa del quartiere". Insomma, "un vero e proprio stravolgimento dell'assetto urbanistico" che ha determinato la "mobilitazione convinta e diffusa della stragrande maggioranza dei residenti" con l'obiettivo di "impedire di radere al suolo la scuola materna" e di "vendere a privati il terreno edificabile per costruirvi edilizia residenziale".

"Siamo convinti che il Consiglio comunale - precisa ulteriormente Rotundo - non potrà non recepire le motivazioni addotte dal comitato di piazza Partigiani, tanto sono condivisibili, e procedere di conseguenza alla revoca dell'intervento, revoca che il Pd proporrà di adottare all'assise comunale, prima della pronuncia del Tar, per sanare la grave ferita inferta con la scelta della giunta Perrone di decidere nel chiuso del palazzo salvo poi improvvisare assemblee fuori tempo massimo. Se si voleva davvero sentire la loro opinione, i cittadini dovevano essere ascoltati prima della decisione e non dopo".

Marra: "Perrone e Monosi dialogano con i cittadini dopo le decisioni..."

E sull'incontro tra il sindaco e i cittadini di piazza Partigiani interviene anche Fabrizio Marra, segretario del Pd di Lecce. "Constato con piacere che il sindaco Perrone e l'assessore Monosi, abbiano inaugurato la stagione del confronto a posteriori con la cittadinanza. Infatti, nella migliore tradizione democratica leccese, prima la giunta ed il suo sindaco prendono le decisioni e manifestano un'assoluta intransigenza, poi, costretti a registrare il diffuso malcontento, decidono di rapportarsi con i cittadini di piazza Partigiani, dando di fatto agli stessi degli idioti, quando Perrone, rinfaccia loro di essere stati strumentalizzati da altre forze politiche".

"Da segretario del Partito democratico di Lecce, visto che il sindaco additava quale operazione di disinformazione la raccolta di firme che il Pd ha organizzato nel mese di dicembre, a difesa della scuola materna, sono contento di essere considerato uno dei fomentatori dei cittadini del quartiere Partigiani, tanto ingenui da prestare attenzione al primo pifferaio di passaggio. La verità è un'altra", sostiene Marra. "L'alienazione della scuola materna di via Fornari, ha destato nell'opinione pubblica della città ed in particolare tra i residenti di quel quartiere profonda incredulità, oltre che dissenso ed io insieme agli altri amici e militanti del Partito democratico leccese, abbiamo soltanto raccolto una contestazione civica e spontanea che si elevava a gran voce, mettendo in campo una politica dell'ascolto, che dovrebbe caratterizzare chi amministra, prima di assumere le decisioni e non a posteri, cercando di convincere qualcuno".


"Questo è stato il comportamento del Pd di Lecce a fianco della cittadinanza, di cui io sono fiero, continuando sempre a difendere insieme al mio partito, gli interessi dei tanti, contro i tentativi di speculazione di pochi", conclude.

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