Pd in fibrillazione, il segretario smorza i toni: "Non siamo al guinzaglio di nessuno"

Il segretario provinciale si congratula con i due candidati eletti consiglieri, Blasi e Abaterusso. Ma replica al primo che ha parlato di una "lezione" impartita dagli elettori salentini a chi guida un partito ritenuto sotto scacco di apparati di potere

Al centro, il segretario provinciale Salvatore Piconese.

LECCE  - Nel Pd salentino la tornata elettorale di domenica ha riaperto i rubinetti della contesa che, a livello provinciale, non si è mai sopita: nel mirino la gestione del segretario Salvatore Piconese, ieri rieletto sindaco a Uggiano La Chiesa. Il primo a farsi sentire è stato Sergio Blasi, il consigliere più suffragato di Puglia.  

“Confermo – ha commentato oggi Blasi ricalcando quanto dichiarato ieri -   che dalla ‘lezione’ delle urne chi guida il Pd salentino avrebbe da imparare. Innanzitutto che il partito è una comunità plurale, un corpo vivo che non può essere tenuto al guinzaglio delle micro burocrazie provinciali. E poi che chi ha responsabilità di direzione politica dovrebbe garantire e rappresentare tutti specialmente in campagna elettorale”. 

La risposta di Piconese è in sostanza affidata ai numeri: “Il Pd salentino è quello che vince oggi come lo scorso anno. Siamo plurali e democratici e liberi. A Sergio Blasi i miei complimenti, a lui come ad Ernesto Abaterusso. Non si può dire però che questo partito sia al guinzaglio, siamo in una fase di rigenerazione e i risultati stanno lì a dimostrarlo sin dallo scorso anno, con il miglior dato regionale, e con la conquista di sette amministrazioni oltre alle nove il cui il Pd era già al governo. Le elezioni di domenica confermano il buono stato di salute nel quale sta crescendo una nuova una nuova classe dirigente e le vittorie a Monteroni di Lecce e Calimera sono importanti. Il Pd è dovunque il perno delle coalizioni locali”.

Ora il partito della provincia di Lecce è chiamato a capitalizzare il risultato delle elezioni al tavolo delle trattative per la composizione della squadra di governo che affiancherà il governatore e segretario regionale, Michele Emiliano. Su questo punto Piconese è stato lapidario: “ll dato elettorale ha un peso, nei prossimi giorni convocherò la segreteria provinciale e vedremo di fare un incontro a Bari”.

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E’ evidente che la performance di Blasi lo legittima a rivendicare un assessorato pesante, riducendo così lo spazio per l’altro protagonista delle elezioni, Abaterusso. Tanto più che il nuovo presidente della Regione Puglia deve fare i conti anche con un dato piuttosto drammatico: l’assenza di donne in tutta la nuova maggioranza. Nemmeno la salentina Loredana Capone, con 12mila voti – un dato che l’avrebbe collocata ai vertici di qualsiasi altro partito – è riuscita a ottenere il seggio. Questa circostanza costringerà Emiliano ad attingere a piene mani alla norma che gli consente di portare in giunta due esterni. E se tra queste ci sarà la Capone, ottenere un terzo assessorato sarà davvero complicato stante anche l’opportunità di garantire un certo equilibrio tra tutte le province pugliesi.

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