Giovedì, 24 Giugno 2021
Politica

Democratici pronti a fare la loro parte, ma sul progetto serve “un confronto chiaro”

Per Gabriele Abaterusso, coordinatore della segreteria provinciale, la proposta dei privati va valutata come si fa con tutte le altre, sotto l'aspetto urbanistico e della formazione. Il consigliere Antonio Rotundo: "Dialogo con l'ateneo salentino"

La sede del Pd in via Tasso.

LECCE – Sull’ipotesi di creazione di un’università islamica in via Birago, dove sorge l’ex Manifattura Tabacchi, dopo gli interventi dei giorni scorsi, registriamo oggi altri due contributi dal Partito democratico. Il primo di Gabriele Abaterusso, coordinatore della segreteria provinciale; il secondo del consigliere comunale Antonio Rotundo.

Gabriele Abaterusso

Lecce è da sempre una città ospitale. Merito dei suoi abitanti, ma anche del lavoro fatto dalle istituzioni locali, Comune e Provincia. E’ bene quindi che la discussione sulla possibile presenza di un’università islamica sia depurata da strumentalizzazioni politiche. A cominciare da quelle leghiste che mirano solo a tentare di riemergere dalla melma degli scandali in cui sono affondati i vertici del movimento.

La posizione del Pd  salentino è semplice e lineare: il progetto dell’università va valutato al pari di qualsiasi progetto. Sia sotto l’aspetto urbanistico che quello della formazione. E quindi: la manifattura è un bene culturale e come tale va recuperato e valorizzato; un’istituzione universitaria, di tipo privato, nello stesso tempo, deve dare tutte le garanzie – sul piano formativo – che vengono richieste agli altri enti privati che svolgono attività didattica.

Il PD auspica, pertanto, che il Comune verifichi effettivamente se c’è o meno un progetto di questa natura e cominci a definire un percorso che consenta alla città e alla provincia di Lecce di discutere nel merito. I democratici non faranno mancare il loro contributo di idee e di partecipazione perché si percorra, nella chiarezza d’intenti per tutti, la strada del dialogo e dell’integrazione tra storie e culture differenti.

Antonio Rotundo

L’ipotesi di istituire a Lecce corsi universitari per lo studio di matrice religiosa a partire dal Corano e del diritto islamico a cominciare dalla Sharia, insieme alla conoscenza della lingua araba può essere – almeno per me – un fatto molto positivo, ma tutto ciò non deve necessariamente configurare l’istituzione di una autonoma ed apposita università islamica.

Un centro di cultura islamica di questo tipo, aperto ad altre culture e religioni, che abbia una incidenza sull’intero bacino del Mediterraneo, così come è stato prospettato dai proponenti, dovrebbe – a mio avviso -  avere la propria collocazione naturale, in una logica di integrazione e di contaminazione multiculturale, dentro l’Università del Salento, che credo abbia già nella sua iniziativa l’orizzonte mediterraneo ed una proiezione ed apertura verso il medio oriente ed il mondo arabo.

Invece di spaccare la città in un derby pro o contro l’ Università islamica, sarebbe saggio ed opportuno che- prioritariamente -  si  avviasse un confronto tra i promotori dell’iniziativa islamica con il Rettore e gli organi dell’Università del Salento per verificare la fattibilità di un percorso comune. 

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