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La struttura degradata di lungomare Vespucci.

La struttura degradata di lungomare Vespucci.

Il Pd al sindaco: "Prova a nascondere il fallimento sulle marine"

Conferenza del gruppo consiliare: sul progetto di resort a San Cataldo da noi sempre un atteggiamento collaborativo

LECCE – Per il sindaco, Paolo Perrone, sono state delle “illazioni a determinare l’accensione di un faro da parte della procura”, per il Pd si tratta dell'ennesimo tentativo di sottrarsi alle proprie responsabilità.

Nella conferenza stampa convocata per questa mattina a Palazzo Carafa, il gruppo consiliare del Pd ha respinto l’accusa di ostilità al progetto per un resort sul lungomare di San Cataldo (F24 srl), e, a quella, più generale, di essere ostile gli investimenti privati. Il casus belli è stato fornito dal confronto che lunedì mattina l’amministrazione ha avviato con le associazioni di categoria per discutere del rilancio del litorale leccese.

In quella sede Paolo Perrone, replicando all'imprenditore Roberto Fatano che chiedeva una progettualità di sistema e non interventi spot, aveva citato l’esempio della riconversione delle struttura di lungomare Vespucci come dimostrazione della buona volontà del governo cittadino e della maggioranza tutta di agevolare l’iniziativa privata per la riqualificazione: a sostegno della sua posizione aveva invitato i presenti a leggere i resoconti della discussione avvenuta in consiglio comunale il 18 marzo del 2014, giorno in cui la relativa delibera è stata approvata.  

Gli esponenti del Pd ribaltano la prospettiva del sindaco e, carte alla mano, ne contestano l’impostazione propagandistica: “E’ inaccettabile - ha dichiarato il capogruppo, Paolo Foresio - che dica bugie, attribuendoci comportamenti e frasi che non ci appartengono. Sul punto abbiamo avuto un atteggiamento assolutamente collaborativo, come dimostrano le tante commissione svolte tra la presentazione della delibera, a dicembre del 2013, e l’approvazione della stessa, nel marzo del 2014”.

Il progetto, il nodo parcheggi, la guardia di finanza.

Prima di andare avanti, è utile comprendere il tipo di intervento proposto dalla società F24. L’idea – attuabile tramite variante urbanistica della destinazione - è quella di una struttura ricettiva con solarium e piscina, una quarantina di camere e un ristorante fino a 200 coperti. Le cronache delle discussioni avvenute in commissione, oltre che i verbali delle stesse, testimoniano una sostanziale convergenza sia da parte della maggioranza che dell’opposizione sulla bontà del progetto, ma anche una trasversale perplessità riguardo a un aspetto tecnico, cioè il rispetto degli standard urbanistici: fu Carlo Salvemini a sollevare la questione del numero dei parcheggi, considerato insufficiente, così come non convinceva diversi componenti la soluzione di ricavarli su un livello interrato, data la vicinanza sia a una pineta sottoposta a vincolo che alla linea della battigia.

Nel prosieguo della discussione, poi, è stata individuata un’area distante circa due chilometri dalla struttura che, per un emendamento proposto in consiglio da un esponente di maggioranza (Giampaolo Scorrano), dovrebbe essere collegata con un servizio di navetta obbligatorio nella stagione estiva a carico del gestore (e il versamento di oneri pari al 2 per cento del costo totale per la realizzazione di una viabilità di collegamento per pedoni e ciclisti).

conferenzapd-2Ma prima della discussione in consiglio accade anche qualcos’altro, il consigliere Rocco Ciardo sbotta contro Roberto Martella (tutti e due di centrodestra): in un primo momento perché avrebbe votato per sua delega, ma senza in realtà averla; in un secondo per aver non essersi attenuto all’indicazione dell’astensione, votando invece a favore. Comunque sia andata, restano due certezze: la commissione ha dovuto nuovamente deliberare, con il via libera solo di Antonio Lamosa e Angelo Tondo (entrambi di maggioranza), quattro astenuti (tutti di maggioranza) e un voto contrario (quello di Torricelli, Pd); l’altra verità è che la guardia di finanza si è interessata alla storia delle deleghe e successivamente ha acquisito in Comune anche atti inerenti la procedura.

Pd contro le varianti urbanistiche.

“Noi siamo per cultura politica contrari all’adozione delle varianti, tanto più in una città dove si parla da ben 14 anni del nuovo piano urbanistico generale”, ha spiegato oggi il consigliere Torricelli per sottolineare come il voto di astensione espresso in consiglio sulla delibera non avesse nulla di ostile rispetto all’intervento.

Contrariamente a quanto fatto credere dal sindaco, ha rilanciato Antonio Torricelli, le fibrillazioni stavano tutte dalla sua parte. A dimostrarlo, l’andamento della discussione e l’esito del voto: gli esponenti di minoranza intervengono dieci volte, quelli di maggioranza ben 25.  Alla fine la delibera viene approvata con 18 voti a favore e 10 astensioni, tra queste quelle di Ripa, Inguscio e Monticelli il quale, con un ordine del giorno, manda addirittura sotto il governo (11 a 10) rivendicando la necessità di preservare la destinazione pubblica del tratto di mare antistante il resort (per evitare, insomma, che possa essere gestito da privati).

“In realtà – ha chiosato Antonio Rotundo – quello di Perrone è stato un tentativo di sfuggire alla responsabilità del fallimento dell’azione amministrativa sulle marine”. Alla conferenza ha partecipato anche Sergio Signore, sempre del Pd ed era presente anche Luigi Melica, dell’Udc. Durante il dibattito con i cronisti è emerso anche un altro punto da chiarire: secondo quella delibera, il permesso a costruire doveva essere richiesto a pena di decadenza entro un anno dall’approvazione. Si tratta quindi di capire se l’intervento della magistratura abbia determinato la sospensione dell’iter.

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