Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Pd salentino, Salvatore Capone rimette l'incarico di segretario provinciale

Anche il presidente dell'assemblea provinciale, Cosimo Durante, ha comunicato il passo indietro. Un organismo collegiale traghetterà il partito fino al congresso che si dovrà celebrare entro ottobre. Intanto si discute

Salvatore Capone

LECCE – Il Partito democratico si avvia al congresso provinciale, da tenere entro ottobre, sotto la guida di un organo collegiale che dovrà garantire la correttezza del confronto interno e la trasparenza sul tesseramento, argomento, quest’ultimo, per il quale sono volati stracci, da ultimo, anche per l’ultima corsa alla segreteria cittadina. La scelta del coordinatore di questo “governo di transizione” potrebbe arrivare da Bari in tempi brevi, ma in queste ore Sergio Blasi è alle prese con il rimpasto della giunta regionale. Secondo i rumors raccolti nel via vai dell’Hotel Tiziano – dove oggi si è tenuta l’assemblea provinciale, l’incarico potrebbe ricadere su Antonio Maniglio che, proprio dal palco, si è tirato fuori da qualsiasi futura competizione.

Intanto Salvatore Capone, segretario provinciale, e Cosimo Durante, presidente dell’assise, hanno rimesso il loro mandato. Tutto come previsto, in fondo: l’incompatibilità sancita dallo statuto del Pd ha sopito le polemiche divampate attorno all’ex sindaco di San Cesario di Lecce, mentre l’ex primo cittadino di Leverano, sin dal giorno successivo alle elezioni politiche che avevano sancito la vittoria di Pirro del partito, e la sua non elezione al Senato, avevo fatto capire di essere pronto a farsi da parte, auspicando del resto un rinnovamento della classe dirigente. Invito che Durante ha ripetuto oggi, accompagnandolo con l’esortazione a ripartire dai circoli e dalle piazze e da una stoccata proprio Capone, che gli sedeva accanto, responsabile secondo lui di aver condotto la battaglia interna delle primarie dalla posizione privilegiata della segreteria che, invece, avrebbe dovuto lasciare.

Il segretario provinciale dimissionario ha chiamato tutti i presenti alla necessità di ritornare a parlare alla società civile: “Questa nuova fase del Pd, a livello locale come nazionale, deve passare attraverso le energie e i contributi che uomini e donne hanno la voglia di liberare per riaprire il confronto con l’opinione pubblica. Uomini e donne  conosciuti e riconoscibili nei territori per impegno, rettitudine, spirito di servizio verso le istituzioni e i cittadini che contaminino di democrazia le nostre comunità, che restituiscano forza ai valori della sinistra dimostrando di essere all’altezza del cambiamento epocale che sta vivendo il nostro paese”.

“Io da parte mia  - ha poi concluso Capone - continuerò come sempre ad assicurare il mio contributo, a metterci la faccia così come ho fatto in questi anni. A lavorare per il nostro territorio, sfruttando gli strumenti che oggi ci mette a disposizione la mia attuale posizione di parlamentare e domani quella di militante augurandomi, con tutto il cuore, che il nostro Pd riguadagni il valore che merita e che, oltre che per i suoi risultati alle urne, sappia farsi notare per quanto semina e poi raccoglie per la crescita dei territori che rappresenta”.

Per conoscere dunque i nuovi vertici provinciali bisognerà attendere mesi: intanto, non avendo esaurito tutti gli interventi previsti, circa 30, l’assemblea è stata aggiornata alla prossima settimana. E la discussione continuerà probabilmente sulla falsariga di oggi dove l’analisi della “non vittoria” politica è diventata, in molti passaggi, “sconfitta” o, peggio ancora, “disfatta”. Per qualcuno arrivata per colpa di una ossessiva ricerca di un’alleanza col centro, per altri per aver dato troppo ascolto alla sinistra di Vendola. Per quasi tutti per non aver saputo interpretare l’esigenza di rinnovamento della classe dirigente di cui c’erano segnali evidenti ma che sono stati ignorati. Nemmeno con le primarie, che, ad esempio, per Antonio Maniglio sono un tabù da sfatare mentre, per Alessandro De Matteis, una poderosa iniezione di partecipazione da migliorare con l’eliminazione del meccanismo delle candidatura paracadutate da Roma.

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