Volti distesi e voglia di ripartire: nel Pd salentino si serrano le fila

Partecipata riunione presso la federazione provinciale. Le differenze tra le mozioni restano, ma l’obiettivo è rompere l'accerchiamento

LECCE -  Sold out in via Tasso per la riunione del Partito Democratico. E per essere la mattina di una domenica d’estate non si poteva sperare in una partecipazione migliore.

C’erano praticamente tutti, dalla vice ministro Bellanova ai militanti, passando per parlamentari (Fritz Massa e Salvatore Capone), assessori e consiglieri regionali (Loredana Capone e Sergio Blasi), segretari di circolo, sindaci (Stefano Minerva di Gallipoli e il neo eletto Flavio Filoni a Galatone), per guardarsi in faccia e riprendere un cammino che le vicende congressuali – soprattutto con la dialettica tra Renzi ed Emiliano – avevano reso quasi impossibile da proseguire in un solco comune.

Naturalmente la scadenza naturale della legislatura non è poi lontana, tra meno di un anno, e dunque lo sforzo (e la necessità) è quello di serrare le fila e rispondere da una parte alla competizione con il M5S e la destra, dall’altro di evitare un’emorragia di consensi a favore dei movimenti che, a sinistra, stanno cercando di dialogare, seppur tra molte riserve e contraddizioni, per un protagonismo comune finalizzato a dare rappresentatività a un profilo autenticamente di sinistra e a bilanciare la deriva centrista di Renzi.

D’altra parte a livello locale bisogna riorganizzare il partito, dopo le dimissioni del segretario provinciale, Salvatore Piconese, che ha aderito ad Articolo 1 – Movimento Democratico e Progressista. In questo senso Teresa Bellanova ha comunicato la decisione della segreteria nazionale di procedere al commissariamento del Pd salentino per arrivare nei tempi previsti alla celebrazione del congresso provinciale. Con il segretario cittadino, Fabrizio Marra, erapresente anche la presidente provinciale, Paola Povero, che tornerà a sedere nel consiglio comunale di Lecce e alla quale è stato chiesto un commento a caldo.

Un incontro molto partecipato oggi, come non si vedeva da molti anni. Sembra quasi che il Pd improvvisamente goda di ottima salute.

Il Pd scoppia di salute, oggi ci sono state tutte le premesse pur nella diversità delle mozioni per programmare una nuova agenda e una nuova identità del partito in questa regione. Tutto questo serve a noi, al governo regionale e a quello nazionale e oggi abbiamo tutte le condizioni per lavorare bene: l’entusiasmo delle persone presenti oggi è la dimostrazione che abbiamo davanti una via nuova, quella della partecipazione, delle iniziativa ripristinando tutte le sedi del confronto, gli strumenti di aggregazione a partire dalle Feste dell’Unità (quella salentina potrebbe tenersi a settembre, ndr) anche perché a chiedercelo sono soprattutto i cittadini”.

La vittoria alle elezioni comunali è servita da sprone?

“La vittoria è un tonico di cui avevamo bisogno e ci ha dato un’ulteriore spinta ma questo non vuol dire che il Pd non avrebbe preso una strada inclusiva dove tutti, finalmente, si possono sentire protagonisti. Questo è l’obiettivo che ci siamo dati oggi, è un obiettivo condiviso e ci muoveremo in questa direzione”. 

Soddisfatta dell'esito dell'incontro anche Loredana Capone che ha fissato in un posto le sue valutazioni: "All'unisono ci impegniamo perché il Pd, la nostra casa, sia sempre più forte e trovi nel confronto interno la forza dialettica utile per costruire le soluzioni migliori per il Salento per la Puglia e per l'Italia. Si deve aprire un confronto ampio in questa terra dinamica coi cittadini e le forze politiche, sociali ed economiche. Nelle piazze, anche in estate, con le feste dell'unità, ci confronteremo, come facciamo ogni giorno nei nostri ruoli, con i problemi veri dei cittadini, fieri di informare e ascoltare".

Sulla frattura consumata con gli ex compagni di strada, l'assessore regionale tira sostanzialemente dritto: "Ci dispiace che qualche amico abbia deciso di lasciare. Certo un grande partito è un terreno difficile per misurare la forza delle proprie idee e forse può generarsi l'illusione che in un campo più ristretto e identitario sia più facile che le proprie posizioni abbiano successo. Ma dobbiamo impegnarci con tutte le forze perché il maledetto virus della divisione, che alberga in particolare in certi ambienti della nostra sinistra, possa coltivare i giusti anticorpi, come è avvenuto alla fine per le amministrative di Lecce. D'altra parte anche per le leadership è fondamentale non cadere in una facile autoreferenzialità da maggioranza qualificata. L'importanza del momento ci chiama all'impegno e alla responsabilità  E sono convinta che se ci impegnamo tutti , il centro sinistra lavorerà sulle ragioni dell'unità e potrà dare ancora un grande contributo al nostro territorio".

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Fiducioso anche il commento di Giuseppe Tarurino, sindaco di Trepuzzi: "Noi siamo il vero argine al populismo e alla destra che vorrebbe allontanarci sempre di più dall'idea di Europa.  Non si può pensare di costruire un centrosinistra senza l'apporto fondamentale del Partito Democratico che è la più grande forza riformista in Europa. Chi è alla nostra sinistra sollecita una visione larga della coalizione, ma non può pensare di costruire un nuovo centrosinistra senza riconoscere al Pd il ruolo principale di partito aggregante, capace di organizzare un campo di forze progressiste in grado di vincere le prossime sfide elettorali. A noi il compito di non disperdere questo prezioso patrimonio elettorale, non  comprendendo quanto i nostri elettori non vogliano divisioni, ma ci indichino in continuazione la via dell'unità, quale unica risposta credibile".

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