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Immigrazione, da problema a risorsa. Piano d’intervento elaborato dal Pd

Mercoledì 18 giugno, a Gallipoli, la segreteria provinciale ha organizzato un incontro sul tema. Insieme al sindacato, elaborato un piano di interventi per dare concreta attuazione alle legge regionale e favorire l'interazione sociale e culturale

Foto di repertorio

LECCE - Storie di dignità negata, di diritti violati e di moderne forme di schiavitù: potrebbe sembrare il titolo di un film o anche di un libro se non fosse, invece, la drammatica realtà di tanti immigrati che quotidianamente scappano dal loro territorio per raggiungere le coste pugliesi, sperando in condizioni di vita migliori. Il fenomeno migratorio cui si assiste negli ultimi mesi, non può essere certamente definito ‘ordinario’, perché i numeri confermano che è diventato un’emergenza sociale, non più gestibile a livello locale.

Ma, a dire del Partito democratico, l’immigrazione non è un problema che riguarda l’Italia e le regioni in cui avvengono i maggiori sbarchi. Al contrario è un problema europeo, da gestire in maniera collegiale. “In tutti questi anni, l’Italia ha fronteggiato da sola ogni sorta di emergenza, si è fatta carico sia di azioni di prima accoglienza e di cura sia della sicurezza, senza che dall’Europa ci sia mai stata una reale presa in carico del problema, come se l’immigrazione fosse solo una questione solo italiana”, commenta Annatonia Margiotta, responsabile delle Politiche sociali e immigrazione della segreteria provinciale Pd.                                                                                             

In un articolo apparso sull’Unità del 15 maggio scorso, erano riportati i dati sull’immigrazione per il 2014 che sono raddoppiati rispetto all’anno precedente: si parla, infatti, di 42 mila persone che da gennaio ad aprile sono state identificate al loro arrivo. “Di fronte a tale fenomeno, la solidarietà e l’accoglienza di uomini e donne di buona volontà da sola non basta per fronteggiare l’enorme flusso di immigrati, sia per insufficienza di uomini sia dei mezzi di cui si dispone- aggiungono i segretari del Pd- . Una volta rifocillati e curati, c’è il problema di dove farli stare, cosa fargli fare, come gestire il processo di interazione sociale e culturale, perché accanto allo spirito di autentica fratellanza e solidarietà della nostra gente, si contrappongono comportamenti volti a ledere i più elementari diritti civili e umani di questa gente”.

La Regione Puglia nel 2009 si è dotata della legge numero 32 “Norme per l’accoglienza, la convivenza civile e l’integrazione degli immigrati in Puglia”: si tratta di un dispositivo normativo per rendere effettivo il diritto di cittadinanza degli immigrati, ma l’aspetto più qualificante della legge è la centralità della ‘persona’ nel riconoscimento di pari dignità e piena integrazione per tutti. La legge è considerata un vero esempio di civiltà culturale e politica, voluta con determinazione dal Partito democratico e apprezzata anche da altre regioni italiane per i suoi contenuti innovativi. Ma la norma, prima di giungere all’approvazione in consiglio regionale, ha attraversato un faticoso percorso di concertazione tra le parti sociali iniziato nel febbraio del 2006 con gli Stati generali sull’immigrazione, per concludersi nel 2009. 

Il Pd pugliese continua la sua battaglia in favore dell’ uguaglianza, dell’ integrazione sociale e culturale a favore degli immigrati: “La vera innovazione sociale è quella che considera il fenomeno migratorio non un problema di cui liberarsi, bensì una risorsa per tutta la comunità – prosegue margiotta - . E’ questa impostazione concettuale a fare davvero la differenza tra ciò che il Partito democratico intende per processo di interazione sociale e culturale e il resto dell’Europa.  Ed è sempre questa impostazione concettuale che caratterizza la nostra azione politica e mette gli immigrati al riparo dal rischio di emarginazione sociale”.

L’identikit dell’immigrazione clandestina pugliese lascia molto a desiderare, a causa dei fenomeni collaterali del caporalato, dello schiavismo e della prostituzione. Il Salento nel 2011 balzò agli onori della cronaca con il caso della masseria Boncuri di Nardò per le vicende di alcuni migranti che, nel periodo di raccolta delle angurie, lavoravano in condizioni disumane e ridotte in schiavitù dai caporali.

Il fenomeno migratorio è, quindi, complesso perché coinvolge aspetti a volte diversi tra loro ma sovrapponibili, richiede impegno e competenze specifiche. Non si possono improvvisare azioni, interventi, progetti, se non si conosce bene il fenomeno. Per questa ragione e in coerenza con i principi ispiratori della legge regionale, il segretario provinciale Salvatore Piconese ha avviato una prima interlocuzione invitando nella sede della Federazione di Lecce, Antonella Cazzato della Cgil Lecce e Yvan Sagnet di Flai Cgil regionale.

A seguito dell’incontro è stato costituito un gruppo di lavoro formato da esperti in tema di immigrazione. In questi mesi il Pd ha elaborato un piano di interventi per dare concreta attuazione alle legge regionale e favorire l’interazione sociale e culturale: sarà questo il contenuto dell’incontro che si terrà il 18 giugno, alle ore 18,00 presso il Chiostro dei Domenicani a Gallipoli.

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