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La cura per salvare 6mila ulivi malati? "Non può essere il loro abbattimento"

Tutto il Pdl locale schierato contro la delibera regionale dello scorso 29 ottobre con la quale si ordina agli agricoltori salentini l'estirpazione delle piante colpite dal micidiale batterio. Pacella: "Serve invece un presidio territoriale"

LECCE – “Non possiamo credere, o meglio non abbiamo ancora la certezza che l’unica cura per salvare gli alberi di ulivo colpiti dal batterio che ne provoca il precoce disseccamento sia l’abbattimento delle piante”. E’ in sintesi la posizione politica del Pdl, esposta questa mattina attraverso il presidente della Provincia di Lecce e coordinatore provinciale del partito, Antonio Gabellone, l’europarlamentare Raffaele Baldassarre, il senatore Francesco Bruni e l’assessore provinciale all’agricoltura Francesco Pacella.

I rappresentanti del Pdl hanno voluto incontrare la stampa per comunicare le loro idee in merito alla delibera regionale dello scorso 29 ottobre, che individua l’area più colpita nel Salento e ordina l’estirpazione degli alberi malati. Secondo la Regione, infatti, la “zona focolaio” è compresa a sud di Gallipoli, nelle campagne di Tuglie, Alezio, Parabita, Matino. Ora, secondo il Pdl, la delibera in questione individua tutta una serie di azioni di per sé criticabili, ma su tutte “la più preoccupante è proprio l’abbattimento delle piante”. Che sarebbero circa 6mila, “anche se non esiste una ancora mappatura reale”.

“Nella delibera regionale del 29 di ottobre – ha spiegato Pacella come già aveva fatto a fine ottobre -  non vediamo nessun tipo di azione territoriale, come prevenzione o quant’altro, non si parla di cura delle piante. Anzi, l’unica cura sarebbe il loro abbattimento. Ecco perché invece noi abbiamo sempre voluto un presidio territoriale, che sia punto di riferimento per gli agricoltori, le istituzioni, del mondo scientifico. E invece questa direttiva sta creando serie preoccupazione tra tutti.  E non si tratta solo di reperire risorse economiche – ha aggiunto l’assessore provinciale - ma c’è bisogno di chiarezza”.

Sempre secondo il Pdl salentino, ci sarebbe stata disinformazione, poca certezza, “quando invece l’idea di un presidio territoriale sarebbe servita e serve a mettere in moto il settore dell’agricoltura per un confronto con l’osservatorio fitopatologico regionale. Quindi gli agronomi, le organizzazioni, le istituzioni locali dovrebbero incontrarsi per capire come meglio procedere, ma questa linea non è stata accolta dalla Regione, perché ritiene che l’organo preposto per affrontare questa problematica sia l’osservatorio regionale”. 

“La delibera regionale è monca di diversi aspetti: costi a carico degli agricoltori e un modo coercitivo di imporre agli agricoltori i cui terreni coltivati a ulivo insistono nell’area a rischio parassita,  di abbattere gli alberi infetti. Ma noi invece diciamo che prima di procedere all’abbattimento bisogna avere tutte le certezze scientifiche, vale a dire che questo parassita sia tutta la causa di quello che sta succedendo. Anche perché la Provincia non ha al momento avuto nessuna comunicazione su come procedere da parte della Regione Puglia”.

“Mancano tutta una serie di deroghe, perché si prevede la bruciatura degli alberi tagliati sul posto, ma poi c’è una norma che vieta le bruciature in campagna, per cui la giunta regionale avrebbe dovuto procedere ad una deroga per quel che riguarda l’aspetto specifico. Ma poi come fa l’agricoltore che intende tagliare gli alberi, a chi si rivolge, a quale ufficio preposto, a chi telefona? Niente, nessuna informazione a riguardo e soprattutto – ha concluso Pacella - come ottenere le risorse per piantare nuovi alberi di ulivo una volta estirpati quelli malati?" 

“Più fatti e meno parole”, replica intanto Cosimo Durante, del gruppo consiliare del Partito democratico. “In merito all’ultima iniziativa comunicativa sull’emergenza ulivi intrapresa dallo stato generale del Pdl salentino, che si è schierato contro la delibera della giunta regionale  pugliese del 29 ottobre scorso, il gruppo consiliare Pd alla Provincia di Lecce invita tutti a mettere da parte la propaganda demagogica e sprona all’impegno per fare squadra e  trovare comuni sinergie a difesa e salvaguardia dell’inestimabile valore economico, patrimoniale e culturale rappresentato dagli uliveti del nostro Salento”.

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