Lunedì, 26 Luglio 2021
Politica

Per i Borghi della felicità “identificare gerarchia dei bisogni comuni”

È il parere del consigliere comunale di "Melpignano al centro", Luigi Montinaro, espresso nel suo intervento durante l'assise che ha approvato congiuntamente all'amministrazione di Saluzzo il progetto pilota dei borghi autentici

MELPIGNANO Si è tenuto ieri sera il consiglio comunale a Melpignano, con collegamento Skype con l’amministrazione di Saluzzo, per l’approvazione congiunta del progetto pilota “Borghi della Felicità”. In merito all’iniziativa, ecco l’intervento di Luigi Montinaro, capogruppo consiliare di “Melpignano al Centro”, nel corso dell’assise cittadina: “Parlare oggi di Borghi della Felicità sembrerebbe quasi paradossale e inopportuno se contestualizzato al difficile  momento storico a causa della crisi economica. La maggior parte delle persone è felice nella misura in cui decide di esserlo. Queste parole, attribuite al presidente americano Abramo Lincoln, rappresentano quello che è il mio concetto di felicità, qualcosa che dipende da noi.

Felicità è senza dubbio una parola dai molti significati, ognuno di noi ha probabilmente maturato una propria convinzione su cosa lo renda felice, su ciò da cui nasce la felicità, su come trovarla o se sia possibile, su come difenderla e mantenerla. Una cosa ci accomuna riguardo alla felicità: tutti la desideriamo, anche se non tutti confidano di poterla provare. La felicità comporta la scelta di osservare il mondo con gli occhi di un bambino: apprezzandone la bellezza, con curiosità, senza pregiudizi, con spontaneità e amore, con speranza e ottimismo, con fiducia e serenità. Viviamo in un tempo che ci insegna a cercare la felicità ovunque, meno che nell’unico posto in cui possiamo realmente trovarla: dentro di noi e attorno a noi.

L’idea di questo progetto pilota ‘Borghi della Felicità’ promosso dall’Associazione Nazionale Borghi Autentici d’Italia, che vede, cooperare insieme due realtà diverse e distanti in un “gemellaggio strategico” potrebbe rappresentare una occasione di crescita e di sviluppo sociale e culturale, perché sono fortemente convinto che la diversità sia un valore aggiunto e quindi motivo di arricchimento.

Borgo della Felicità dovrebbe significare risposte certe sulle problematiche che investono il mondo   del lavoro e quindi la disoccupazione, la crisi delle piccole e medie imprese, la perdita del proprio posto di lavoro con la conseguente impossibilità di poter mantenere la propria famiglia. Borgo della Felicità dovrebbe significare auto imprenditorialità, nel momento in cui si riescono a mettere in campo politiche di sostegno per l’accesso agevolato al credito o per sbloccare i mancati finanziamenti e quindi la difficoltà per un giovane di avviare qualunque tipo di attività economica.

Borgo della Felicità dovrebbe significare miglioramento della qualità dell’ambiente urbano, tutela della biodiversità e del paesaggio locale, sviluppo e valorizzazione dell’identità culturale, organizzazione di sistemi di ospitalità e accoglienza turistica sostenibili. Tutto ciò sarà possibile se le volontà comuni saranno volte all’identificazione della ‘gerarchia dei bisogni’ per capire cosa realmente renda felici i cittadini di una piccola comunità. In chiusura di intervento auspico che tale progetto pilota dei Borghi della Felicità non resti soltanto una dichiarazione utopica di  intenti ma sia un progetto concretamente attuabile  al fine di favorire sinergicamente crescita, sviluppo e benessere sociale, quindi felicità”.      

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