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Domenica, 16 Gennaio 2022
Politica Carmiano

“Per il prefetto Mazzotta non eleggibile?” Forza Italia interroga il ministro

Dopo il responso del tribunale civile per la candidabilità dell’ex sindaco, il prefetto aveva sollevato il caso di ineleggibilità in risposta alla richiesta di ricusazione presentata dall’altro candidato Erroi. I deputati azzurri chiedono l'intervento della ministra Lamorgese: "Ingerenza inopportuna"

CARMIANO - A poco più di una settimana dal voto per il rinnovo del consiglio comunale di Carmiano dopo due anni di commissariamento e dallo scioglimento per presunte infiltrazioni mafiose, tiene ancora banco la vicenda dell’ex sindaco Giancarlo Mazzotta, candidato per la tornata del 7 novembre prossimo con la lista “RitorniAmo Insieme”.

E la questione torna anche all’attenzione della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese a cui è stata indirizzata in queste ore una specifica interrogazione dei deputati pugliesi di Forza Italia Mauro D’Attis, Elvira Savino, Veronica Giannone e Vincenza Giuliana Labriola.

Sulla legittimità della ricandidatura del sindaco in carica prima del decreto di scioglimento del dicembre 2019, nelle scorse settimane si era espressa la prima sezione civile del Tribunale di Lecce che aveva  rigettato il ricorso proposto dal ministero dell’Interno (ai sensi dell’articolo 143 del Testo Unico degli Enti locali), e quindi stabilito la piena candidabilità alla carica di sindaco di Mazzotta.

La sua lista “RitorniAmo Insieme” sarà contrastata dalla compagine “La Matita-PartecipiAmo” che popone come candidato sindaco l’avvocato e già assessore Gianni Erroi. 

Quest’ultimo, già nei giorni successivi alla presentazione delle liste in Comune, aveva deciso di presentare un’istanza di ricusazione al Viminale, tramite la prefettura, per fare chiarezza sulla legittimità della presentazione di Mazzotta come candidato sindaco, richiamando anche alcuni pronunciamenti per casi analoghi della Cassazione.

Il tutto partendo dalle considerazioni non solo legate allo scioglimento del consiglio comunale con il decreto del presidente della Repubblica, ma anche sulla circostanza che il sindaco uscente fosse, secondo i rilievi dei ricorrenti, al suo secondo mandato consecutivo e quindi non essendo trascorsi i tempi necessari per ambire ad un terzo mandato.

Circostanza da subito confutata, con parerei autorevoli di costituzionalistia  corredo, da parte di Giancarlo Mazzotta per il quale il periodo del lungo commissariamento ha già definito una nuova legislatura interposta ai suoi mandati precedenti (l'ultimo interrotto prima della scadenza), e quindi in caso di elezione si configurerebbe un nuovo primo mandato e non si tratterebbe invece, come erroneamente si continua a rilevare, di un terzo mandato           

Su tali eccezioni mosse dal candidato Erroi è giunto poi, a stretto giro, il riscontro del prefetto Maria Rosa Trio che nei giorni scorsi, al netto della candidabilità ammessa dal tribunale, ha rilevato invece, a suo avviso, la condizione di “non eleggibilità” del candidato sindaco della lista “RitorniAmo Insieme”.

Secondo quando espresso dal prefetto nella risposta alla richiesta del candidato Erroi  si evidenzia che “il decreto di scioglimento per mafia è stato adottato il 5 dicembre 2019 nel corso del quarto anno e sei mesi dall’inizio della seconda consiliatura. Il caso in esame integra una causa di ineleggibilità originale preclusiva non già della candidabilità, ma della eleggibilità perchè ostativa all’espletamento del secondo mandato.

La diretta conseguenza in caso di ineleggibilità originaria o sopravvenuta è per il candidato eletto, nonostante il divieto, la decadenza dalla carica. Si demanda la presa d’atto di quanto sopra al primo consiglio comunale che dovrà essere effettuato nella seduta immediatamente successiva all’esito delle consultazioni elettorali e segnatamente in sede di convalida degli eletti”.

Su tale aspetto che prefigurerebbe, in caso di elezione di Mazzotta a nuovo sindaco di Carmiano, la possibilità dell’immediata decadenza dalla carica per ineleggibilità durante il primo consiglio comunale, si è ora focalizzata la presa di posizione dei parlamentari di Forza Italia che hanno chiamato alla verifica il ministro Lamorgese stigmatizzando il pronunciamento dello stesso prefetto nel pieno della campagna elettorale in corso.     

L’interrogazione dei deputati di Fi

“A nostro avviso, si tratta di un’inaccettabile ingerenza sulla libertà di voto, che potrebbe sgretolarsi per assenza di fondamento e legittimità. Sull’iniziativa del prefetto di Lecce, che ha sentenziato l’ineleggibilità del candidato sindaco di Carmiano, Giancarlo Mazzotta, abbiamo appena depositato un’interrogazione diretta al ministro dell’interno” scrivono i deputati pugliesi di Forza Italia, Mauro D’Attis, Elvira Savino, Veronica Giannone e Vincenza Giuliana Labriola.

“È indifferibile un intervento del ministro, posto che il prefetto, a seguito di un’istanza che verteva su tutt’altro oggetto e questione ed in piena campagna elettorale, ha deciso di intervenire in maniera impropria, per usare un eufemismo. Tutto questo senza tener conto della pronuncia del Tribunale di Lecce, che aveva già rigettato un ricorso contro la candidabilità di Mazzotta, e senza considerare la conclusione anticipata del secondo mandato da sindaco del candidato”.

“Non soltanto il tribunale ha stabilito la piena candidabilità di Mazzotta” ammoniscono i parlamentari azzurri, “ma ci sarebbe anche il dato oggettivo dell’assenza dei requisiti, temporali, previsti dalla legge a supporto della causa di ineleggibilità. Accanto a ciò” concludono, “c’è il più preoccupante dato politico: l’intervento del prefetto arriva nel cuore della campagna elettorale ed ogni commento a riguardo è pleonastico e lo sospendiamo in attesa degli opportuni controlli del Governo. Adesso, chiediamo al ministro di verificare la correttezza del comportamento del prefetto e di riferire al fine di assicurare il regolare svolgimento delle consultazioni nel Comune di Carmiano”.

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