Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

"Per prevenire queste tragedie, cantierizzare subito la strada statale 275"

Dal Pdl dure critiche agli stop eterni, dopo il drammatico incidente che ha provocato due vittime. Congedo: "Dopo tutti i contenziosi, esigiamo che non si perda più un'ora". E Capoccia, del Conapo: "Basta con la politica ottusa"

 

LECCE – “Cantierizzare subito la strada statale 275”. L’appello proviene dal consigliere regionale del Pdl, Saverio Congedo, all’indomani di uno dei più drammatici incidenti degli ultimi anni in provincia di Lecce, nel tratto fra Nociglia e Surano, in cui hanno perso la vita padre e figlio. Ed è soprattutto dal centrodestra che si levano diverse voci.

“Occorre molto auto-controllo per evitare una pur facile ricerca di colpevoli sul tragico esito dell’ennesimo incidente sulla via della morte, alias strada statale 275, che è costato la vita ad un ragazzo di 12 anni ed a suo padre”, dice Congedo. “Non ci possiamo però esimere dall’esigere che, dopo tutti i contenziosi, le modifiche e i compromessi che hanno allungato all’infinito i tempi e i costi della sua messa in sicurezza, non si perda più nemmeno un’ora nel cantierizzare l’opera. Altrimenti, ai prossimi morti, proseguire in tale auto-controllo rischierebbe di essere confuso per omertà”, conclude il consigliere leccese di via Capruzzi.

A Congedo, fa eco Giancarlo Capoccia, già segretario del Conapo, sigla sindacale dei vigili del fuoco, e candidato per “Lecce città del mondo”, a sostegno del sindaco uscente, Paolo Perrone. “Quello degli incidenti stradali è una piaga con cui ho imparato a confrontarmi in vent’anni di attività operativa come vigile del fuoco operando anche nel distaccamento dei vigili del fuoco di Maglie, competente territorialmente su gran parte della statale 275, stesso distaccamento che ha operato in occasione dell’ultima tragedia di Nociglia”.

“In quegli anni – spiega Capoccia - ho partecipato, proprio sulla statale 275, a numerose operazioni di soccorso a seguito d’incidenti stradali, alcuni dei quali purtroppo mortali vivendo in prima persona tragedia immani e comprendendo la reale pericolosità della’arteria. Sono anni che il raddoppio di questa strada è stato finanziato e sono anni che vi è contrapposizione tra i favorevoli e contrari, ma, nel frattempo, si continua a morire”.

La giunta Vendola, poco dopo il suo insediamento – prosegue Capoccia -, decise che quel raddoppio non si doveva fare perché, per qualche ambientalista, era più importante l’integrità del paesaggio che non porre fine a questi terribili incidenti stradali. Qualcuno si deve sentire responsabile dei ritardi sulla realizzazione dell’allargamento, impiegando una politica ottusa, una politica che va nella direzione opposta di quello che chiede la gente normale, perché assicurare la sicurezza al cittadino, oltre ad essere un dovere, vuol dire, in questo specifico caso, diminuire le morti a seguito d’incidente stradale”.

“Questa battaglia non può essere né di destra né di sinistra – conclude -, perché gli incidenti stradali determinano dei danni irreversibili, ma, soprattutto, perché la morte non ha colore politico”.

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