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Percorsi di legalità nel Parco. Il magistrato Fiorella incontra i giovani

Nell'incontro promosso dal giornalista Elio Paiano, vi è la narrazione della battaglia in difesa dell'ambiente e contro ogni infiltrazione criminale nel settore. Fiorella ai ragazzi: "L'illegalità spoglia, vi depreda del futuro"

ANDRANO - Un campus sulla legalità, che ha visto gemellati l’Ipsia “Egidio La Noce” di Maglie e l’Itis “Ettore Maiorana” di Ragusa, ha fatto tappa nella sede del Parco "Costa Otranto - Leuca e bosco di Tricase”. A presiedere l’incontro nell’ambito del Pon LegAli al Sud di cui ? partner l'ente parco - il giornalista Elio Paiano, il presidente, Nicola Panico, con la partecipazione strategica del magistrato, alfiere della legalità ambientale, Mario Fiorella

Tali percorsi didattici che intrecciano legalità ed ambiente  hanno il preciso compito di far comprendere quanto sia difficile trovare un equilibrio. L’introduzione del promotore dell’evento, Elio Paiano, è stata chiara: nella nostra area fortunatamente non ci sono state infiltrazioni di grosse organizzazioni criminali, ma l’illegalità è stata molto più sottile, capillarmente diffusa da sistemi di lobbie che hanno premuto sulla politica per avere il permesso di danneggiare il territorio pur rimanendo in una cornice di legalità (come il caso del villaggio turistico che doveva sorgere su un autentico scrigno di civiltà, quale la grotta dei Cervi a Porto Badisco).

Mario Fiorella ha passato in rassegna le importanti esperienze di cui è stato attore protagonista: battaglie importanti, perché in alcuni casi sono state il punto di partenza per stabilire principi validi a livello nazionale. L’illegalità ha molti aspetti: che vanno dalla furbizia del politico connivente, all’insensibilità privata basata sulla logica del “così fan tutti”. A chiusura del suo intervento il messaggio ai ragazzi è stato forte: la società in cui viviamo ha smarrito il senso della morale, che non è moralismo, ma etica del vivere.

L’ambiente deve diventare una chiave di lettura del territorio per poterlo tramandare alle generazioni, non nel senso di una museificazione, ma di un utilizzo che non violenti la sua natura. Altro nodo rimane poi la tecnicizzazione del sapere a scapito della storia: in questi ambienti dove c’e’ assenza di conoscenza delle proprie radici, dove non si sviluppano sensibilità sociali, dove cresce un malinteso senso del progresso, qui  sguazza l’illegalità: così la furbizia di pochi va a danno di tutti.

Ha concluso l'incontro il presidente del Parco, Nicola Panico, sottolineando come la stretta relazione tra ambiente e legalità sia insita nel significato stesso ente: un’area che ci si è trovati costretti a "proteggere" da minacce gravi ed impellenti quali la cementificazione ed altri abusi di tipo ambientale.

Auspicando, dunque, per i giovani, un futuro nel corso del quale non sia più necessario istituire aree protette, il presidente Panico ha sottolineato il ruolo di sensibilizzazione che il parco svolge, evidenziando la necessità del contributo di tutti, perché il rispetto dell'ambiente possa assumere finalmente quel ruolo costituzionale che gli compete. Solo sulla base ti tali fondamentali premesse, un patrimonio naturalistico, che non ha eguali al mondo, potrà essere trasferito alle future generazioni accompagnato da una coscienza ed una morale collettiva rinnovate.

 

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