Pericolo e degrado nell’area dell’ex depuratore. Esposto di Italia Nostra

Dopo un sopralluogo presso l’impianto in disuso in località Tammali gli ambientalisti hanno chiesto bonifica e messa in sicurezza

PARABITA – Ormai in disuso e inutilizzato da alcuni anni, da quando cioè  il Piano di tutela delle acque aveva previsto la realizzazione di un nuovo impianto di depurazione consortile a servizio dell'agglomerato di Casarano, l’ex depuratore di Parabita, in località Tammali, torna a far parlare di sé. E se ora non è più il trattamento dei reflui e il recapito finale nei campi di spandimento a creare preoccupazione, un nuovo segnale di allarme giunge per la situazione di abbandono e degrado in cui si trova l’ex impianto e contestualmente l’area di insediamento circostante lungo la strada vicinale. Una situazione incresciosa e anche di potenziale pericolo che è emersa alla luce di un recente sopralluogo in località Tammali effettuato dal presidente e dagli attivisti della sezione Sud Salento di Italia Nostra che hanno inteso da subito riversare una dettagliata informativa all’attenzione dei commissari straordinari che reggono il Comune di Parabita dopo lo scioglimento del consiglio comunale.

Nell’esposto-denuncia presentato dal presidente del sodalizio ambientalista, Marcello Seclì, vengono descritte le criticità principali rilevate nella zona dell’ex impianto comunale di depurazione sollecitando ovviamente una verifica dei rappresentanti di governo (i commissari Andrea Cantadori, Gerardo Quaranta e Sebastiano Giangrande) e delle istituzioni al fine di disporre i relativi interventi per la bonifica e messa in sicurezza della zona. Italia Nostra sottolinea come il cancello d’ingresso dell’area, privo di qualsiasi chiusura, risulta del tutto aperto per cui l’accesso all’impianto, essendo praticabile da chiunque, risulta un potenziale pericolo per chi dovesse imprudentemente addentrarsi e potrebbe anche essere luogo di attività illecite. All’interno poi l’area risulta invasa da vegetazione spontanea ed è stato trovato anche un contatore dell’impianto idrico, evidentemente usurato o danneggiato, dal quale fuoriesce continuamente acqua in gran quantità e ciò, oltre a risultare un evidente sperpero di risorsa naturale ancor più grave in questo periodo di carenza idrica, andrebbe ad incidere direttamente anche sulle casse del Comune. Infine sul lato sinistro dell’ingresso dell’ex impianto di depurazione si sono create delle micro discariche a cielo aperto con cumuli di rifiuti e materiali di vario genere abbandonati in diversi punti.

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“Risulterebbe quanto mai necessario che i commissari prefettizi effettuino un tempestivo e puntuale sopralluogo per verificare le attuali condizioni dell’impianto” scrive Marcello Seclì, “in modo da mettere in sicurezza l’area, riparare la fuoriuscita dell’acqua ed effettuare in seguito il risanamento dei luoghi. Allo stesso tempo sarebbe necessario verificare se sussistano eventuali responsabilità da parte di chi ha gestito l’impianto fino alla sua dismissione con la sua regolare consegna al Comune di Parabita. L’occasione è utile per evidenziare l’opportunità che tale struttura” conclude il presidente di Italia Nostra, “in considerazione della ubicazione e con le necessarie trasformazioni, possa essere utilizzata per la raccolta, la depurazione e il riutilizzo delle acque meteoriche a fini agricoli o per altre attività compatibili”.

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