Sabato, 25 Settembre 2021
Politica

Perrone contro la Poli: "Bugia la rinuncia al compenso"

Il primo cittadino di Lecce al contrattacco della senatrice Poli Bortone sui costi di Palazzo Carafa e sulle indennità dell'ex sindaca: "Bugia storica, non vi ha rinunciato: era obbligata per legge"

LECCE - "Mi sembra sia giunto il momento di svelare una volta per tutte la bugia storica di Adriana Poli Bortone ai cittadini leccesi": così il sindaco Paolo Perrone torna sulla questione dei costi delle gestioni amministrative a Palazzo Carafa e replica alla senatrice Adriana Poli Bortone, che aveva ricordato di aver rinunciato all'indennità da sindaco nella propria gestione.

"Per anni e ieri, per l'ennesima volta - afferma Perrone -, la senatrice ha platealmente evidenziato di aver rinunciato per i nove anni di Sindaco alla indennità di 7400 euro mensili facendo credere quasi di aver immolato la sua personale serenità finanziaria per il bene comune. Mi permetto di far notare che l'art. 83 del Testo Unico sugli Enti Locali stabilisce il cosiddetto 'divieto di cumulo' e chiarisce testualmente che 'I parlamentari nazionali ed europei, nonché i consiglieri regionali, possono percepire solo i gettoni di presenza'".

"In altri termini - prosegue -, l'allora sindaco Poli Bortone non scelse liberamente e magnanimamente di rinunciare al compenso di primo cittadino, ma era obbligata per legge, percependo quello di parlamentare europeo, 'appena' 30 mila euro mensili tra stipendio e rimborsi vari, pur essendo, statistiche delle presenze alla mano, una delle più assenteiste a Bruxelles. I suoi tentativi di spingere a commozione i cittadini leccesi sono fragili tanto quanto le sue ultime sortite parlamentari. A tal proposito, se la senatrice intende fare un favore ai suoi concittadini, piuttosto indirizzi le sue interrogazioni su argomenti quali filobus, via Brenta e Boc, le vere 'liberalità' di Adriana Poli Bortone verso la città di Lecce".

Quella della rinuncia al compenso per Perrone è "una bugia bella e buona" e l'ennesima prova che "il sindaco Adriana Poli Bortone non ha mai rinunciato a nulla, per sé e per chi gli è stato intorno": "Basti pensare - conclude - che per il suo Gabinetto, comprensivo di Direttore Generale, il Comune di Lecce spendeva oltre 439 mila euro all'anno (di cui 90 mila solo per il consulente giuridico Massimo Buonerba), mentre il mio, per il quale ho rinunciato alla figura del Direttore Generale, costa circa 140 mila, meno di un terzo. Credo che serva una gran faccia tosta ad impartire lezioni da pulpiti come questi".

Pankiewicz vs assessore: "Il lodo Alfarano e una città alla deriva e senza futuro"

Il consigliere del centro moderato, Wojtek Pankiewicz replica all'attacco sferratogli dal "successore di Adriana Poli Bortone al dicastero della Cultura". Per il consigliere comunale esistono due categorie di amministratori: quelli che fanno dichiarazioni e quelli che fanno le cose: "Alfarano e Perrone - afferma - appartengono al primo gruppo. Ho appreso dagli organi di informazione del lodo Alfarano nei miei confronti. Infatti, il successore di Adriana Poli Bortone al dicastero della Cultura incautamente mi attacca, pur sapendo che in ben tre anni non è stato capace di fare neppure una potatura e una diserbatura al campo di Santa Rosa (invito gli amici giornalisti a mandare i rispettivi fotografi ed operatori a fare foto e riprese per documentare in quale barbaro stato di abbandono e di degrado si trovi l'unico impianto di atletica della città, vero monumento all'incuria e al disamore per lo sport e per Lecce)".

"La cosa più avvilente e preoccupante - prosegue - della conferenza stampa di Perrone è stata la totale assenza di un'idea programmatica o politica. Ci ha comunicato, come al suo solito, soltanto come aveva coperto le quattro caselle vuote, salvo convocare a breve i giornalisti per fare una conferenza stampa magari, come quella dell'altro giorno, sul logo della carta intestata, sulle penne e le matite che si usano al Comune, sulle merendine, sulle badanti, sulla bulimia, sul circo equestre e su altre amenità di questo genere. Ben altro spessore politico ha dimostrato il sindaco di Monteroni quando, qualche giorno fa presentando la nuova giunta, nominata a pochi giorni dall'azzeramento, ha dettagliatamente illustrato le priorità programmatiche della sua amministrazione".

Con tali amministratori, per Pankiewicz, Lecce è "una città allo sbando, alla deriva e senza futuro": "Ecco perché insisto sulla necessità di aprire già da ora - dichiara - un grande dibattito nel Pdl e negli altri partiti per individuare persone dotate di serietà, autorevolezza e passione politica, alternative a Perrone, in vista delle prossime elezioni comunali, riscoprendo e rilanciando nel contempo la politica con la P maiuscola".

Nervi tesi a Palazzo: Pisanò attacca Io Sud...

Nel dibattito che è seguito alla formazione del nuovo esecutivo cittadino a Palazzo Carafa interviene anche il presidente del Consiglio Eugenio Pisanò, che, interrompendo un silenzio di 14 mesi, replica alle prese di posizione di Io Sud: "Pongo fine al mio lungo silenzio mediatico - sottolinea - perché costretto ad arginare i toni, ormai ai limiti della decenza, che gli esponenti di Io Sud stanno dando al dibattito politico cittadino nell'ultimo periodo. E chiarisco che non si è trattato in nessun modo di un silenzio connivente con le responsabilità degli errori del passato, dal momento che non voglio che continui a passare l'idea degli stolti che io e altri ci siamo visti affibbiare per l'arroganza di pochi".

"Prima - prosegue - la barzelletta della rinuncia della indennità dell'allora sindaco Poli Bortone, che oggi evidentemente pensa di parlare ad un popolo di gonzi. Il divieto di cumulo sta nel Testo Unico, non è un segreto. Mi chiedo perché Adriana Poli Bortone non ha rinunciato ai circa 30 mila euro al mese di parlamentare europeo. Poi l'uscita di Angelo Tondo, al quale chiedo di moderare i toni".

"A Lecce ognuno di noi ha una sua storia politica ben precisa - chiarisce Pisanò -e c'è chi ha sbagliato una volta e si è corretto subito e c'è chi ha sbagliato e persiste a farlo, con l'arroganza di sempre, pensando di continuare a condizionare la vita di questa città. Oggi gli affari restano fuori dal Palazzo. E nessuno di noi ha mai avuto un comitato elettorale nei locali di via Brenta. Tanto devo a chi usa certa sfacciataggine".

...e Tondo risponde: "Ma avuto un comitato in via Brenta"


Secca è arrivata in serata la replica di Angelo Tondo: "Pensavo che l'unico ad avere la memoria corta fosse il sindaco Perrone, invece mi sbagliavo qui c'è più di uno che non sente e non ricorda. Ora si è aggiunto anche Pisanò al quale vorrei ricordare che non ho mai avuto un comitato in via Brenta".

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