Martedì, 15 Giugno 2021
Politica Via Francesco Rubichi

Il Pd sfida Perrone, lui replica: "Anche sulla cultura, siete dalla parte dei baresi"

Rotundo e Maniglio respingono gli affondi su sanità e Iacp e lanciano la volata a Loredana Capone. Il sindaco al contrattacco: "Perchè al Bif vanno 1,3 milioni di euro contro gli 80 mila per il Festival del cinema europeo?"

LECCE - Mattinata movimentata a Palazzo Carafa. Due conferenze successive - una del Pd, l'altra del sindaco, Paolo Perrone - hanno alzato ulteriormente la temperatura dello scontro politico. L'opposizione, per bocca del capogruppo Antonio Rotundo e del consigliere regionale Antonio Maniglio, denuncia il nervosisimo del primo cittadino rispetto ad una eventuale sfida elettorale contro Loredana Capone, che però prima deve misurarsi con il gradimento del popolo del centrosinistra alle primarie del 22 gennaio. Perrone risponde per le rime: "Francamente non saprei dire quale avversario tra lei e Carlo Salvemini sia più abbordabile. Di certo la candidata del Pd ha il vantaggio di fare la campagna elettorale come presidente della Regione, ma ha anche la responsabilità politica che ne consegue".

Rotundo e Maniglio: "Bollette acque per inquilini Iacp, inutile la polemica del centrodestra".

Il primo round è tutto del Pd. Il ring è quello, insolito, della sala giunta di Palazzo Carafa. L'argomento, i sospetti sollevati dal centrodestra rispetto alla questione dei conguagli delle bollette dell'acqua per gli inquilini Iacp che, avevano detto Paolo Perrone e Roberto Marti, consigliere regionale, potrebbero subire delle pressioni indebite. A tal proposito, il sindaco aveva ricordato l'analogia con la campagna elettorale del 2007 e il tormentone degli avvisi di sfratto. Sulla vicenda, comunque, il commissario straordinario dello Iacp, Daniela Lupo, ha diffuso una nota ufficiale nella quale è scritto che gli importi saranno notificati a fine gennaio e che solo 850 famiglie, su 2000, dovranno versare potendo ricorrere alla rateizzazione. 

Antonio Rotundo e Antonio Maniglio hanno invitato il centrodestra a non sollevare polveroni inutili, ad abbassare i toni dello scontro e a ricordarsi di quando la precedente gestione regionale, quella targata Raffaele Fitto, sottoscrisse un bond da 400 milioni di euro che i pugliesi ancora pagano. Il leader dell'opposizione consiliare ha sottolineato: "I recenti interventi del sindaco confermano il fatto che l'alternativa alla sua amministrazione passa dal Partito democratico e dalla candidata, Loredana Capone, che conosce bene la città di Lecce".

Rotundo ha respinto categoricamente l'accusa che dietro lo Iacp ci sia una gestione politica riconducibile al centrosinistra, facendo presente che fin dal primo mandato di Vendola, il commissario straordinario ha la qualifica di vice-prefetto e che non può essere addebitata ad altri funzionari nessuna interferenza. Il consigliere regionale Antonio Maniglio è voluto invece tornare sulla questione della sanità e dell'efficienza dell'ospedale "Vito Fazzi" di Lecce, oggetto di una dura presa di posizione di Perrone che ha visitato il nosocomio martedì scorso: "Che ci siano dei problemi è indubbio, ma sin dal 2007 sono disponibili i 120 milioni di euro per la costruzione della terza torre, quella dove concentrare tutti gli interventi. Il problema sta più nella burocrazia che nella direzione politica. A Brindisi, ad esempio, la Pet è operativa del marzo 2010 e a Taranto è questione di settimane. 

foto (9)-2-2 Paolo Perrone: "Cultura, un altro esempio di come il governo regionale stia dalla parte dei baresi".

Il secondo round è tutto del sindaco che, diligentemente, ha atteso che gli ospiti liberassero la sala per prendere posto e giocarsi un'altra partita - dopo sanità e Iacp -, quella dei finanziamenti regionali alla cultura. Parafrasando lo slogan "Sempre dalla parte dei leccesi", che caratterizza la campagna di comunicazione della candidata del Pd, Perrone ha fatto il verso: "Il governo regionale sta dalla parte dei baresi". L'affondo è rispetto alla decisione della giunta regionale di finanziare con 1,3 milioni di euro provenienti dai fondi europei il Bifest, Bari international festival, che si svolgerà - contrariamente alle prime due edizioni, in gennaio - alla fine del mese di marzo, cioè poco prima del Festival del cinema europeo, la rassegna leccese oramai giunta alla quattordicesima edizione per la quale sono stati stanziati solo 80mila euro, di cui 40 in servizi. Insomma, oltre il danno, la beffa.

"Poichè in ambito culturale non credo che Lecce possa avere alcun complesso di inferiorità nei confronti del capoluogo, mi chiedo se ha senso vantarsi di stare dalla parte dei leccesi", ha chiesto retoricamente il sindaco che ha poi voluto replicare ad una polemica che un componente dell'esecutivo del Pd aveva sollevato su Facebook qualche giorno addietro. Oggetto del post era la società salentina di comunicazione e social media che presta servizi tecnici tanto a Perrone (cura della pagina fan sui social network) quanto a Salvemini (servizi video), situazione che secondo l'esponente democratico configurerebbe un conflitto di interessi tutto a danno della Capone. Il primo cittadino ha risposto caustico: "Io ho voluto valorizzare la creatività e le risorse di un'azienda della città, mentre la Capone si è rivolta alla più nota società pugliese, che, guarda caso, è di Bari. Fino a che i professionisti di cui mi avvalgo saranno terzi rispetto alla competizione, non avrò nulla da eccepire".

 

 

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