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Ex Bat, appello del sindaco al ministro: si teme una nuova ondata di tensione

Paolo Perrone ha scritto al ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi perché venga riconvocato con urgenza il tavolo sulla mancata riconversione dello stabilimento che produceva sigarette. Il 28 luglio l'ultimo corteo dei lavoratori

Gli operai ex Bat davanti alla sede del Comune di Lecce, 28 luglio.

LECCE – La richiesta è sempre la stessa, da diversi mesi: riportare British American Tobacco al tavolo ministeriale, insieme alle aziende subentranti nell’annunciata riconversione dello stabilimento manifatturiero di Lecce. Il sito di viale della Repubblica, come altri in Italia, ha smesso di produrre sigarette nel 2010 quando il colosso multinazionale ha avviato a pieno regime altri impianti secondo la logica della delocalizzazione in Paesi dove il costo della manodopera è minore.

Ma la ricollocazione dei lavoratori è rimasta sostanzialmente sulla carta perché nessuna delle tre società – Iacobucci, Hds, Ip Korus – è riuscita a garantire quella continuità occupazionale che pure era stata solennemente sancita nell’accordo del 2 dicembre del 2010, avallata dal massimo livello sindacale. La situazione, in realtà, è precipitata di male in peggio e l’esasperazione dei lavoratori è oramai un elemento costante.

Il 28 luglio un corteo spontaneo di circa 150 operai ha percorso i viali della città al grido di “giustizia, giustizia”. Tre giorni prima, infatti, il cadavere di un loro collega 50enne era stato ritrovato nella campagna di Borgo Piave, frazione di Lecce, con una pistola ancora stretta nel pugno. Un episodio sul quale gli ex dipendenti Bat non hanno dubbi: si è trattato di un suicidio motivato dalla disperazione per la situazione occupazionale. La procura della Repubblica ha aperto un fascicolo contro ignoti per istigazione al suicidio.

Il termometro della tensione rischia di risalire in maniera preoccupante dopo questa breve pausa agostana e le istituzioni locali, sempre più accusate dai lavoratori di connivenza o indifferenza, lo hanno ben percepito nel corso della manifestazione di fine luglio. E oggi il sindaco di Lecce ha inoltrato al ministro dello Sviluppo economico, Federica Guidi, la richiesta di una riconvocazione immediata del tavolo romano. E perché questo appello non resti lettera morta, il primo cittadino si affida anche al sottosegretario al Lavoro, la deputata salentina Teresa Bellanova che conosce molto bene la vicenda e che è nella posizione di incalzare il governo e sollecitarne l’attenzione.

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