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Domenica, 26 Giugno 2022
Politica

Tagli alla guardia medica, Perrone: “Cittadino lasciato a se stesso”

Sul ridimensionamento del servizio sanitario notturno interviene anche il primo cittadino leccese: “Una follia”. A Roma sindacati e Anci in protesta

LECCE  - Non sono solo i medici di base a non starci. Sono ore di protesta, nella capitale, per lo smantellamento del servizio di assistenza sanitaria notturna e la successiva scomparsa della guardia medica.

Il sindaco di Lecce, Paolo Perrone, ha espresso i suoi timori: “Sono accanto al Sindacato medici italiani nella lotta contro l'eliminazione, dalle 24 alle 8, della guardia medica di continuità che avrà come inevitabile conseguenza la chiusura delle postazioni di assistenza medica. Oggi non potrò essere presente alla manifestazione di protesta a Roma davanti alla Camera dei deputati ma intendo  comunque sottolineare il mio pieno sostegno alla causa”. Sono queste le parole del principale inquilino di Palazzo Carafa, simili a quelle di numerosi altri primi cittadini dello Stivale, contrari alla soppressione di un servizio indispensabile.

“Chiudere nelle ore notturne, e perciò le più delicate, il servizio di guardia medica significa minare alle radici i principi fondanti della sanità pubblica e territoriale. Smantellare, senza alcun criterio, l'impostazione attuale senza tener conto di quello che pure vero essere i danni al cittadino è una assoluta follia: riorganizzare il sistema sanitario territoriale in h16 (l'assistenza territoriale basata sulle 16 ore e con il servizio notturno affidato all’emergenza-urgenza118, ndr) è un conto, abbandonare i cittadini a se stessi, un gravissimo rischio”, ha concluso Paolo Perrone.

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