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Impatti sonori dei cantieri edili in città: a Lecce parte la raccolta di firme

Nel pomeriggio di domenica, tra le 15 e le 18, alcuni operatori alberghieri raccoglieranno le sottoscrizioni per chiedere all’amministrazione comunale interventi urgenti per disciplinare le attività in vista della stagione turistica

LECCE – Parte una raccolta di firme, da presentare a Palazzo Carafa, per chiedere, per quanto di comptenza, degli interventi sugli impatti sonori dei numerosi cantieri edili allestiti in città. Alcuni cittadini e operatori turistici si sono dati appuntamento nel pomeriggio di domani, domenica 6 marzo, tra le 15 e le 18, nel giardino del Circolo Tennis di Lecce. L’idea è quella di presentare all’amministrazione comunale la richiesta di un supporto.

La stagione turistica si avvicina, e tutta la categoria degli operatori dell'accoglienza si è detta fortememte preoccupata per l'impatto dei rumori provenienti dai cantieri sulle proprie attività. Anche in altre città d'Italia a vocazione turistica il regolamento comunale prevede delle limitazioni a orari e tempi dei cantieri edili: “Caorle, Forte dei Marmi, Viareggio, anche la nostra Gallipoli per fare alcuni esempi. La nostra petizione chiede proprio questo: che orari e tempi dei cantieri siano modulati da regolamento in modo da arrecare il minor danno possibile alle strutture ricettive vicine”, dichiarano gli ideatori della petizione.

“Pur rendendoci conto che i lavori sono necessari e in futuro godremo tutti di una città più bella, tuttavia vogliamo che gli inevitabili disagi non impattassero troppo sul nostro lavoro. Le strutture ricettive extra-alberghiere, in particolare quelle concentrate  nel centro storico, hanno già adesso problemi di recensioni negative di ospiti disturbati dal rumore”, scrivono residenti leccesi e operatori. “Il nostro settore ha sofferto tantissimo per la pandemia, addirittura molti di noi non hanno ricevuto alcun indennizzo per la chiusura dovuta all'emergenza sanitaria, essendo piccole attività private. Abbiamo continuato, ciononostante, a pagare bollette e tasse pur di tenere le strutture aperte. L'anno scorso la ripresa del turismo ci ha fatto ben sperare per il futuro, ma con gli incentivi edilizi degli ultimi tempi la città si è riempita di cantieri e siamo ripiombati nell'incubo. Adesso abbiamo bisogno di riprendere serenamente il nostro lavoro. Adesso”, concludono.

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