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Martedì, 24 Maggio 2022
Politica

Acqua bene comune, stop a sprechi col piano Aip: 7 miliardi di euro nei prossimi anni

Dopo Brindisi, Andria e Taranto anche a Lecce presentato il piano dell’Autorità idrica pugliese, l’organo di governo regionale dell’acqua pubblica. Manutenzione e sostituzione di condotte, depuratori e potenziamento delle reti fognarie tra gli ambiti di intervento

LECCE – L’acqua pubblica troppo spesso considerata “un bene di disposizione illimitata e di fruizione incondizionata”, come ha sottolineato il primo cittadino leccese Carlo Salvemini, presente all'incontro di questo pomeriggio. Ma è ora di ridurre gli sprechi e puntare sul riutilizzo. Questo lo spirito del nuovo piano dell’Autorità idrica pugliese, l’organo di governo regionale dell’acqua pubblica composto da un direttivo di cinque sindaci: il primo cittadino barese Antonio Decaro, quello leccese Carlo Salvemini, Giovanna Bruno sindaca di Andria, Michele Merla sindaco di San Marco in Lamis e Antonio Matarrelli, primo cittadino di Mesagne e presidente di Aip.

Quest’ultimo acquisisce le determinazioni di Aip che, ovviamente, si fa carico dei bisogni indicati di sindaci e si confronta con Regione. Il nuovo ambito regionale è stato approvato lo scorso 8 luglio: si tratta di un piano organico che prevede investimenti per ben sette miliardi di euro tra il 2022 e il 2045. Il piano è stato  presentato oggi, anche presso la Provincia di Lecce, in una sorta di tour divulgativo che sta toccando più città in Puglia.

Il video: le dichiarazioni di Antonio Matarrelli, numero uno di Aip

Diversi gli ambiti di intervento, come ha spiegato Matarrelli: dall’efficientamento dei depuratori, passando al cosiddetto revamping, ossia il riammodernamento e la messa a norma degli stessi e in alcuni casi la sostituzione dei dispositivi per combattere gli sprechi. Altra sfida del nuovo piano sarà quella del contenimento della dispersione provocata dalla cattiva manutenzione delle condotte esterne, ma soprattutto di quelle interne agli agglomerati urbani, dove è più difficile procedere alla sostituzione. “Dal 2019, grazie a una nuova tecnologia, la depurazione delle acque ha ridotto la presenza di fanghi presenti del 52 per cento, rendendo quell’acqua riutilizzabile per fini agricoli e industriali. Ora puntiamo a incrementare il riutilizzo”, ha proseguito il numero uno di Aip. Intanto, è prevista una spesa del primo miliardo di euro entro il 2023 per riorganizzare le reti di distribuzione dell’Acquedotto pugliese di concerto tra sindaci e Regione Puglia. IMG_6318-2

Nello specifico sul territorio salentino, tra gli interventi previsti dal Piano per adeguare il sistema fognario, sono compresi l’estensione della rete fognaria a Squinzano-Trepuzzi, Nardò, Taurisano,  gli interventi di completamento della rete idrica e fognaria nell’abitato di Nardò, Ugento e delle frazioni di Gemini e Torre San Giovanni e il completamento e completamento della rete idrica e fognaria di Taviano e Mancaversa. Altri interventi riguarderanno inoltre la  rete fognaria a Zollino, Sternatia, Lizzanello, San Donato, Cavallino, Carpignano, Martano, Salice Salentino, Campi, Guagnano. E, infine, il  potenziamento del sistema fognario in agro di Galatina, Surbo, Melendugno, Vernole. L’Autorità idrica pugliese si occupa dell’investimenti strutturali che dovrà poi attuare il gestore, Acquedotto pugliese.

I lavori sono stati introdotti dal direttore amministrativo di Aip, Cosimo Ingrosso. Sono intervenuti  il sindaco di Lecce e componente Aip Carlo Salvemini, il presidente Aip Antonio Matarrelli, il consigliere del Cda di Aqp Francesco Crudele e il direttore generale Aip Vito Colucci. Erano presenti, inoltre, referenti e tecnici che hanno lavorato alla elaborazione e redazione del piano, articolato in 300 pagine.

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