Costruzioni e ristrutturazioni: "Una quota fissa per case a canone sociale"

Dall'ex Galateo, che propone di trasformare in un modello di social housing, Carlo Salvemini lancia il suo piano per l'emergenza abitativa

L'ex Galateo, nella parte posteriore.

LECCE – Tra case sfitte, seconde case, immobili degradati nel territorio comunale di Lecce ci sono oltre 14mila abitazioni non occupate. Gli edifici inutilizzati censiti sono 1250. Un patrimonio enorme per arginare l’emergenza abitativa eppure morosità e sfratti, come denunciano i sindacati, sono in aumento.

Carlo Salvemini, candidato sindaco del centrosinistra, ha illustrato oggi le linee guida di un piano per la casa che ha definito il più “ambizioso e innovativo” di tutta la Puglia. Lo ha fatto davanti all’ex Galateo e attraverso il grande parco che lo circonda rilanciando una proposta avanzata già il 15 marzo scorso.

Abbandonato dagli anni novanta, di proprietà della Regione, di pregio architettonico, è stato preda di incursioni vandaliche e incendi: negli scantinati si intravedono attrezzature mediche, tra gli alberi adiacenti al muro di cinta cumuli di rifiuti testimoniano l’inciviltà di chi lancia i sacchi dall’altra parte della recinzione. Tra le siepi e le panchine arrugginite ci sono i segni di presenze recenti: un braciere dove qualcuno ha cercato di riscaldarsi, un paio di jeans su una rete.

Viene da chiedersi con quale coraggio a Lecce si possa lasciare abbandonata a se stessa una zona di questo pregio, un polmone verde straordinario e un immobile che, ristrutturato, potrebbe accogliere decine e decine di famiglie, di giovani, di persone che comunque non hanno la possibilità di accedere ai prezzi di mercato: “Il mio progetto tiene insieme sia un’edilizia residenziale sociale con abitazioni a prezzi calmierati per affitto e vendita, sia alloggi popolari dando così vita a forme di coabitazione tra fasce sociali e di età diverse, con spazi ricreativi, sale studio, laboratori, palestre, asili di vicinato e assistenza agli anziani. Con una parte destinata anche a case e spazi commerciali a prezzi di mercato”.

La Regione Puglia nel 2015 ha finanziato un piano di recupero e messa in sicurezza del parco, ma ad oggi non è stato fatto nulla, mentre di recente per l’edificio dell’ex sanatorio si sta provando a stimolare l’investimento privato con l’idea di strutture ricettive di alto profilo. Ma Salvemini ha un’idea diversa, fondata sul principio della destinazione sociale di tutta l’area e finalizzata a una rigenerazione urbanistica, sociale ed economica di tutto il quartiere.

Ma il piano della casa, pensato per tutta la città , poggia su due premesse: la prima sta nella previsione di una percentuale destinata all’edilizia sociale in tutte le aree di medie e grandi dimensioni dove si demolirà per ricostruire o dove si faranno ristrutturazioni, sia di iniziativa privata che pubblica:  “Sosterremo questa scelta attraendo gli investimenti privati con forti incentivi: premialità volumetriche, assegnazioni di aree, esenzioni fiscali e fondi di garanzia”. La seconda consiste nella creazione dell’Agenzia comunale degli affitti, prevista tra l’altro per legge in tutti i comuni ad alta tensione abitativa, con il compito di agevolare l’incontro tra domanda e offerta oggi completamente delegato al mercato.

Insomma, Salvemini immagina una città dove le famiglie più deboli non siano confinate nei quartieri dormitorio, potendo invece grazie all’edilizia sociale accedere a tutta la rete urbana. 

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