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Martedì, 18 Giugno 2024
Solo adottato nel 2015. Poi osservazioni e Vas / Gallipoli

Piano delle Coste ancora “arenato”. E parte un nuovo affondo di Gallipoli Futura

Interrogazione del gruppo guidato da Flavio Fasano che contesta i ritardi dell’amministrazione e la mancata approvazione definitiva dello strumento di pianificazione costiera. “Diffidiamo il sindaco. Il Comune in difficoltà con le gare per le nuove concessioni”

GALLIPOLI - Dopo l’ultima sentenza del Consiglio di Stato che ha di fatto stabilito che le proroghe generalizzate delle concessioni demaniali agli stabilimenti sono da ritenersi illegittime, o quanto meno non più efficaci (anche perchè contrastanti con la direttive Bolkenstein), tona d’attualità anche il nodo dell’approvazione definitiva dei Piani delle Coste delle località rivierasche propedeutici anche in relazione alla disciplina delle future gare per le nuove assegnazioni.

Una questione che riguarda da vicino anche il litorale di Gallipoli che rientra tra i Comuni, ad alta valenza turistica, alle prese con la mancata approvazione definitiva del Piano delle Coste, attualmente solo adottato da ormai otto anni e con un iter ancor da completare.

Un spetto che abbraccia diversi altri Comuni rivieraschi e non a caso qualche anno addietro si era parlato dell’ipotesi della nomina, sempre da parte della Regione, di un commissario ad acta per colmare i ritardi e le difficoltà incontrate dalle amministrazioni comunali e dagli uffici nel completamento dell’iter procedurale.

Non è stato così per Gallipoli  dopo l’adozione dello strumento di pianificazione nel Novembre del 2015 per mano del commissario straordinario Guido Aprea. E il Comune, in attesa dell’approvazione definitiva, ha comunque seguito le linee guida del piano già adottato nell’ambito dei procedimenti che in questi anni hanno riguardato localizzazioni e i rende noto per le concessioni demaniali.    

Questione sulla quale torna a farsi sentire, a colpi di interrogazioni al sindaco, diffide e segnalazioni anche all’attenzione del prefetto Luca Rotondi, anche il gruppo consiliare dell’opposizione di Gallipoli Futura che nel corso delle due legislature dell’amministrazione Minerva aveva già prodotto tre procedenti interrogazioni in consiglio comunale sulla tematica.

Una nuova interrogazione

“Come intende il sindaco giustificare l'enormità di tempo trascorsa dal suo insediamento a palazzo di città, dal giugno 2016 fino ad oggi, quindi ben da otto anni, senza che abbia mai dato corso a quanto già il commissario prefettizio con la sua delibera del novembre 2015 aveva stabilito, ovvero l’adozione del Piano comunale delle coste?” si chiedono ora i consiglieri Flavio Fasano, Antonella Russo, Antonio Barba e Daniele Benvenga, firmatari della nuova interrogazione.  

Con la nuova istanza il gruppo di minoranza, dopo una serie di rilievi posti all’attenzione del primo cittadino, del presidente del Consiglio comunale, Rosario Solidoro e per conoscenza al prefetto, hanno quindi intimato e diffidato l’amministrazione comunale ad approvare il Piano comunale delle coste, visto che secondo la loro valutazione c’è “il rischio di danno erariale per compromissione dell’interesse pubblico per consapevole ed ingiustificato ritardo”.

L’attesa del Piano definitivo

Ad horas dunque il Piano comunale delle coste sarebbe “arenato” anche se l’iter, come ribadito dal Comune, non si è mai interrotto. Ma dopo la pubblicazione e la presentazione delle osservazioni (oltre 45 quelle in esame presentate da parte di enti, società e privati cittadini) e l’avvio della procedura di Vas (la valutazione ambientale strategica), il Piano non si è più riaffacciato all’attenzione del consiglio comunale e quindi della Regione che, una volta verificata la compatibilità con il Piano regionale delle coste e il Piano paesaggistico territoriale, ne avrebbero dovuto decretare l’approvazione definitiva.

Il sindaco Minerva già nella risposta alle precedenti interrogazioni, oltre alla prosecuzione dell’iter, aveva garantito che il procedimento di formazione non era mai stato interrotto, né bloccato, e  l’intendimento dell’amministrazione era quello di “procedere, una volta esaurite tutte le fasi, con immediatezza a sottoporre il Piano delle Coste all’approvazione del consiglio comunale”.

Le osservazioni presentate sono state sottoposte all’esame dei tecnici incaricati della redazione del Piano e la proposta di approvazione da parte del consiglio comunale è connessa alla conclusione della procedura di acquisizione della Vas,  che sembrerebbe ancora in itinere.

I consiglieri di Gallipoli Futura eccepiscono però proprio sulla tempistica, visto che a distanza di almeno sei anni dalle ultime rassicurazioni e di un anno mezzo dall’ultima interrogazione l’iter sulle osservazioni non si è ancora concluso, ne il Piano Coste è più tornato all’attenzione dell’assise comunale.

La minoranza di Palazzo Balsamo ritiene che in tale situazione il Comune si troverà in evidente difficoltà nelle procedure obbligatorie di indizione delle gare ad evidenza pubblica per tutte le attuali e future concessioni demaniali marittime, nel rispetto della direttiva “Bolkestein”, non avendo a disposizione lo strumento pianificatorio definitivo del Piano comunale delle coste.

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