Piano coste, il sindaco: "Abbiamo chiesto il consenso per prendere decisioni difficili"

Incontro tra l'amministrazione e la commissione Vas. Salvemini: "Resteranno delusi coloro che chiedono il commissariamento"

Carlo Salvemini in una recente conferenza sul piano delle coste.

LECCE – Non ci sarà alcun commissariamento sul Piano delle Coste del Comune di Lecce. Il sindaco, Carlo Salvemini, lo ha scritto con nettezza dando conto della riunione che si è tenuta questa mattina con i componenti della commissione per la valutazione ambientale strategica, organismo composto da esperti e chiamato a esprimersi sullo strumento di programmazione dopo aver esaminato le osservazioni degli enti interessati e dei portatori di interesse.

Il primo cittadino ha partecipato alla riunione insieme alle assessore Rita Miglietta e Angela Valli - che hanno rispettivamente la delega a Urbanistica e Ambiente - e ai dirigenti di settore. Salvemini ha ribadito la volontà dell'amministrazione di aprire quanto prima la fase di dibattito pubblico, come previsto dalla legge regionale, e ha anche sottolineato l'importanza della partita in corso: "Rimarranno delusi quanti sperano, suggeriscono, auspicano che la Regione avochi a sé la responsabilità del provvedimento con la nomina di un Commissario. Abbiamo chiesto il consenso per prendere decisioni difficili non intendiamo rinunciare a prendere decisioni difficili per avere consenso".

Rita Miglietta, a margine del confronto, ha spiegato: "Il dibattito pubblico è un'occasione di crescita collettiva e di confronto su un progetto che parte dalla condivisione di conoscenze che sono quelle delle consulenze specialistiche che ci fanno conoscere le marine da più punti di vista offrendoci alla fine un quadro paesaggistico molto ricco di cui si deve tenere conto, così come dei servizi da sviluppare". Insomma, la fase che si sta per aprire, ha assicurato l'esponente dell'amministrazione, è un passaggio politico vero, sostanziale, non una formalità.

Rispetto alla resistenze che sono state già palesate, in particolare dal presidente di Federbalneari, che in più circostanze ha definito ideologico il piano delle coste che la prima amminstrazione Salvemini aveva redatto, l'assessora ha precisato: "La vulnerabilità della nostra costa non è minacciata solo dalle concessioni, ma dall’abusivismo, dalla distruzione delle dune. Sia chiaro anche che non si risolverà solo solo col piano coste, ma con la rigenerazione urbanistica di tutto ciò che sta dietro il litorale. L’obiettivo è mettere in sicurezza il territorio e sviluppare modelli di gestione, pubblica e privata che siano sostenibili e compatibili. È una sfida per tutti, per gli imprenditori balneari, per l'amministrazione, per la Soprintendenza. Oggi abbiamo discusso anche del piano di monitoraggio che fa parte della previsioni, in cui un ruolo decisivo hanno i concessionari".

La parte più contestata è quella, ovviamente, che ridisegna la collocazione degli stabilimenti sulla costa leccese, riducendone il numero ma prevedendo un aumento delle spiagge libere con servizi. Federbalneari, che è una delle tre sigle di categoria, ha proposto come associazione delle osservazioni al piano e così hanno anche fatto alcuni concessionari, individualmente.

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