Piano delle coste verso il dibattito in aula: ma prima spazio alle osservazioni

L'importante strumento di pianificazione, adottato in giunta, è stato illustrato dall'assessora Rita Miglietta. Il sindaco: "Orgoglioso del risultato"

L'assessora alla Pianificazione Urbanistica, Rita Miglietta

LECCE – Dopo la formale adozione in giunta, è stato illustrato questa mattina dal sindaco di Lecce, Carlo Salvemini, e dall’assessora alla Pianificazione Urbanistica, Rita Miglietta, il Piano comunale delle coste che, dopo la fase delle osservazioni da parte dei portatori di interesse, sarà sottoposto al giudizio del consiglio comunale e quindi inviato alla Regione Puglia per la verifica di compatibilità con il piano regionale.

Si tratta, come scritto più volte nel corso del tempo, di un provvedimento che non si limita alla definizione dei lotti per le concessioni, ma che ambisce a ridefinire il concetto stesso di litorale, diversificando gli usi, puntando alla rigenerazione del paesaggio e una maggiore sostenibilità degli stabilimenti balneari cui è affidata una parte importante del monitoraggio necessario a valutare l’andamento dell’erosione costiera che oggi interessa in pratica la della metà della costa considerata utile: poco meno di 4,5 chilometri su circa 9.

Il piano comunale è stato redatto da un gruppo di lavoro composto dal geologo Stefano Margiotta, dal biologo Leonardo Beccarisi, dall’ingegner Luciano Ostuni, dall’architetto Davide Rizzo e coordinato dall’architetto Sabina Lenoci. I docenti Giovanni Zurlini e Irene Petrosillo sono stati i consulenti per la Valutazione ambientale strategica e per la Valutazione di incidenza ambientale.

Quando il piano giungerà a definitiva approvazione, gli stabilimenti balneari - da Torre Rinalda fino a San Cataldo - passeranno dagli attuali 27 a 26 (dieci dei quali, trovandosi in area a forte erosione, saranno da sottoporre a monitoraggio); le spiagge libere con servizi passeranno da zero a 24  (anche se ne saranno concesse solo 12 in una fase inziale, in modo da avere una “scorta” in caso di azione erosiva pesante); i chioschi saranno undici (otto dei quali con attività di divulgazione culturale e naturalistica) a fronte dei due oggi esistenti; le concessioni di tipo sportivo per sport acquatici (surf, windsurf, kite surf, sup e altre discipline), attualmente assenti, potranno essere quattro; le strutture per giochi acquatici da zero a due; previsto anche un Centro per le tartarughe, a Frigole, all’interno del complesso dell’Idrovora; per i punti di ormeggio e i corridoi di lancio per piccole imbarcazioni, infine, sono state individuate nove aree.

Il sindaco ha rivendicato l’assunzione di responsabilità politica da parte della sua giunta: “Dal 2017, e in meno di tre anni, portiamo la città a scommettere sulla propria ricchezza naturalistica, paesaggistica, ambientale facendo entrare nella consapevolezza diffusa il fatto che Lecce è il suo mare, una ricchezza che per lungo tempo è stata considerata nascosta o sconosciuta. Abbiamo scelto un modello di sviluppo per la costa parlando, dialogando, e non imponendo i punti di vista, ma riaffermandoli con nettezza e chiamando gli altri a confrontarsi con essi alla luce del sole. Con questa impostazione siamo arrivati a un progressivo riconoscimento di autorevolezza, di rispetto, di adesione a questo progetto, anche da parte di chi all'inizio manifestava nei nostri confronti qualche perplessità o diffidenza. Sono orgoglioso de risultato politico ottenuto e vi posso confermare, per le esperienze che raccogliamo in giro per la Puglia, che quello che stiamo facendo qui è un modello di riferimento pugliese e nazionale. Ed è importante che questo protagonismo veda camminare assieme soggetti pubblici e privati”.

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“Abbiamo costruito un Piano delle coste che ha nella sua impostazione la collaborazione, la condivisione di strumenti e obiettivi, di problemi e soluzioni per la nostra costa – ha dichiarato Rita Miglietta –. Chiamiamo al fianco dell’amministrazione i concessionari per il monitoraggio dell’erosione, con una nuova offerta per concessioni sportive, culturali, naturalistiche. Ridefiniamo la visione della costa per attivare processo di crescita collettiva delle marine e con esse dell’intera città. Puntiamo a portare le marine di Lecce verso un futuro sostenibile che garantisca opportunità e benefici per tutti. Ringrazio il team di progettazione, gli uffici del settore, le persone che hanno collaborato al raggiungimento di questo risultato, siamo pronti ai prossimi passi fino all’approvazione definitiva”.

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