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Piano di riordino sanitario. Copertino non si tocca, penalizzato Scorrano

Presentata la bozza del progetto dall’assessore al Welfare Pentassuglia presso la Asl di Lecce. Il punto nascita chiude a Scorrano e Gallipoli, Casarano perde ortopedia. Il piano, tuttavia, non è blindato ed è ancora aperto il confronto con sindaci e dirigenti medici

L'assessore Donato Pentassuglia.

LECCE – Il Piano di riordino ospedaliero, approntato dalla Regione Puglia, prende corpo. La premessa della riorganizzazione dei nosocomi, compreso l’accorpamento o il trasferimento di alcuni reparti e la chiusura dei punti nascita con meno di mille parti all’anno, è nel dialogo aperto dall’assessore al Welfare, Donato Pentassuglia, con gli attori del territorio.

E proficuo, a suo dire, sarebbe stato anche l’incontro odierno presso la Asl di Lecce, tenuto per presentare la bozza del progetto, cui hanno partecipato  il presidente  della Provincia, Antonio Gabellone, i sindaci dei Comuni sede di ospedale (quindi Lecce, Gallipoli, Casarano, Copertino, Galatina, Scorrano, San Cesario di Lecce), i sindaci dei Comuni sede di distretto socio sanitario (Campi Salentina, Nardò, Maglie, Poggiardo, Martano, Gagliano del Capo), le organizzazioni sindacali ed i tecnici e dirigenti medici dell’intera provincia.

L’incontro è stato blindato, per quanto si tratti di un passaggio interlocutorio, ed il tempo della concertazione proseguirà fino ai primi di dicembre. Finora “il dialogo con dirigenti  e primi cittadini è stato costruttivo ed ho apprezzato la loro impostazione che guarda alle necessità del territorio”, ha commentato l’assessore dai corridoi di via Miglietta. Puntualizzando, però, la necessità di tralasciare “le battaglie di campanile e i toni da campagna elettorale”.

L’esito della prima bozza ufficiale, reso noto solo oggi, smentisce seccamente alcune delle voci di corridoio che avevano scatenato malumori e polemiche.

L’ultima protesta, in ordine di tempo, si era tenuta presso l’ospedale “San Giuseppe” di Copertino, a causa della paventata soppressione dei reparti di geriatria, ostetricia e ginecologia. Sul punto, l’assessore ha chiarito che “le prime bozze, messe artatamente in giro a metà luglio, erano fondate unicamente su proposte che avevano presentato gli uffici”. Il vero Piano è uno solo, quello che fa capo all’assessorato regionale alla Salute, e che lascia tutto immutato a Copertino, intervenendo invece con una netta sforbiciata nei punti nascita Gallipoli e Scorrano che non soddisfano i requisiti richiesti. Nel dettaglio, Scorrano potrebbe subire una contrazione dei posti letto da 201 a 167, anche in virtù di una riduzione nella cardiologia. Il “Sacro Cuore” della Città bella, invece, dovrebbe ereditare l’ortopedia dalla vicina Casarano, perdendo 12 posti letti nel reparto di medicina generale ed incrementando, al contrario, la lungodegenza (da 16 a 28).

Lo scambio tra Gallipoli e Casarano porterebbe, quindi, alla perdita di 24 posti letto nel reparto di ortopedia di Casarano, a fronte, però, del mantenimento di ostetricia e ginecologia. Il punto nascita, nelle intenzioni dell’assessore Pentassuglia, rimarrebbe anche a Galatina il cui nosocomio subirebbe una contrazione complessiva di posti letto da 251 a 216, dovuto alla perdita anche di una decina di posti letto nel reparto di medicina generale a fronte di un incremento della terapia intensiva (+4).

Il Salento, in buona sostanza, subirebbe un modesto restringimento dei posti letto e sarebbe oggetto di una semplice ridefinizione della rete ospedaliera. Eccezion fatta, però, per la sostanziale penalizzazione dell’ospedale di Scorrano dovuta, secondo Pentassuglia, “ad una serie di ragioni tecniche e logistiche”. 

“C’è stato un confronto davvero molto costruttivo e serio e ciò mi fa credere di aver sbagliato a rimandare l’incontro di una settimana perché abbiamo ingenerato preoccupazioni inutili – commenta l’assessore – .Ho lasciato alla Asl di Lecce un paio di settimane di tempo per compiere le proprie valutazioni perché, al di là della riduzione dei posti letto, il problema rimane nella qualità dei servizi offerti e nell’occupabilità di quelle strutture. Lo sblocco delle assunzioni e l’utilizzo del tempo indeterminato, insieme all’ammodernamento tecnologico, ci consentiranno di offrire nuove risposte”.

Non tutti concordano, tuttavia, sulla “serenità” del confronto. I sindaci sembrano averla presa con filosofia, ma l’opposizione politica non ha mancato di far sentire la propria voce. Erio Congedo, vice presidente vicario del gruppo Pdl/Fi alla Regione, ha elogiato il metodo dell’ascolto adottato dal neo assessore ma “dieci anni di disastri del governo Vendola in materia di sanità” non si potrebbero riparare in pochi mesi. Dello stesso avviso il sindacalista della Cisal, Vito Perrone, che si dice preoccupato rispetto alla mancanza di chiarezza riguardo al futuro del personale medico e paramedico attualmente precario.  

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