Mercoledì, 28 Luglio 2021
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Dieci milioni di euro per la formazione professionale. I bandi a ottobre

Approvato il "Piano dell'offerta formativa 2012", che tenterà di dare un input in positivo nel disastrato mondo del lavoro. Oltre 210mila, infatti, sono gli iscritti nelle anagrafi dei centri per l'impiego provinciali

LECCE – Dieci milioni di euro, due in meno rispetto allo scorso anno, che la Regione Puglia ha elargito alla Provincia di Lecce per il varo del “Piano di offerta formativa” nel disastrato mondo del lavoro, con 210.183 iscritti nelle anagrafi dei centri per l’impiego. Due milioni in meno, va detto, dopo l’adesione dell’Ente al “Piano di coesione sociale” cui la Regione ha chiesto di prendere parte. E i bandi ai quali le scuole di formazione professionale aderiranno potrebbero essere già pubblicati il prossimo ottobre. Se ne è parlato questa mattina nell’ambito di una conferenza stampa a Palazzo Adorno a cui hanno preso parte il presidente della Provincia di Lecce Antonio Gabellone e l’assessore alle Politiche del lavoro Ernesto Toma.

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Certo, dall’attestato che certifica la propria formazione professionale, dopo avere frequentato il corso, all’assunzione vera e propria all’interno di un’azienda ce ne passa, ma disporre di un bagaglio formativo adeguato alle nuove esigenze del mercato del lavoro è già qualcosa. Quattro infatti le linee di intervento che si prefigge il piano, adattabilità, occupazione, capitale umano e assistenza tecnica.

L’asse “Adattabilità”, al quale sono destinate risorse pari a circa 472.403 euro coinvolge circa 148 lavoratori e 7 aziende. Esso è dedicato anche quest’anno alle imprese e ai lavoratori in esse occupati, con interventi di formazione, di qualificazione e di specializzazione delle competenze professionali, nei settori del turismo (che in Puglia e nella provincia di Lecce presenta un trend sempre in positivo), dei beni e delle attività culturali ed ambientali, dell’industria e dei servizi, della tutela delle acque e di risparmio idrico, della gestione dei rifiuti e delle bonifiche. Ma la novità che caratterizza l’Adattabilità 2012 è la destinazione delle risorse con particolare riguardo agli operatori dei distretti produttivi presenti nella provincia di Lecce, tra cui il Distretto Agroalimentare di Qualità Jonico Salentino, il Distretto della Pietra, del Lapideo e del Marmo, il Distretto delle Energie rinnovabili e il Distretto del Turismo. L’attenzione ai Distretti Produttivi nasce dalla necessità di costruire strategie e definire azioni operative di natura formativa strettamente legate al sistema produttivo provinciale. 

 

Si aggiungono alle sopra menzionate attività, la formazione e i servizi alle imprese (check up aziendali, diagnosi organizzative e analisi di mercato), finalizzate in particolare a migliorare il posizionamento strategico e i fenomeni di internazionalizzazione. La competitività passa attraverso due fenomeni, intrecciati tra loro: l’innovazione e l’internazionalizzazione; pertanto, attraverso il temporary management, verranno accompagnati i processi di internazionalizzazione aziendale, attraverso una consulenza che avrà durata massima di 6 mesi, con un costo complessivo di 17.500,00 euro per ciascuna azienda.
 
L’asse “Occupazione” interessa circa 584 persone ed assorbe fondi per circa 4.473.853 euro da destinare prevalentemente ad azioni di qualificazione e sostegno ai disoccupati di lunga durata, ai lavoratori in cigs e in mobilità, per l'inserimento e il reinserimento lavorativo. Non mancano i servizi integrati (accompagnamento, formazione, incentivi) per lo sviluppo ed il supporto ad interventi di riequilibrio delle opportunità di ingresso nella vita attiva (inclusione sociale giovanile e lavoro giovanile), anche mediante azioni di sostegno alla cooperazione giovanile, specie nelle periferie urbane. 
 
Vengono proposte azioni di sostegno alla riqualificazione professionale delle persone con basso titolo di studio, azioni integrate per l'adattamento delle competenze delle persone con più di 45 anni alle esigenze del sistema produttivo (per consentire la loro permanenza attiva sul mercato del lavoro), azioni per promuovere la crescita di nuove imprenditorialità basate su un uso estensivo delle tecnologie Ict (settore indicato nel documento strategico regionale e della programmazione regionale a finalità strutturale), percorsi integrati e individualizzati per il recupero e la transizione al lavoro delle donne anche in condizione di disagio sociale, interventi di accompagnamento e formazione per gli immigrati. 
 
L’obiettivo è chiaro: attuare politiche del lavoro attive e preventive, con particolare attenzione all'integrazione dei migranti nel mercato del lavoro, all'invecchiamento attivo, al lavoro autonomo e all'avvio di imprese. 
In questa linea di intervento ricadono i 150 tirocini formativi professionalizzanti che anche quest’anno si è deciso di mettere a disposizione, visto il positivo riscontro degli anni 2010 e 2011. La novità di questa linea sono gli interventi corsuali di formazione e di accompagnamento al lavoro volti alla riscoperta degli antichi mestieri (sia per over 45 che per giovani disoccupati).
 
La linea d’intervento “Capitale umano”, alla quale sono riservate risorse pari a 4.851.764 euro ha come obiettivo prioritario i percorsi formativi e i servizi successivi al conseguimento dell’obbligo scolastico fino a 16 anni, rivolti all’acquisizione di una qualifica e all’acquisizione di un livello minimo di competenza da parte delle persone senza qualifica o diploma (circa 219 soggetti). Anche una parte di quest’asse è rivolta agli antichi mestieri. 
 
Con la linea d’intervento “Assistenza tecnica” si intende migliorare l’efficacia e l’efficienza dei programmi operativi, attraverso azioni e strumenti di supporto; si tratta di meccanismi per aumentare le buone pratiche politiche e l’elaborazione, il monitoraggio e la valutazione del programma, a livello nazionale, regionale e locale, e la capacity building nell’attuazione delle politiche e dei programmi. Si tratta di un intervento a supporto degli uffici dell’Assessorato alla Formazione professionale, attraverso soggetti esterni, da individuare mediante apposito avviso pubblico, che consentiranno un’assistenza ancora più precisa ai destinatari delle tre linee d’intervento precedenti.
 
“Il piano è stato pensato come una rete operativa – ha spiegato l’assessore Toma – con de nodi che agiscono coerentemente. Questa è la base di partenza su cui si innescano azioni che vanno ndall’agroalimentare, all’illuminazione pubblica, passando per il turismo e dalla green economy, senza tralasciare cultura e innovazione, quest’ultima in un ottica di saper guardare proficuamente al passato, prospettando un’operosità nuova e, appunto, innovativa”. 

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