Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica

Piano paesaggistico: "Siano stralciati dalle norme i procedimenti in itinere"

È la richiesta di agronomi, architetti, geometri in una lettera indirizzata al governatore pugliese Vendola e all'assessore all'urbanistica Barbanente: "Occorre tutelare le procedure già in corso e il lavoro che li ha prodotti"

@TM News/Infophoto

“Ai procedimenti in itinere, redatti ai sensi del vecchio Piano urbanistico territoriale tematico 'paesaggio' non vengano applicati gli articoli 105 e 106 delle norme del piano paesistico”. È questa la richiesta che arriva dalle federazioni regionali degli ordini degli agronomi e forestali di Puglia, degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori di Puglia, dei geologi di Puglia, del comitato regionale geometri e geometri laureati della Puglia, consulta regionale degli ordini degli ingegneri di Puglia.

Nel dibattito sul nuovo piano paesaggistico territoriale pugliese, adottato il 2 agosto scorso dalla giunta regionale, si leva dunque anche la voce dei tecnici che, con una lettera inviata stamane al presidente Nichi Vendola e all’assessore Angela Barbanente, propongono uno spartiacque nella valutazione dei progetti, chiedendo che solo quelli presentati dall’adozione del piano in poi vengano valutati alla luce delle norme tecniche, e specificamente degli articoli 105 e 106, ma non quelli in itinere.

“L’applicazione dei predetti articoli, pur legittima e condivisibile per la presentazione delle istanze e progettazioni successive all’adozione del piano - si legge nella lettera - genera invece molti seri problemi per quelle in itinere: in fase di istruttoria, o approvate ma non ritirate - ai sensi del vecchio Putt/p – prima della data di adozione del Pptr. Per esse, infatti, l’adozione del Pptr comporta il blocco e l’interruzione dei procedimenti con la restituzione degli atti ai richiedenti e la ripresentazione delle pratiche secondo le nuove disposizioni del piano adottato".

"Costituendo tutto ciò - si legge ancora -, e per un tempo non breve, una grave ripercussione sulla attività edilizia, nuovi oneri per adeguare le progettazioni, nuove istruttorie, allungamento dei tempi delle procedure e degli interventi, con intuibili ripercussioni negative sull’economia e l’occupazione in un momento di crisi nazionale e locale”.

Ecco dunque la richiesta, tesa ad impedire effetti negativi “su uno dei settori trainanti dell’economia e sul sistema occupazione": “emanare tempestivamente - si evidenzia - un provvedimento per la non applicabilità degli articoli 105 e 106 delle norme del Pptr adottato a quelle istanze e progetti presentati: in corso di istruttoria, oppure approvati e non ancora ritirati -sia pubblici che privati - trasmessi prima della data di adozione del Pptr e redatti ai sensi del vecchio Putt/p; restando ovviamente operative ed efficaci i detti articoli per istanze e progetti presentati a partire dalla data di adozione del Pptr”.

Non una critica al piano paesaggistico, dunque, piuttosto una cautela volta a tutelare i procedimenti già in corso e il lavoro che li ha prodotti: questa la posizione tecnica dei firmatari. Che auspicano di potersi confrontare con la regione, e l’assessorato, sia negli appuntamenti già programmati per la presentazione del piano che in un incontro ad hoc, riservandosi, ognuno per proprio conto, e in un ogni territorio, tutte le azioni necessarie a rafforzare e perseguire quanto richiesto.

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