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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Politica

Nuovo piano regionale delle politiche sociali: povertà, disabili e stabilizzazione precari

È stato presentato anche a Lecce il programma che detta le sette aree di intervento a partire da quest’anno e fino al 2024. L’assessora della Regione Puglia Barone: “Ai territori il compito di promuovere innovazione sociale e inclusione”

LECCE – I soldi ci sono, ma ora la palla passa agli Ambiti socio territoriali e alla capacità di coordinamento del Terzo settore.  Ripartire, valorizzare e includere: tre obiettivi per i prossimi tre anni. Presentato anche a Lecce il quinto Piano delle politiche sociali della Regione Puglia. Il programma, dopo un anno di proroga a causa della pandemia, agisce assieme ad altri documenti strategici regionali come l’Agenda di Genere e pone gli obiettivi dell’ente fino al 2024 in materia di Welfare per i cittadini.

L’assessora regionale al ramo Rosa Barone sta infatti illustrando, in una serie di incontri itinerant,i quelle che sono le sette aree strategiche di intervento dei prossimi mesi. Un piano condiviso anche con l’Anci, l’Associazione nazionale comuni italianPHOTO-2022-04-28-12-02-52-2i e coi sindacati. Tanto che, per la prima volta, sono state introdotte delle misure tematiche integrate ideate assieme agli altri assessorati regionali. Si parte dalle famiglie e dai minori, passando per i programmi cosiddetti di “invecchiamento attivo” per rendere protagonisti gli anziani. Riflettori puntati sulle categorie più vulnerabili della popolazione: non soltanto la fascia dei “nuovi poveri”, ma anche disabili e cittadini non autosufficienti.

“La vera sfida è quella dei cittadini disabili non soltanto in termini di sostegno economico, ma anche nell’ottica di inclusione. Tramite il Terzo settore, le cooperative e i 45 Ambiti di Puglia, i territori dovranno dar vita a misure e innovazioni sociali per favorirne l’insediamento”, ha dichiarato l’assessora. Circa la stabilizzazione degli assistenti sociali e degli impiegati amministrativi precari, abbiamo chiesto all’assessora quali saranno le  intenzioni future.  “Rafforzare gli uffici di piano, senza avere paura di rischiare. Sollecitiamo i Comuni a utilizzare le misure nazionali già esistenti. La bravura è quella  di cogliere queste opportunità, ma molti Ambiti e sindaci si mostrano intimoriti”.

Il video: l'intervista all'assessora Rosa Barone

Alla presenza della direttrice del Dipartimento Welfare della Regione, Valentina Romano e al funzionario regionale Emanuele Università (i tre relatori in foto), l’assessora ha dichiarato di voler puntare l’attenzione anche sulle donne e sui minori vittime di maltrattamenti e violenza. In questo caso, nello specifico, l’assessora Barone ha anticipato che “si è dato vita a delle misure ad hoc proprio per i bambini orfani di femminicidi, detti “orfani speciali”, che saranno supportati, assieme alle famiglie che li accoglieranno, tramite  il reddito di dignità.

Oltre un miliardo di euro è stato messo in campo per la pianificazione delle politiche sociali del triennio. Una somma notevole alla quale si aggiungeranno anche i fondi del Pnrr, il Piano nazionale di rinascita e resilienza e le risorse erogate dalla Comunità europea. Gli assi portanti della nuova “agenda del welfare integrato” sono la presa in carico integrata tra servizi del welfare e servizi per la salute, la connessione tra servizi per l’inclusione e interventi per il lavoro, l’intreccio tra servizi socioeducativi per l’infanzia e interventi per la formazione e l’istruzione. E ancora,  la contaminazione con le politiche migratorie, le politiche culturali e quelle giovanili, le azioni per l’abitare sostenibile e inclusivo, le azioni per l’inclusione e l’integrazione di persone provenienti da area penale  e azioni e interventi in materia di agricoltura sociale.

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