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Piano di riordino “taglia e cuci”. Tra Gallipoli e Casarano è "derby" in corsia

Dopo il blocco dei tagli del punto nascita al Sacro Cuore plauso di Sel e La Puglia in più: "Ora medici e personale". Il sindaco di Casarano, Stefàno, rilancia: "Ripristinare tutti i posti letto al Ferrari". Mazzei: "Solo logiche politiche"

L'ospedale di Casarano.

GALLIPOLI - Il gran calderone del Piano di riordino sanitario e degli ospedali pugliesi, tra bozze, tagli, previsioni e sforbiciate annunciate, ma non definitive. Con soppressioni e accorpamenti palesati e poi ricuciti. E congelati. Il tutto in poche ore dalla visita illustrativa dell’assessore regionale alla Sanità, Donato Pentassuglia, alla platea dei sindaci  e della direzione della Asl leccese.

Un Piano sanitario in divenire e aperto ai correttivi “pressati” dal territorio salentino.  E con i punti nascita dei nosocomi di Scorrano e Gallipoli che tornano attivi grazie anche alla mediazione dei capigruppo regionali di maggioranza in quel di Bari. E si riparte, in attesa delle decisioni definitive di Novembre. E con la necessità di non solo politica di implementare quei reparti, da poche ore salvati dal taglio chirurgico, con servizi e soprattutto personale medico e paramedico che garantisca quella funzionalità e sicurezza invocata tra i paradigmi dello stesso Piano di riordino regionale.

Un gran bisticcio insomma sul quale può comunque trarre beneficio la sommossa della comunità gallipolina e del Sacro Cuore di Gesù, che di fatto ha sancito il blocco del taglio di Ostetricia e ginecologia. Un risultato incassato e sul quale esprimono soddisfazione il segretario cittadino di Sel, Massimo Esposito e la coordinatrice del movimento pro Stefàno, “La Puglia in più” e consigliere comunale Assunta Cataldi.                 

Esprimiamo piena soddisfazione per l’avvenuta modifica del piano di riordino ospedaliero che ipotizzava un forte depotenziamento del nosocomio ospedaliero di Gallipoli “ scrivono in una nota congiunta Esposito e la Cataldi dopo la dura presa di posizione della prima ora all’annuncio dei tagli dei reparti gallipolini. “E’ stata  così evitata” proseguono, “a nostro avviso, l’unica macchia nell’ottima gestione del governo regionale del presidente Vendola al quale va il nostro sentito ringraziamento per aver contribuito fattivamente a far desistere l’assessore Pentassuglia dal portare avanti tale ipotesi scellerata. Infatti la bozza in discussione vedeva fortemente penalizzato una tra i migliori ospedali del Salento privandolo sia del punto nascita sia dell’Unità di Terapia Intensiva Coronarica, cuore pulsante di uno tra i primi cinque reparti di cardiologia d’Italia per vite salvate”.

Sulla scorta di tale ravvedimento in corsa è stato rivolto l’invito all’assessore regionale  a far  visita al Sacro Cuore di Gesù “per rendersi conto della realtà ospedaliera e delle sue enormi potenzialità”. E per il prossimo futuro e per rendere credibile ed efficiente la scelta politica delle ultime ore, per Esposito e la consigliera Cataldi occorre ancora un tassello. “Auspichiamo il pronto ripristino del necessario personale medico, tecnico ed infermieristico richiesto per l’ordinario funzionamento dei reparti” concludono, “credendo fermamente che salvaguardare e  potenziare una struttura come quella dell’ospedale di Gallipoli, vorrà significare realmente mettere il cittadino utente al centro del progetto sanitario regionale”.

Sempre sui repentini cambi di rotta delle previsioni del Piano sanitario, sorpresa e perplessità, manifesta invece il primo cittadino di Casarano, Gianni Stefàno, appena due giorni addietro anch’egli presente all’audizione dell’assessore Pentassuglia. “Passano meno di tre giorni da quando l'assessore alla Sanità ci  ha convocati per illustrare il Piano di riordino sanitario che la giunta regionale intende approvare nel mese di Novembre e immediatamente, unilateralmente,  viene bloccato per essere modificato. Martedì scorso, infatti, siamo stati  riuniti quasi sia per condividere un possibile Piano di riordino” evidenzia il sindaco di Casarano, “ma  a questa riunione ne fa seguito una dei capigruppo regionali di maggioranza e subito quel Piano presentato cambia. Francamente,  mi sembra una mancanza di rispetto nei confronti di tutti quelli che hanno  partecipato all'incontro di martedì, ma principalmente mi sembra un modo di  fare programmazione sanitaria pericoloso per i cittadini pugliesi”.

A supporto della sua tesi il primo cittadino casaranese ritiene che quel Piano di riordino sia stato predisposto sulla base di dati e valutazioni tecniche e scientifiche. “Se questo è vero” si chiede Stèfano, “mi sembra impossibile che in due giorni, magari a seguito di una riunione politica, quel Piano possa essere  cambiato. In questo stesso discorso rientra il tema della chiusura dei punti nascita. È notizia di ieri che i punti nascita di Gallipoli e Scorrano non verranno  chiusi. In due giorni sono cambiati i dati scientifici per i quali martedì sono state  comunicate notizie differenti? E, se è vero che il numero dei posti letto per i  punti nascita sono in sovrannumero, rimanendo aperti Gallipoli e Scorrano, mi  chiedo, quale ospedale verrà penalizzato?  Se queste sono le logiche” conclude il primo cittadino, “in qualità di sindaco di Casarano chiedo che vengano  ripristinati tutti i posti letto per il punto nascita di Casarano, e in questo senso ci  muoveremo con i sindaci del comprensorio e con il Comitato pro Ferrari”.

Sul versante barese è il consigliere regionale azzurro Luigi Mazzei nuovamente a criticare le scelte e i cambi in corsa dell’amministrazione regionale sul tema caldo del riordino sanitario. “Sembra di giocare al telefono senza fili con il Piano di riordino ospedaliero targato Vendola” accusa Mazzei, “si parte il lunedì con la soppressione di tanti reparti strategici e si arriva al venerdì con un Salento a cui sarebbero assegnati, ovviamente in maniera ipocrita, più posti letto degli abitanti che ci vivono. Purtroppo, mai come in questo caso” continua il consigliere salentino, “corrisponde al vero il fatto che il diritto alla salute dei pugliesi e dei salentini  sia piegato alle primarie del Centrosinistra. Tutto il resto passa in secondo piano e in secondo ordine. Non ci si può spiegare, altrimenti, come mai, dopo essere stati chiamati e convocati dall’Assessore al ramo per farci conoscere il Piano di Riordino, che grondava lacrime e sangue, tutto d’un tratto sembra che si siano cancellati i tagli e che si sia tornati alla situazione di partenza”

Da qui l’amara e anche perentoria conclusione di Mazzei: “Non sono nemmeno pervenute le osservazioni fatte al Piano presentato da Pentassuglia, che già quel progetto non c’è più, cucito e ricucito in maniera poco seria e, quindi, poco credibile. Si pensi ai punti nascita: l’assessore ha raccontato la storia delle mille nascite l’anno come criterio per il salvataggio o meno di un reparto e poi, invece, cambia totalmente strategia. Adesso vogliamo chiarezza da Pentassuglia che ha infranto, sulle speculazioni giornalistiche, tutte le sue belle promesse di partecipazione. Per intanto chiediamo il ripristino dei reparti soppressi a Casarano e Galatina, oggi unici territori penalizzati forse non troppo legati agli interessi politici “primaristici” con cui si sta ragionando ora”.

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