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Chiusura del centro alle auto: senza i divieti, Lecce 2019 rischia la bocciatura

Il Pd rilancia la questione della mobilità e rivede le proposte già elaborate nel 2011 in maniera più restrittiva: chiudere via XXV luglio e via Cavallotti, pedonalizzare tutta Piazza Mazzini, attivare le telecamere ai varchi per tutto il giorno

LECCE – Attivare per tutto il giorno le telecamere d’accesso al centro storico. E’ questo il primo punto del programma messo a punto dal Partito democratico per trasformare il sistema della mobilità cittadina da problema a risorsa. Anche in vista della partita decisiva che deciderà quale città italiana sarà capitale europea della cultura nel 2019.

Lecce è in piena corsa, ma le altre concorrenti, Perugia-Assisi, Cagliari, Ravenna, Siena e Matera, dal punto di vista della gestione traffico e del sistema dei trasporti sono molto più avanti del capoluogo salentino. Lo ha detto il responsabile del Pd per la mobilità, Sergio Ventura, che ha tenuto una conferenza stampa con il segretario cittadino, Fabrizio Marra, e il responsabile organizzativo, Mirko Zacheo.

Il calendario di provvedimenti presenta da una parte la richiesta di interventi concreti: non solo l’attivazione no stop delle telecamere ma anche la pedonalizzazione di via XXV luglio e di via Cavallotti (nel tratto compreso tra via 95esimo Reggimento Fanteria e via Cesare Battisti) e dell’intera piazza Mazzini. L’obiettivo è creare un cuore verde – la zona del Castello Carlo V, di piazza Libertini e della villa comunale – tra due aree interamente dedicate alla mobilità dolce, il centro storico e quello più commerciale.

Dall’altra ci sono anche delle dichiarazioni d’intenti che per tradursi in pratica devono essere accompagnati dalla volontà di altri soggetti, a partire dal Comune di Lecce e dalla sua controllata Sgm. I democratici chiedono infatti la convocazione di un tavolo interistituzionale per migliorare i collegamenti con Brindisi e con i principali centri della provincia, anche attraverso l’ottimizzazione dei servizi già esistenti che spesso sembrano andare ciascuno per proprio conto; o la redazione di un piano di ristrutturazione del Servizio urbano dei trasporti, da realizzare ricorrendo ai proventi della sosta urbana. Un capitolo a parte è dedicato alla piste ciclabili che andrebbero riprogettate, messe in sicurezza e completate in funzione delle nuove aree pedonali.

pianta lecce-2In sostanza si tratta di richieste che il Pd ha formalizzato già nel dicembre del 2011, in piena campagna elettorale, ed elaborato almeno in parte nel 2010. Ma se fino ad oggi l’amministrazione comunale, come ha dichiarato Ventura, non avrebbe fatto alcuna vera scelta, da Palazzo Carafa arrivano indicazioni, seppur in ordine sparso, sulla necessità di rimettere radicalmente mano alla questione. A novembre, del resto, il comitato promotore di Lecce 2019 consegnerà il dossier definitivo per la candidatura e dunque i prossimi mesi potrebbero essere quelli non solo degli annunci, ma anche degli interventi.

Tuttavia, al di là delle buone intenzioni e delle proposte del Pd, ci sono due criticità che non possono più essere nascoste sotto il tappeto: la ridefinizione del sistema di pass per il centro storico e l’atteggiamento dei commercianti sempre piuttosto ostile a provvedimenti che allontanino le auto dall'ingresso della propria attività. Sul primo punto si è molto indietro: dopo oltre un anno di attesa, gli uffici competenti hanno consegnato alla commissione consiliare Traffico e Mobilità una bozza di regolamento che deve ancora essere portata in consiglio comunale per l’approvazione lasciando quindi vigente lo status quo. Il secondo aspetto attiene alla capacità dell’amministrazione di maturare una scelta e portarla avanti fino in fondo: vent’anni addietro, se si fosse dato ascolto alla maggior parte degli operatori commerciali, il centro storico non sarebbe mai diventata una Ztl. 

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