Domenica, 1 Agosto 2021
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Polo fieristico in piazza Palio. Lecce Bene Comune: “Perso il valore pubblico”

Project financing sbilanciato dalla parte del concessionario e ritorno per la collettività quasi nullo. Lo sostiene Carlo Salvemini che invita il Comune a chiedere una compensazione in verde e piste ciclabili a Lecce Eventi, riconducibile al gruppo Leadri

L'anfiteatro grande, nel polo fieristico.

LECCE – Spazio pubblico, ma solo a parole. Quelle scritte nell’accordo tra l’amministrazione comunale e il concessionario dell’area di piazza Palio, dove sorge una tensostruttura di 6200 metri quadrati destinata ad uso fieristico. Per Lecce Bene Comune, gruppo consiliare di minoranza, il project financing alla base di questa infrastruttura è stato debole nelle premesse e fallimentare nelle conclusioni. Ad oggi, Lecce Fiere apre solo in occasione degli eventi programmati, mentre i lavori devono ancora terminare: l’ultima previsione si riferisce al prossimo mese di maggio, dopo quasi mille giorni di ritardo sull’originaria data di consegna, settembre 2009. E, la percezione generale, sarebbe quella di uno spazio privato.

In base alla concessione, il Comune di Lecce, che resta naturalmente proprietario dell’area ha dato lo spazio di piazza Palio in uso o in diritto di superficie per 30 anni alla Lecce Eventi s.r.l, partecipata al 51 per cento dalla Spes s.r.l del gruppo Leadri. Lo strumento per sostenere economicamente l’operazione è stato individuato nella cosiddetta finanza di progetto che garantisce il finanziamento dell’opera attraverso la previsione di flussi di cassa dalla gestione della stessa. Praticamente serve a creare un rapporto di reciproca convenienza tra il pubblico, che altrimenti non avrebbe risorse proprie, e il privato nel contesto di opera di pubblica utilità. E il Comune si è comunque riservato l’uso per dodici giorni ogni anno.

Il consigliere Carlo Salvemini ha spiegato le proprie perplessità sull’operazione ed ha rilanciato con una proposta: il governo cittadino – nel 2006 Paolo Perrone era titolare dei Lavori pubblici, oltre che vice sindaco – chieda alla società di realizzare servizi necessari alla zona, dal verde ai parcheggi e alle piste ciclabili, per un valore di circa 600mila euro, importo che equivale all’investimento per il vicino Parco dei Bambini e che corrisponderebbe alla penale del contratto se le proroghe non fossero state concesse e se non esistesse quella clausola che limita l’ammontare complessivo delle penali al 10 per cento del costo del progetto, pari a circa 1 milione e 850mila euro.

“Come mai il Comune di Lecce è così benevolo e comprensivo nei confronti di un privato concessionario che è lo stesso che ha ottenuto il pagamento di lodi arbitrali per complessivi 23 milioni di euro di risorse pubbliche”? Il riferimento di Salvemini è alla querelle per la realizzazione della Tangenziale Est, un fardello, in parte già definitivo, per sopportare il quale le esangui casse comunali attendono il soccorso della Regione Puglia.

L’esponente della minoranza, insomma, punta l’indice contro la debolezza dell’amministrazione e non sulla “legittima iniziativa del privato” auspicando che per il nuovo piano urganistico generale l'interesse della città non sia considerato come una "sommatoria di interessi privati". Di fatto, e per il momento, quella che si è realizzata sarebbe “una sottrazione dello spazio pubblico” nonostante - in virtù dell’articolo 3 della concessione - “nel periodo di non utilizzo dell’area per eventi o manifestazioni oggetto della convenzione e nei periodi in cui non si necessitano lavori di manutenzione, garantisce l’utilizzo dell’area di piazza Palio quale struttura di verde attrezzato custodita e aperta al pubblico con orari tipici dei giardini pubblici”.

leccefiere 002-2Nella stessa delibera del 2006 di approvazione del progetto preliminare, in premessa, si specifica la previsione di spazi e di servizi adeguati, compreso quello di custodia, “per garantirne la fruizione in assenza di manifestazioni, in analogia a quanto previsto per la gestione della villa comunale”. Ma di tutto ciò, ha indicato Salvemini percorrendo il perimetro dell’area, non c’è quasi traccia: due anfiteatri rivolti verso il padiglione e ed erba sul dislivello tra il piano stradale e la tensostruttura.

Più in generale Lecce Fiere sarebbe un’opera slegata dal contesto urbano nel quale è inserita: nessuna relazione con il palazzetto dello Sport e nemmeno con le scuole che si affacciano sulla piazza. Si ricordi che, nel vecchio piano regolatore l’area aveva una destinazione F38, verde di arredo stradale e per questo ogni intervento avrebbe dovuto essere oggetto di piani particolareggiati all’interno dei quali prevedere “adeguate superfici di parcheggio accorpate con gli spazi esterni nella misura non inferiore a 1 metro quadrato ogni 2 di superficie utile”.

I tecnici dell’epoca, insomma, avevano previsto già allora la confusione che si sarebbe generata in occasione di manifestazioni molto partecipate come lo è stata “Magicò”, fiera per bimbi, nel mese di marzo. In quella circostanza alcuni automobilisti furono beffati dagli abusivi e puniti dagli agenti di polizia municipale per sosta irregolare. Eppure, in sede di approvazione della delibera, il nodo fu sciolto affermando che “il fabbisogno di parcheggi conseguente è soddisfatto dalle ampie zone a parcheggio esistenti in aree contermini, condizione per altro verificata in occasione di manifestazioni periodicamente autorizzate dall’amministrazione”.

“Siamo certi – ha concluso Salvemini - che partendo dalla constatazione oggettivo del fallimento della parte pubblica del progetto vi sia l’interesse reciproco delle parti a trovare un accordo”. 

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