La posizione del Pd: “No al gasdotto Tap, via libera al porto turistico di Otranto”

Per Salvatore Piconese l'unico progetto possibile è quello targato Igi-Poseidon. Il consorzio replica al sindaco di Melendugno sulla querelle delle autorizzazioni per i sondaggi mentre il Comitato No Tap sollecita Lecce a prendere una posizione

LECCE – Per il Partito democratico l’unico gasdotto possibile è quello Igi-Poseidon. L’ipotesi avanzata da Tap di approdare a ridosso della cittadina adriatica - in alternativa alla scelta numero uno, ovvero quella di San Foca - trova quindi la ferma contrarietà di Salvatore Piconese, segretario provinciale dei democratici, che ha anche chiarito come il Salento “abbia già dato” con il progetto per il quale è stata concessa nel novembre scorso la proroga per l’avvio dei lavori: “Qualsiasi ipotesi di realizzazione di due impianti di gasdotto troverà la ferma opposizione del Pd salentino”, ha assicurato Piconese.

“Ed è paradossale – ha aggiunto il segretario - che a distanza di un mese dal parere negativo della Soprintendenza, sulla realizzazione del Porto turistico, sia in campo l’ipotesi dell’approdo della Tap a Otranto. Sarebbe, invece, opportuno concentrare l’attenzione da parte dei vari soggetti istituzionali, politici e culturali sul superamento del ‘parere’ della Soprintendenza, dando così al territorio otrantino l’opportunità di avere un area portuale moderna, strategica e sostenibile per le sorti dell’intera area salentina”.

Tap replica al sindaco di Melendugno

Il consorzio che invece intende realizzare il gasdotto per il quale è in corso una complessa istruttoria di valutazione ambientale presso il competente ministero, è intervenuto con un comunicato per replicare alle affermazioni del sindaco di Melendugno, Marco Potì, relativamente alla carenza di autorizzazioni per le attività di ricerca condotte nei mesi scorsi e fino a pochi giorni addietro nel mare di San Foca. E per dimostrare la piena legittimità delle indagini condotte, Tap ha inviato il nullaosta ministeriale e l’ordinanza dell’Ufficio circondariale marittimo di Otranto.

“Tap – è scritto nella nota - viene accusata di condurre le proprie attività senza o al di là delle prescritte autorizzazioni, in modo illegittimo se non addirittura illegale; affermazioni ad uso dei media puntualmente smentite, anche quando sostenute dal Comune di Melendugno nelle aule del Tar. Ovviamente anche gli ultimi sondaggi in mare condotti dalla piattaforma Skate III sono stati autorizzati secondo legge ed effettuati attenendosi scrupolosamente alle autorizzazioni e tutta la documentazione era ed è a disposizione di chiunque ne faccia richiesta. La conclusione anticipata dei sondaggi è testimonianza della promessa mantenuta da Tap e della serietà e dell’impegno con cui l’azienda opera sul territorio”. 

“A Tap non è pervenuta alcuna richiesta di tale documentazione da parte del sindaco di Melendugno. Se tale richiesta fosse arrivata, Tap avrebbe fornito in breve i materiali utili a verificare la completezza e l’accuratezza dell’iter amministrativo, per altro riassunto in premessa nell’ordinanza 28 del 2014 dell’Ufficio circondariale marittimo di Otranto. E’ buona prassi di Tap, con spirito di dialogo e trasparenza, rispondere a tutte le richieste che riceve, sia dei singoli cittadini che delle amministrazioni e associazioni. Ci rammarichiamo di non aver riscontrato la stessa attenzione quando siamo stati noi ad inviare comunicazioni ufficiali, con importanti proposte per interventi a beneficio del territorio e dei suoi cittadini, alle quali non abbiamo ricevuto risposta”.

Il comitato No Tap sollecita il Comune di Lecce

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Gli attivisti del comitato che sin dall’inizio si oppone al progetto di gasdotto di Tap hanno rivolto pubblicamente una sollecitazione al sindaco del Comune di Lecce, Paolo Perrone, perché prenda una posizione sulla materia: è infatti noto che gli eventuali lavori per la costruzione dell’allacciamento dal terminale di ricezione di Melendugno alla rete di distribuzione nazionale (Mesagne – Brindisi) comporterà anche l’attraversamento del cantiere nel territorio di Lecce e questo, secondo i No Tap potrebbe interferire con le marine, la campagna e le masserie del capoluogo che aspira ad essere nel 2019 essere capitale europea della cultura. La richiesta è quindi quella di unirsi alla decine di altri comuni del Salento che hanno già deliberato contro il progetto di gasdotto.

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