La replica del legale: "Nessuna legittimità sulla soluzione progettuale"

L'avvocato Quinto, che difende Matarrese e Coedisal, risponde all'Anas, dopo l'incontro con i sindaci riguardante il primo lotto

L'avvocato Pietro Quinto.

LECCE – L’avvocato Pietro Quinto, legale delle Imprese Matarrese e Coedisal, trova singolare che proprio oggi Anas abbia diffuso la notizia di un incontro tecnico sul primo lotto funzionale di circa 18 chilometri, compreso fra Maglie e Montesano Salentino. E questo perché, ricorda, si è “alla vigilia di un’importante udienza del Tar Lecce – spiega - che dovrà decidere numerosi ricorsi riguardanti il più recente contenzioso sulla vicenda storica della strada statale 275”.

La giustizia amministrativa si pronuncerà il prossimo 8 marzo, “sia per l’individuazione del soggetto esecutore dell’opera, sia in relazione alla eventuale rinnovazione del procedimento”, aggiunge.

Come dire, secondo l’avvocato che ha seguito la vicenda fin dal principio, questa riunione e la seguente comunicazione, sarebbero conferma di “quanto già delibato nella disposizione presidenziale oggetto di impugnativa innanzi al Tar”, riguardo “all’avvenuto superamento del progetto originario della 275” con “l’intenzione di procedere alla realizzazione di un lotto a prescindere da un disegno progettuale complessivo dell’opera”.  

“Allo stato –continua l’avvocato Quinto - l’unica certezza giuridica sulla vicenda della 275 sono le ‘macroscopiche illegittimità’ commesse da Anas nella gara d’appalto ai danni dell’Ati Matarrese, così come accertate con una sentenza definitiva del Consiglio di Stato del luglio 2014”.

Per il legale, dunque, “se nel 2012 Anas non avesse commesso quelle gravi illegittimità –evidenziate anche in un deliberato di Anca, l’Ati Matarrese sarebbe risultata aggiudicataria, ed i lavori della 275 sarebbero stati utilmente intrapresi nel rispetto dei tempi previsti e senza il rischio che il finanziamento di 300 milioni, come afferma Anas - debba oggi ritenersi insufficiente per la realizzazione dell’intero tracciato Maglie-Leuca”.

Ma c’è di più. Per il legale delle aziende, Anas non avrebbe le idee del tutto chiare. "Al netto di quelle che saranno le statuizioni del Tar, ed eventualmente del Consiglio di Stato, non è legittimata ad assumere alcuna decisione sulla soluzione progettuale della ss 275”. “Anas – prosegue -, è la stazione appaltante, ma l’ideazione e la progettazione della ss 275, risalente all’Accordo quadro del 2003 ed all’Atto aggiuntivo del 2009, così come il finanziamento dell’opera, coinvolgono le ‘necessarie intese tra Mit, Regione Puglia e Provincia di Lecce, insieme con gli enti locali’”.

Dunque, sarebbe “in virtù di tale accordo di Programma quadro che furono assegnati con risorse Cipe 152 milioni di euro alla Regione Puglia con specifico riferimento alla strada Maglie – Santa Maria di Leuca, individuata come opera di interesse strategico nazionale, rientrante nel “corridoio plurinodale Adriatico” del sistema stradale-autostradale. Ai sensi della legislazione sopravvenuta alla riforma del  Titolo V della Costituzione l’opera in questione richiede formali intese tra tutti gli enti interessati – sottolinea -, e ciò anche in considerazione del fatto che, a seguito di un contenzioso che interessò gli enti territoriali, Anas, il Cipe e due ministeri, fu stipulato un accordo transattivo formalizzato con una deliberazione della Giunta regionale pugliese e con una  convenzione tra Regione Puglia ed Anas”.

Questo, perché il primo progetto approvato dal Cipe nel 2009, non teneva conto dei rilievi e delle osservazioni della Regione e della Provincia di Lecce. “Anas non può quindi ragionevolmente affermare – prosegue -, di voler celermente (sic!), dopo aver dato causa ad un contenzioso durato sette anni, e tutt’ora in itinere, appaltare un primo lotto di lavori di un progetto unitario che la stessa Anas ha dichiarato del tutto superato e non più realizzabile”.

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“Nella migliore delle ipotesi, e fatte salve le determinazioni che saranno assunte dal giudice amministrativo - afferma l’avvocato Quinto -, il primo lotto di un nuovo progetto presuppone, in base alla normativa vigente, uno studio di fattibilità o progetto preliminare, un progetto definitivo ed un progetto esecutivo. Quest’ultimo condizione necessaria per indire una nuova gara di appalto”. Ma tutto questo, appunto, “non lo può decidere Anas, ma lo devono decidere di concerto gli enti e le amministrazioni  deputati”.  

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