"Bella ciao" scatena la polemica. Manca: “Inopportuno inno politico”

"Nei suo valori tutti ci riconosciamo in maniera convinta", poi la vice presidente della Provincia aggiunge: "Sfido chiunque a smentire che negli anni sia diventata una canzone di una precisa parte politica"

LECCE – A meno di 24 ore dalla fine delle quindicesima edizione de La Notte della Taranta,  si apre il frontee della polemica politica. Oggetto del rdisappunto di Simona Manca, vice presidente della Provincia, la scelta di eseguire come ultimo brano della scaletta del Concertone Bella ciao”. Era stato lo stesso Goran Bregovic a ricordare di essere figlio di un partigiano e di aver trovato nel repertorio musicale salentino una canzone con una melodia molto simile - Questa mattina, eseguita da Enza Pagliara, Alessandra Caiulo, Stefania Morciano, Giancarlo Paglialunga e Antonio Castrignanò - che, infatti, ha preceduto l’esecuzione del più celebre canto della resistenza antifascista davanti ai centomila di Melpignano. Peraltro annunciata con largo anticipo dallo stesso direttore artistico in numerose interviste".

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La Notte della Taranta, ha dichiarato la numero due di Palazzo dei Celestini “ancora una volta, è stata uno spettacolo eccezionale, con il quale il Salento puntualmente celebra la sua cultura e la sua identità. Ma non ho motivo di dubitare che anche senza l'intrusione di Bella Ciao sarebbe stato un evento ugualmente bello e coinvolgente”. Così la vice presidente e assessore alla Cultura della Provincia di Lecce Simona Manca commenta La Notte della Taranta ed in particolare la scelta di far eseguire Bella Ciao”.

Ma cosa ha che non va il brano? Apparentemente nulla: “Stiamo parlando di una canzone che celebra valori che appartengono a tutti gli italiani  - spiega Simona Manca - e che è figlia di un periodo storico fondamentale nel processo di costituzione della nostra Repubblica e dei suoi principi in cui tutti ci riconosciamo in maniera assoluta e convinta. Una canzone, peraltro, sempre molto piacevole da ascoltare. Sfido chiunque, però, a smentire che negli anni Bella Ciao sia diventata inequivocabilmente la canzone di una precisa parte politica del nostro Paese, sigla di decine e decine di Feste dell'Unità, di manifestazioni della Cgil e di qualunque evento della sinistra italiana”.  Sarebbe insomma l’appropriazione indebita di uno schieramento a rendere faziosa la melodia.

simona manca-3“Mi chiedo allora - prosegue la Manca - l'opportunità di celebrare questo inno politico nel festival della tradizione musicale salentina, che è patrimonio culturale di tutti. Ho ravvisato una sconvenienza e una irragionevolezza di fondo nel suggellare oltre tre ore di musica popolare e di sonorità e atmosfere balcaniche con Bella Ciao. Non credo che alcun vecchio cantore di pizzica sarebbe contento di veder associati i brani della tradizione a simboli politici, che siano di sinistra, di destra o di centro. E non so francamente che idea possano farsi le migliaia di turisti stregati dai nostri tamburelli e che sono stati sorpresi  da Bella Ciao. La Notte della Taranta è senza dubbio uno dei più importanti appuntamenti con la cultura salentina, nel quale le istituzioni investono soldi pubblici. Ripeto un’ovvietà (ma è necessario in questo caso) dicendo che la cultura è di tutti e non ha colori politici. Nemmeno la Taranta”.

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