Strali polemici dal Sud alle richieste del segretario leghista Roberto Maroni

Dopo l'ennesima alleanza con Berlusconi, sancita nella notte, il Carroccio rilancia le proprie pretese: le macroregioni del Nord e il 75 per cento di tasse al territorio. Poli Bortone e i suoi frenano: "Il Sud prima di tutto"

Roberto Maroni nella sua visita leccese da ministro (repertorio)

LECCE – La confusione c’è tutta, forse c’è sempre stata, ma questa volta è troppo palese perché sfugga anche agli osservatori più smemorati. L’alleanza sancita nella notte tra la Lega Nord e il Pdl di Berlusconi ricostruisce un’asse, che sembrava naufragata e che, nelle parole dei vertici del Carroccio, era pressoché impossibile. Invece, il patto arriva e se, al Sud, Berlusconi ha incassato il di Micciché e del suo movimento meridionalista, al Nord riscuote il benestare di Maroni.

Le contraddizioni sono nelle dichiarazioni di questi giorni, dove i due contraenti si sono sfidati a cantarsele di santa ragione, e nell’approdo di tanto contrasto, che, per convenienza elettorale, viene meno; ma l’incoerenza rischia di essere pericolosa anche in vista del precedente accordo con “Grande Sud” la formazione del siciliano Gianfranco Micciché. Alla base dell’accordo con la Lega, infatti, oltre al sostegno della candidatura in Lombardia di Roberto Maroni a governatore, ci stanno la richiesta di mantenere il 75 per cento dell’entrate fiscali sul territorio e la proposta di lavorare alle macroregioni.

“Scelte” che fanno storcere il naso agli alleati del Sud. Basta leggere i commenti di queste ore. Adriana Poli Bortone, che, con Io Sud, fa parte del contenitore meridionalista alleato col Cavaliere, rilancia: “Nella prossima legislatura il Sud dovrà essere protagonista qualunque governo ci sarà e Roma dovrà fare i conti con una macroregione del Sud che chiede che l’80 per cento delle tasse rimangano sul territorio e si attui una forte lotta all’evasione fiscale del Nord con una diminuzione del peso fiscale per le famiglie”.

Una risposta indiretta alle proposta di Maroni di una macroregione del Nord. La senatrice salentina prosegue con una seconda dichiarazione più diretta agli alleati leghisti: “Prima di pensare a far rimanere in tutte le regioni il 75 per cento delle tasse, bisogna pensare a snidare gli evasori che, come è noto dalle statistiche, sono lì dove c’è la ricchezza, cioè al Nord. È singolare che non si vogliano colpire gli evasori”.

Alla Poli Bortone, fanno seguito i sei coordinatori provinciali di Io Sud in Puglia, che con una nota congiunta, si schierano contro la proposta del segretario della Lega, esprimendo profondo dissenso: “Distratto o peggio disinformato – scrivono Donato Valente, Antonello De Leonardis, Riccardo Di Matteo, Savino Torraco, Gerardo Filippo, Andrea Silvestri - Maroni quando cita il professor Miglio che non restringeva l’Italia ad una sola macroregione del Nord ma in quadro unitario individuava 3 macro regioni”.

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“A scanso di equivoci – precisano ancora - a Maroni diciamo subito che nella prossima legislatura deve essere il Sud prima di tutto. Altrimenti l’ipotesi di poter indicare un premier in caso di vittoria del Centro Destra si allontana moltissimo. Al progetto del 75 per cento di tasse al Nord rispondiamo con un ‘basta con le quote latte padane’: la più grossa frode ai danni dei cittadini italiani”. Insomma, patti chiari, alleanze durature. Fino al voto, almeno.

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