Festa di Sant'Oronzo, i fuochi proseguono in commissione. Toni aspri e polemiche

Dopo la seduta della scorsa settimana nella quale alcuni consiglieri avevano espresso giudizi negativa sull'organizzazione della festa patronale, l'assessore alla Cultura ha detto la sua. E non sono mancati scambi accessi con Rocco Ciardo, delegato dal sindaco nel comitato

A sinistra, Rocco Ciardo. A destra, Luigi Coclite accanto a Gianluca Borgia.

LECCE – Per Sant’Oronzo ancora fuochi. Non quelli pirotecnici della sera del 26 agosto, ma quelli verbali “scoppiati” nella seduta congiunta delle commissioni Annona e Cultura, dove già nelle due occasioni precedenti era sorta un’accesa discussione sull’organizzazione e la gestione della festa patronale.

Oggi l’assessore alla Cultura, Gigi Coclite, ha risposto punto per punto ai già rilievi mossi dal consigliere Rocco Ciardo, che è stato indicato dal sindaco come membro del comitato per le celebrazioni. Non sono mancati scambi molto accesi ed espressioni piuttosto forti, soprattutto se si considera che i protagonisti appartengono entrambi alla maggioranza di centrodestra.

Sulla questione delle luminarie, costate 32mila 500 euro più Iva, l’avvocato Maria Luisa De Salvo, responsabile del gabinetto del sindaco e dell’ufficio legale, ha chiarito i tempi e i modi, di evidenza pubblica, con i quali si è arrivati all’assegnazione alla ditta Parisi. Una cifra esagerata, secondo quanto Ciardo ha ribadito anche oggi, esprimendo una valutazione da tecnico (architetto e progettista).

E’ evidente, comunque, che quest’anno la macchina organizzativa si è mossa in ritardo, tanto è vero che il via libera si è avuto intorno alla metà di agosto e che l’allestimento è avvenuto proprio in extremis. Sul punto molti consiglieri - Bernardo Monticelli, Paolo Cairo, Luigi Melica, Gianluca Borgia - hanno chiesto di procedere ad una programmazione tempestiva che tenga conto anche di altri aspetti “sensibili”, quali la mobilità e la regolazione del traffico.

Per rispondere alla sollecitazione formalizzata nelle scorse settimane dal consigliere Giampaolo Scorrano, Coclite ha chiarito che la rendicontazione delle spese per la festa spetta al comitato che deve presentare le fattura all’amministrazione (che ha impegnato, luminarie a parte, 25mila euro). “Negli ultimi anni – ha fatto mettere a verbale l’assessore – il comitato ha gestito da solo, ma si sono verificati spiacevoli inconvenienti” come le richieste di liquidazione del compenso, relativo alla scorsa edizione della festa, da parte di artisti o prestatori di servizi che hanno inviato solleciti, anche a firma dei propri legali, a Palazzo Carafa.

Sulla qualità degli eventi che hanno allietato le serate dal 24 al 26 in piazza Sant’Oronzo – altra fonte di polemica anche a mezzo stampa – l’assessore ha dichiarato di aver cercato più volte un incontro diretto con il presidente del comitato, Renna, e di averlo ottenuto solo pochi giorni prima l’inizio della festa e quando, comunque, il programma è stato presentato già completo (anche perché oramai si era a ridosso della ricorrenza).

Come già stabilito, l’assessorato alla Cultura ha curato l’organizzazione dei concerti bandistici del 25 e del 26 mentre nessuno si è attribuito la paternità del “Premio città di Lecce”, presentato da Giovanni Conversano e al quale hanno partecipato tra gli altri l’assessore al Bilancio, Attilio Monosi, il prefetto Claudio Palomba, il rettore dell’Università del Salento, Vincenzo Zara, l’imprenditore Enrico Tundo che è azionista di riferimento dell’Us Lecce e il calciatore Franco Lepore.

luminarie_piazza-3-2Ciardo, da parte sua, ha confermato di non averne saputo nulla di quell’evento ma ha anche ribadito il suo giudizio negativo sul concerto del 26 (Giro di banda con ospiti), essendo una ripetizione di quanto già fatto nel 2014 e che questa scelta si è rivelata un “fallimento”. Interpretazione smentita da Coclite che ha ricordato la folta partecipazione di pubblico e il gradimento per artisti che riportassero al centro della scena il folk leccese proprio nei giorni della festa patronale.

Ai lavori della commissione ha partecipato anche la dottoressa Kotlar dell’ufficio Cultura che ha raccontato di aver ricevuto richieste da parte di persone convinte di dover organizzare eventi in luoghi che erano stati già assegnati. A testimonianza di una chiara scollatura tra comitato e amministrazione.

Non è certo la prima volta che accade: un altro episodio che l’assessore ha riportato ai commissari come causa di imbarazzo per la giunta è stato quello, nel 2014, riportato anche dalla stampa, relativo ad uno spettacolo - concordato dallo stesso consigliere Ciardo, raccontano le cronache, e da una scuola di ballo – che è stato rinviato tre volte e alla fine non si è nemmeno tenuto con grande scoramento dei ragazzi e dei loro genitori.

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In chiusura il consigliere Antonio Torricelli​ ha espresso l’auspicio che da ora in avanti sia il comitato l’unico soggetto preposto a organizzare la festa, possibilmente rispettando un cronoprogramma che consenta la massima trasparenza, anche dal punto di vista contabile.

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