Adriana Poli Bortone in "sciopero": diserta le commissioni per protesta

Lamentando forzature del regolamento, l'esponente della minoranza ha comunicato la sua decisione dopo le tensioni, in commissione e consiglio, con la maggioranza

Adriana Poli Bortone in commissione.

LECCE - Adriana Poli Bortone ha annunciato la sua "quarantena" da Palazzo Carafa. Con il carico di un'accusa al presidente del consiglio comunale, Carlo Mignone, perché quest'ultimo non avrebbe esercitato nel modo corretto il suo ruolo in relazione alla gestione delle sedute dalle commissioni consiliari. 

La comunicazione dell'ex sindaco e ministro è stata inoltrata ufficialmente allo stesso Mignone e, per conoscenza, agli altri consiglieri comunali. "Gentile presidente, come  rilevato ieri in consiglio, non è assolutamente rispettato il reale regolamento anche per quel che riguarda le sue prerogative nel regolare i lavori delle commissioni: penso soprattutto, ma non solo, all’articolo 74. La prego pertanto di comunicare ai presidenti delle commissioni la mia decisione di non partecipare ai lavori sino a quando non saranno chiarite definitivamente (ed attuate) le corrette modalità di svolgimento a tutela dei diritti dei consiglieri comunali".

Le presa di posizione di Adriana Poli Bortone è maturata dopo due giornate di serrato confronto in relazione alla vicenda dell'impianto di produzione di biogas proposto da Metapulia. In commissione la minoranza ha lamentato delle presunte forzature sull'iter dei lavori mentre nel consiglio comunale di ieri, dopo quattro ora di acceso di dibattito, il centrodestra ha abbandonato l'aula poco prima dell'approvazione della delibera che esprime parere contrario al progetto.

La maggioranza ha rivendicato la totale aderenza alle regole, imputando al centrodestra un intento palesemente ostruzionistico che avrebbe prodotto come unico esito la mancanza di una posizione del Comune di Lecce in Conferenza dei servizi, dove siedono tutti gli enti chiamati a esprimersi sulle proposte che necessitano di una autorizzazione integrata (interessando profili ambientali, sanitari, urbanistici). La posizione del Comune di Lecce, così come quella di tutti gli altri attori della Conferenza dei servizi, non è comunque vincolante. Tocca, infatti, alla Provincia di Lecce concedere o negare l'autorizzazione all'impianto.

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