Poli Bortone a Congedo e Mazzotta: "Dopo l'analisi della sconfitta, le dimissioni"

La candidata sindaco sollecita i vertici di Fratelli d'Italia e Forza Italia a fare un passo indietro dopo le disfatte a Lecce e a Bari. E a Salvemini: "Ora deve governare senza alibi, noi lo incalzeremo"

Ugo Lisi e Adriana Poli Bortone.

LECCE - L'ammissione della sconfitta elettorale non può che essere seguita dalle dimissioni dei responsabili, a partire da coloro che hanno voluto ostinatamente celebrare le primarie del centrodestra. Adriana Poli Bortone non ricorre a giri di parole per chiedere, politicamente, s'intende, la testa di Saverio Congedo (come coordinatore regionale di Fratelli d'Italia più che come candidato sindaco a Lecce), di Paride Mazzotta, di Mauro D'Attis, rispettivamente coordinatore provinciale e commissario regionale di Forza Italia.

La storica esponente della destra, nel corso di una conferenza stampa nella quale è stata affiancata da Ugo Lisi, ha sollecitato un azzeramento dei vertici dei partiti sulla scorta della vittoria di Carlo Salvemini, candidato della coalizione progressista e civica eletto al primo turno, ma anche dei singoli risultati raccolti dalle singole liste anche a Bari, dove il sindaco uscente, Decaro, è stato riconfermato a suon di voti: l'errore comune, nel capoluogo salentino, come in quello regionale - ha spiegato - sarebbe stato concentrare risorse per le primarie, peraltro partecipate al di sotto delle attese, consentendo agli avversari di fare una campagna elettorale "comoda". 

Poli Bortone, che sostenuta da quattro liste ha sfiorato il 10 percento delle preferenze, ha dichiarato di essere pronta a rientrare in Forza Italia, da cui si è autosospesa, a condizione che i leader locali facciano un formale passo indietro per garantire una reale rigenerazione della classe dirigente del centrodestra. La ex senatrice non ha potuto però evitare di rammentare la mancata difesa nei suoi confronti da parte di Mazzotta, quando era stata indicata come figura in grado di rappresentare da subito tutta la coalizione. E ancora ha ricordato la disponibilità manifestata anche dopo le primarie a tentare una riunificazione attraverso il passaggio da un sondaggio che definisse la migliore identificazione tra candidato sindaco ed elettorato di riferimento. Sul punto Poli Bortone ha ribadito di aver ricevuto, però, un netto rifiuto e, in cambio, un'apertura sugli assessorati, con la garanzia di Raffaele Fitto. 

In attesa degli sviluppi che non possono che maturare, eventualmente, nei partiti chiamati in causa, Poli Bortone ha detto che in consiglio comunale si presenteranno due minoranze di centrodestra e che lei interpreterà con grande determinazione il ruolo di oppositrice, esattamente come fece all'inizio della sua carriera politica, pronta a incalzare Salvemini che ora, ha detto, può governare senza alcun alibi e dimostrare, questo il senso, quello che vale. E se qualcosa di buono c'è stata nella sconfitta, ha aggiunto, è stata quella di evitare un ballottaggio nel quale sarebbero riecheggiate le accuse nei suoi confronti di appoggiare sottobanco il principale avversario del centrodestra.

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Ugo Lisi ha parlato di "una lezione per tutti, perché la politica è servire e non servirsi. Il centrodestra ha bisogno di una rigenerazione prima delle elezioni regionali della prossima primavera". Il riferimento alla prossima consultazione non è apparso casuale: da una parte è già nell'agenda della coalizione, dall'altra il ritorno da protagonista dell'ex deputato di Alleanza Nazionale sembra covare sotto traccia. A dirla tutta la paura è che il suo nome possa essere "bruciato" e quindi archiviato. Da parte sua il diretto interessato ha assicurato di poter continuare a dare il proprio contributo da militante, esattamente come fatto in questa campagna elettorale per le amministrative leccesi.

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