Poligono di Torre Veneri, accolto dal Tar il ricorso di Lecce Città Pubblica

Illegittima la determina regionale che, nel 2016, consentì la prosecuzione delle esercitazioni. Al netto di un ricorso, la strada possibile è quella di un tavolo tecnico per una soluzione condivisa

LECCE – Il Tar di Lecce, Sezione Terza, ha accolto le ragioni di Lecce Città Pubblica e di un privato, dichiarando illegittima la determina che contiene il parere positivo, seppur con prescrizioni, relativo alla valutazione di incidenza ambientale da parte la Regione Puglia per quanto riguarda il poligono militare di Torre Veneri.

Con quel via libera, che risale al 2016, sono proseguite le esercitazioni di cui invece si chiedeva una moratoria ai fini della tutela ambientale del sito sul litorale di Frigole, caratterizzato anche da due Sic (sito di interesse comunitario).

“Si tratta di una sentenza immediatamente esecutiva – ha commentato con soddisfazione Gabriele Molendini, a nome dell’associazione e che siede anche in consiglio comunale -. Tuttavia credo sia opportuno che le parti in causa aprano subito un tavolo. Regione Puglia, ministero della Difesa, Comune e Lecce Città Pubblica, quale ricorrente, devono necessariamente ora discutere di come si possano incontrare le ragioni di tutela ambientale di un importante sito quale Torre Veneri, le istanze dei cittadini residenti che lamentano l’eccessiva rumorosità ed i pericoli per la salute, ed insieme le necessità delle Forze Armate di svolgere esercitazioni a fuoco in un contesto regolamentato e con adeguate cautele”.

Al netto di un ricorso al Consiglio di Stato, la possibile in soluzione sarà dunque frutto di un dialogo, come Molendini auspica: “Ho già avuto modo di recente, di incontrare il generale Dei, comandante della Scuola Truppe Corazzate, trovando un interlocutore cortese ed attento all’ascolto. È a lui che mi rivolgo in primis, nonché al sindaco Carlo Salvemini, al presidente Emiliano con l’assessore regionale alla Sanità Pier Luigi Lopalco e il prossimo assessore regionale all’Ambiente, perché si concordi nel più breve tempo possibile un primo appuntamento per raggiungere soluzioni equilibrate e di attenzione a tutte le esigenze in campo”. Il ricorso è stato patrocinato dagli avvocati Adriano Tolomeo e Barbara Renna.

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