Lunedì, 2 Agosto 2021
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Politiche sociali, conclusa progettazione con i Comuni. Sindacati: “Nuova occupazione”

Nascono in tutti gli Ambiti sociali e i Distretti le 'porte uniche di accesso', intanto prosegue il confronto per la riprogrammazione 2014-16 dei Piani sociali di zona. Cgil, Cisl, Uil: "Un'opportunità che il territorio non può disattendere"

Foto di repertorio (@TM News/Infophoto)

LECCE - Si è conclusa, il 14 dicembre scorso, in base alla scadenza fissata dal ministero dell’Interno per la presentazione dei Piani di intervento sui servizi di cura, nei dieci Ambiti sociali territoriali della provincia di Lecce, la progettazione partecipata prevista dal Piano regionale delle politiche sociali. Scade invece a gennaio 2014 la riprogrammazione dei Piani per il triennio 2014–2016.

Le ingenti risorse messe a disposizione dai Piani di azione e coesione (Pac) – oltre 12 milioni di euro per la sola provincia di Lecce - hanno consentito agli Ambiti sociali del territorio di consolidare, ove già realizzati, i servizi delle cure domiciliari integrate per gli anziani non autosufficienti e i servizi educativi per minori fino a tre anni di età, o di progettarli ex novo.

Oltre alle risorse  dei Pac, le programmazioni territoriale hanno potuto tener conto delle risorse ordinarie del terzo piano sociale (altri 5 milioni di euro), a cui si aggiungono le risorse proprie dei Comuni e delle aziende sanitarie per il cofinanziamento diretto dei rispettivi Piani di zona ed di altri eventuali residui sulle precedenti programmazioni.

Si tratta di un’opportunità che, secondo i tre sindacati Cgil, Cisl e Uil, il nostro territorio non può disattendere: risorse destinate all’erogazione di servizi di cura sanitari, sociali, educativi che, se messe in circolo, possono produrre posti di lavoro attraverso la declinazione della presa in carico delle persone e del soddisfacimento dei loro bisogni.

“L’ottimale utilizzo di queste risorse passa dalla capacità delle istituzioni pubbliche d’ implementare nel territorio l’infrastrutturazione sociale (come luoghi di cura, di prevenzione e di riabilitazione e servizi educativi per l’infanzia) – spiegano i sindacalisti delle tre segreterie confederali e di categoria dei pensionati -  attraverso cui rafforzare il patto di cittadinanza fra le persone e la rispettiva rappresentanza istituzionale”.

Le opportunità di lavoro che questo sistema potrà generare sono, a loro dire, concrete: per l’erogazione delle cure domiciliari integrate, ad esempio, sono previste figure non solo sanitarie ma anche sociali o di servizio che, in minima parte, sono già in carico agli enti. La sfida che si è aperta, con la sottoscrizione degli accordi di programma da parte degli Ambiti sociali e dei distretti sanitari, è di realizzare servizi domiciliari socio-assistenziali con la presa in carico integrata dell’utente anziano per soddisfare bisogni, non solo di cura, ma anche di natura assistenziale.

Nella fase di contrattazione fin qui svolta Cgil Cisl e Uil hanno, in alcuni casi, rilevato una scarsa propensione alla concertazione come prassi tesa non tanto a riconoscere al sindacato il proprio ruolo negoziale, quanto a mettere in campo azioni condivise di ricomposizione sociale. In altri casi, invece, si sarebbe consolidata una sinergia con le istituzioni propedeutica alla fase di confronto nelle cabine di regia, previste dal Piano regionale, per vigilare sull’utilizzo ottimale delle risorse, sulla creazione delle infrastrutturazioni sociali e sanitarie e sulla qualità dei servizi e del lavoro che professionalmente bisognerà mettere in campo.

La qualità del confronto, in questa prima fase, si è disbrigata attraverso l’analisi dei servizi già realizzati in ciascun Ambito territoriale che il nuovo Piano regionale ha inteso rafforzare su azioni di intervento prioritarie e su obiettivi target non più eludibili. “Se fino ad oggi, in alcuni Ambiti, abbiamo registrato una sostanziale disinformazione sui servizi in essere e l’assenza di un’effettiva presa in carico dei cittadini utenti – aggiungono i sindacalisti - , grazie alla nuova impostazione in tutti gli ambiti/distretti nasceranno le porte uniche di accesso, dotate di figure professionali specializzate ad accogliere la domanda e orientarla verso i servizi socio- sanitari”. Resta ancora aperta, per la gran parte degli ambiti territoriali, la riprogrammazione dei Piani per il triennio 2014- 2016 e che dovrà concludersi entro il corrente mese di gennaio.

Cgil, Cisl, Uil e le categorie dei pensionati, unitamente alle federazioni di categoria degli operatori pubblici e privati impegnati nei servizi, proseguiranno quindi il confronto collaborativo con gli Ambiti sociali di zona, rendendo esigibile il vincolo previsto dal Piano regionale per recuperare, nelle buone prassi della concertazione, realtà territoriali che fino a ora si sono sottratte alla continuità del confronto, come avvenuto negli Ambiti di Gallipoli e di Campi, con l’obiettivo di contribuire a ricomporre le contraddizioni di un sistema spesso inadeguato a soddisfare i bisogni delle persone.

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