Lunedì, 27 Settembre 2021
Politica

Gestione dei servizi sociali, il Pd chiede intervento di Prefetto e ispettori

Tutti i livelli di rappresentanza del partito denunciano "una gestione clientelare ed elettorale" da parte del Comune di Lecce. Maniglio: "Dalla Regione 9,5 milioni di euro". Povero: "In questo settore il vero sistema di potere"

LECCE - Nelle prossime ore il Partito democratico dovrebbe dar seguito alle intenzioni annunciate questa mattina, nel corso di una conferenza stampa presso la sede di via Tasso, di sollecitare formalmente l'intervento degli ispettori regionali, ma anche del prefetto, Giuliana Perrotta, sulla gestione delle politiche sociali da parte dell'Ambito sociale di zona e, in particolare, del Comune di Lecce che ne è capofila.

L'accusa centrale, corredata da alcuni corollari, è la gestione dei servizi sociali che, secondo la consigliera comunale, Paola Povero, sarebbe il vero fulcro del sistema di potere dell'amministrazione, definito dal capogruppo a Palazzo Carafa, Antonio Rotundo, "di natura clientelare ed elettorale". Il casus belli si è creato attorno al ruolo dell'associazione di volontariato "Caba" (Comitato abbattimento barriere architettoniche), diffidata dal proseguire nel servizio di trasporto dei disabili verso il Centro sociale polivalente "Itaca". Una decisione incomprensibile, secondo il responsabile Vincenzo Calamo, che ha spiegato di essersi recato personalmente dal sindaco, Paolo Perrone, e dal presidente dell'Ambito, Roberto Martella, per rivendicare l'nappuntabilità del lavoro dei suoi collaboratori - ora estromessi e di essersi rivolto ad un legale -, l'avvocato Fabio Valenti per far valere la sue ragioni e mantenere l'affidamento del servizio.

Antonio Maniglio, consigliere regionale, ha difeso il ruolo della Regione Puglia che "ha stanziato per i servizi sociali 9 milioni e 700mila euro, prelevandoli in parte dal proprio bilancio autonomo proprio perché non si voleva abbassare, nonostante i pesanti tagli nazionali, il livello dell'offerta in un settore così delicato". Il Pd vuole sapere a che punto è la procedura per l'assistenza sanitaria personalizzata, finanziata con 650 mila euro, o per l'assegno di cura (657 mila euro). L'esponente del Pd salentino in Regione ha concluso il suo breve intervento affermando che il segretariato dell'Ambito costa più dell'assistenza domiciliare. 

L'onorevole Teresa Bellanova ha parlato di un "campanello d'allarme gravissimo", auspicando che "almeno in questo settore si eviti il clientelismo in cambio di consenso elettorale perchè la campagne elettorali passano, ma i problemi restano". Sarà lei a sollecitare l'interessamento della prefettura. Alla conferenza stampa ha partecipato anche il segretario cittadino, Fabrizio Marra, che ha ribadito la necessità di un cambio di mentalità in una città assuefatta. "Se invece di un'associazione che alza la testa ce ne fossero dieci che lo fanno contemporaneamente, allora sarebbe più facile smascherare il malcostume dell'amministrazione".

 

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