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Scritte offensive sui muri di San Pio, la Destra in difesa dei due marò

A condannare quanto accaduto nella giornata di ieri, nel rione di Lecce, sono intervenuti due politici: Saverio Congedo e Roberto Tundo. Entrambi concordi nel dissenso verso i manifesti affissi contro Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, sui quali vengono accusati di essere degli assassini

Una delle manifestazioni romane a favore dei marò (@TM News/Infophoto)

LECCE  - “ I nostri due fucilieri di Marina, illegittimamente trattenuti in India non sono “assassini”, come recita un infame manifesto anonimo comparso in città. Sono due soldati italiani che, chiamati a difendere una nave italiana in acque internazionali, hanno compiuto soltanto il proprio dovere. Se poi talune ricostruzioni ampiamente documentate rispondono al vero, non sarebbero nemmeno gli autori materiali del tragico evento per il quale - a distanza di due anni - ancora non si sa di quale imputazione debbano rispondere”.

Sono queste le parole di Saverio Congedo, vice del gruppo di Pdl- Forza Italia alla Regione Puglia, in merito all’episodio registrato nel capoluogo salentino nella giornata di giovedì, nel quale sono stati esibite scritte offensive nei confronti della coppia di militari, poi rimosse dagli agenti di polizia.. “Assassini”, moralmente, semmai sono i vili estensori dell’indegno manifesto che - al riparo dell’anonimato- li pugnalano alle spalle in realtà soltanto per la divisa indossano ed il Tricolore che con tanta dignità che rappresentano”, ha concluso. Sulla vicenda, che ha visto Salvatore Girone e Massimiliano Latorre finire su alcune locandine affisse lungo le vie del rione San Pio, riportanti frasi non proprio edificanti.

Di parere analogo, anche Roberto Tundo che, a nome di Fratelli d’Italia e Alleanza nazionale, si è detto “dalla parte della legalità e dell’ordine sociale, e al fianco dei nostri marò. Trascurati anche dal governo italiano, che dovrebbe assumersi ben più pesanti responsabilità per salvare la vita e la dignità dei nostri soldati”. Il politico di destra ha reputato quelli apparsi a Lecce come “vecchi slogan della sinistra sovversiva e antimilitarista”.

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