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Polizia locale accorpata all’Ufficio Tecnico. Il Tar dà ragione al sindaco Piccione

Dopo la sospensiva negata a novembre anche la sentenza di merito del Tar respinge il ricorso dell’ex comandante dei vigili di Sannicola, Maria Elena Marti. Erano stati impugnati gli atti per la creazione del macro settore affidato ad un unico dirigente

SANNICOLA - Il Tar di Lecce pone un altro tassello a favore dell’amministrazione comunale di Sannicola nella lunga querelle avviata dall’estate scorsa con il corpo della polizia locale. Dopo il braccio di ferro sul disarmo degli agenti della municipale disposto dal sindaco Cosimo Piccione che ha avuto anche una risonanza nazionale, nei giorni scorsi è stata depositata anche la sentenza dei giudici del Tribunale amministrativo inerente il ricorso sull’accorpamento del settore della polizia locale nella macro area legata all’ufficio tecnico comunale. Già nel mese di novembre il Tar, con una propria ordinanza, aveva respinto la richiesta di sospensiva avanzata dal ricorso promosso dall’allora comandante della polizia municipale, il tenente Maria Elena Marti, per l’annullamento dell’efficacia delle delibere della giunta comunale con le quali l’amministrazione del sindaco Piccione aveva deciso di istituire un macro settore ponendo polizia municipale, lavori pubblici ed edilizia privata e residenziale, sotto la direzione di un unico capo settore l’architetto Gianpaolo Miglietta. Una decisone che di fatto esautorava dalle competenze dirigenziali l’ex comandante Maria Elena Marti che decideva di impugnare i relativi atti amministrativi.

Ma ora il Tar pronunciandosi nel merito del ricorso, e respingendolo, ha di fatto legittimato la procedura adottata e quindi l’operato dell’amministrazione comunale di Sannicola. Una procedura che il sindaco Piccione e l’assessore alla polizia municipale, Maria Greco, avevano reso noto anche nel corso dei lavori del Consiglio comunale del 30 giugno dello scorso anno e che gli stessi amministratori avevano difeso a spada tratta legando il provvedimento nell’ottica di una razionalizzazione dei servizi e nel contenimento della spesa pubblica, nonché in un riordino più efficiente degli uffici di palazzo di città. “La regolarità della procedura adottata dall’amministrazione comunale” spiegano dal Comune di Sannicola, “trova piena conferma proprio nella parte motivazionale della sentenza dove l’estensore afferma che legge quadro sull’ordinamento della polizia municipale, evocata dalla difesa della ricorrente, eleva a 15 il numero degli addetti capace di determinare la creazione del ‘Corpo’ di polizia municipale. Per questa essenziale ragione nei Comuni nei quali il servizio di polizia municipale fa registrare un numero di addetti inferiore a 15, come quello di Sannicola, che ne vanta solo 5, nulla vieta che l’ente civico proceda ad un riordino del servizio anche, se del caso, attraverso il suo accorpamento a settore più ampio”. E secondo il sindaco Piccione i motivi che hanno spinto l’amministrazione a modificare l’assetto organizzativo dell’ente “erano inerenti sia alla razionalizzazione dell’organizzazione degli uffici, sia a ragioni di spesa, ed a tal proposito il Tar ha puntualizzato che le decisioni assunte dall’amministrazione comunale sono in linea con l’esigenza di rendere la scelta trasparente e improntata a canoni di razionalità operativa”.

Una legittimazione amministrativa che ovviamente rinsalda anche le posizioni politiche degli amministratori  che ora replicano alle accuse giunte da più parti in seguito a tali decisioni.  L’assessore, Maria Greco, che detiene la delega specifica alla polizia municipale precisa infatti che: “l’esito del procedimento d’impugnazione in questione rende pienamente soddisfatta l’intera compagine amministrativa che sino ad oggi si è adoperata esclusivamente per perseguire gli interessi dell’intera cittadinanza, trovando ampia conferma di ciò proprio nel contenuto della sentenza adottata dal Tar di Lecce, dove si ribadisce come il Comune di Sannicola si sia attenuto ad un iter logico-giuridico, ponderato e perfettamente legale”.

Anche per il primo cittadino Cosimo Piccione, è ora il tempo delle nuova controffensiva: “Mi preme sottolineare che l’amministrazione da me rappresentata, opera, come consuetudine, secondo la legge, con competenza e responsabilità circa le scelte amministrative” afferma il sindaco in una nota, “mi aspetto dunque, allo stato dei fatti ufficialmente riconosciuti dall’organo preposto, delle scuse formali da parte di chi, in questi ultimi mesi, in pubblica piazza, sui giornali e tramite i comuni social network, ha millantato menzogne, ingannando e oltraggiando la buona fede dei sannicolesi. Mi riferisco in particolar modo agli esponenti dell’attuale minoranza, nonché ad alcuni ex amministratori di centrosinistra, che hanno dimostrato per l’ennesima volta di ignorare a fondo sia la complessa materia amministrativa, sia le gravi responsabilità a loro carico, che nel tempo, di fatto, hanno generato notevoli danni sia dal punto di vista economico, burocratico e dei servizi ai cittadini. L’attuale opposizione,  ed ex maggioranza, in seguito alla sentenza summenzionata, che espleta in maniera chiara ed inequivocabile l’applicazione delle norme” conclude Piccione, “dovrebbe chiedersi e spiegare ai cittadini, vista la possibilità, quali sono le vere ragioni per le quali le precedenti amministrazioni non abbiano mai messo in atto un’azione volta al miglioramento ed efficientamento degli uffici, e soprattutto perché si ostini a difendere ex capi settore ed ex comandanti e non si adoperi realmente per il bene del popolo di Sannicola”.

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