Sabato, 19 Giugno 2021
Politica

Polizia penitenziaria allo stremo nel carcere di Lecce: "Mancano 150 agenti"

I sindacati hanno manifestato in prefettura: lamentano turni di lavoro massacranti e mezzi obsoleti, il personale è fortemente ridotto mentre aumenta la popolazione carceraria

In foto: la protesta davanti alla Prefettura di Lecce

LECCE - Il personale della polizia penitenziaria è allo stremo. Mancano gli agenti nel carcere di Borgo San Nicola e i lavoratori lamentano turni massacranti a fronte di scarse ore di riposo.

I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil insieme all’Osapp sono nuovamente scesi in piazza per protestare e chiedere l’intervento delle istituzioni. I sindacalisti, nel corso della mattinata, hanno anche incontrato il prefetto di Lecce cui hanno consegnato un documento che riassume i nodi dell’annosa vertenza.

Stando ad una lettura delle piante organiche, infatti, nel 2001 erano previste 766 unità, nel 2013 719 unità e nel 2017 ne erano previste 581. Nel corso degli anni, quindi, si nota una riduzione di 185 agenti mentre, al contrario, è cresciuta la popolazione carceraria. Il penitenziario di Lecce oggi conta mille detenuti mentre si attende l’inaugurazione del nuovo padiglione che ne ospiterà altri 200.

“Continuiamo a rivendicare le stesse cose da 10 anni – denuncia il vicesegretario regionale dell’Osaap, Ruggiero Damato -: innanzitutto la cronica carenza di personale che, nella Casa circondariale di Lecce, si aggira sulle 200 unità. Mancano soprattutto gli agenti -assistenti che rappresentano la spina dorsale del sistema carcerario”.

Ruggiero insieme ai colleghi punta il dito contro i rappresentanti politici che, a suo dire, “si sono lavati le mani della situazione e sono del tutto assenti”. “A chi interessano le condizioni dell’istituto penitenziario? – tuona lui-. Qui ci sono agenti che, pur avendo superato i 50 anni, lavorano fino a 12 ore al giorno. In molti casi, dopo il turno pomeridiano o serale, i lavoratori non possono andare a riposare perché nessuno da loro il cambio. Esistono rischi rilevanti per la salute degli agenti e per la sicurezza pubblica”.

Ruggiero spiega che, a causa della mancanza di fondi da destinare alla polizia penitenziaria, gli agenti viaggiano su mezzi obsoleti, con 800mila chilometri alle spalle e scarsa manutenzione. E lancia un monito: “La vicenda dell’evasione in stile Triglietta potrebbe persino ripetersi. Chiediamo quindi alla politica, alle istituzioni ed ai vertici della polizia di intervenire immediatamente perché la situazione nel carcere di Lecce è gravissima ed è al collasso”.

Francesco Donateo della Fp Cgil rincara la dose: “Non riusciamo più a gestire i servizi che ci vengono assegnati, compresi quelli di accompagnamento dei detenuti all’esterno perché lavoriamo anche molto su strada. Non riusciamo a garantire l’assistenza sanitaria e il diritto alla salute del detenuto: le visite programmate spesso saltano perché c’è mancanza di personale. Tutto ricade sulle nostre spalle, dalle urgenze alle incombenze ordinarie. Il personale è stanco, non regge più i ritmi, è umanamente impossibile lavorare ogni giorno dalle 7 della mattina fino alle 7 di sera: è ora di intervenire definitivamente per risolvere la questione”.

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