Politica Via XXV Luglio

“Vigili del fuoco non sono di serie B”: la protesta davanti alla prefettura

Pompieri e referenti del sindacato Conapo, hanno incontrato i funzionari di via XXV Luglio per chiedere un tavolo tecnico

Un momento della protesta

LECCE  - “I vigili del fuoco non sono un corpo di serie B” e ora pretendono di essere ascoltati dal Governo. Hanno chiesto di essere ascoltati dalle istituzioni i pompieri che, questa mattina, si sono dati appuntamento davanti agli uffici della prefettura di Lecce, in un sit-in organizzato dal Conapo, il Sindacato autonomo dei vigili del fuoco. Una delegazione, composta dal segretario provinciale Giancarlo Capoccia e regionale Gianni Cacciatore, è stata ricevuta dai funzionari della prefettura. E’ stato consegnato loro un documento contenente le richieste specifiche. Lo stesso sarà poi inviato, dalla stessa prefettura, al presidente del Consiglio Matteo Renzi e al ministro dell'Interno, Angelino Alfano.

“Più  volte i vigili del fuoco italiani sono risultati primi nelle rilevazioni di gradimento, ovvero i più amati dai cittadini Italiani. E  lo ha certificato anche l’ Istat. Ma a questo non è stata mai corrisposta altrettanta stima da parte della politica, che si fa bella con i nostri eroismi nelle emergenze ma che si dimentica di noi sistematicamente”, hanno dichiarato i portavoce. “Basta infatti consultare i dati sulle retribuzioni dei corpi dello Stato (anche questi pubblicati dall’ Istat) per verificare che siamo il corpo meno retribuito tra tutti. Oltre 300 euro in meno ogni mese e nessun riconoscimento pensionistico per i servizi operativi, a fronte di un analogo, e a volte superiore, rischio lavorativo”.

I referenti sindacali dei caschi rossi, inoltre, hanno evidenziato anche un altro malcontento già sottolineato in passato: “Si aggiunga la grave carenza di personale (mancano circa 3000 vigili del fuoco in Italia su un organico di 30 mila) e l’età media del personale è di circa 48 anni, troppo elevata e poco compatibile con la prestanza richiesta e un numero di infortuni crescente. Il personale è fortemente demotivato. E’ quindi evidente che le istituzioni e i politici non hanno mai riconosciuto ai vigili del fuoco quello che reputiamo il minimo doveroso riconoscimento per l’abnegazione dimostrata, ovvero la parità di trattamento retributivo e pensionistico con gli altri corpi dello stato ad ordinamento civile, relegandoci a corpo di serie B”.  Ora fanno dunque appello al Governo nazionale per “chiedere parità di trattamento non è avanzare pretese o chiedere privilegi”.

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