Filmati e sanzionati: così si combatte la battaglia del rifiuto selvaggio

Nella sola Porto Cesareo dall'estate scorsa circa un centinaio fra turisti e residenti multati per 333 euro. Le foto trappole danno risultati. E aumenteranno di numero

PORTO CESAREO – Contro lo sporco più resistente non c’è detersivo che possa vincere la sfida: ci vuole il pugno di ferro. Anche perché lo sporco più resistente non sono, in questo caso, macchie e aloni sui pavimenti di casa, ma cumuli di spazzatura che si formano e si riformano di continuo negli angoli di città e paesi e nelle campagne. Di resistente e persistente, insomma, c’è la scarsa civiltà di troppi  salentini. E a Porto Cesareo e Torre Lapillo, località turistiche e quindi – purtroppo – fra le più soggette al fenomeno, le foto trappole iniziano a dare frutti.

Multe salate a quasi cento fra residenti e turisti

Inaugurate alla fine di giugno dello scorso anno, quando l’estate entrava nel vivo e, quindi, con una popolazione più che triplicata per l’arrivo di migliaia di vacanzieri, le foto trappole hanno già portato a quasi un centinaio di multe. E altri ancora sono stati immortalati proprio negli ultimi giorni mentre abbandonavano pattume in strada ignari di essere colti sul fatto dagli obiettivi mobili.

A ricevere le sanzioni, sia turisti poco rispettosi del luogo che li ospita, sia residenti ancor meno di quello in cui vivono. Ogni trasgressore di cui sia stata accertata l’identità, ha visto così recapitare a casa la notifica della polizia locale. Le multe, non certo roba da poco: stangate da 333 euro. Qualcuno, allora, forse ci penserà due volte prima di lanciare qualche sacchetto per strada.  

Ripulire: un onore che ricade in testa all'ente 

“Lungo le strade del comune e nelle loro pertinenze, nonché in aree ad elevato valore ambientale – spiega il sindaco di Porto Cesareo, Salvatore Albano -, vengono  abbandonate costantemente elevate quantità di rifiuti, anche speciali, con effetti devastanti sia sul piano della tutela ambientale, sia della normale convivenza civile”. “Tali abbandoni – prosegue il primo cittadino - creano aree degradate e situazioni di criticità anche sotto il profilo igienico-sanitario”. E non solo. Molti dimenticano un aspetto: “La rimozione di queste micro discariche comporta oneri non indifferenti per il bilancio dell'ente, che in gran parte vanno ingiustamente a gravare sui cittadini regolarmente iscritti nei ruoli della Tari”. Insomma, grazie alle foto trappole sono finalmente gli sporcaccioni a pagare di tasca propria la pulizia.

Il servizio a breve sarà pure potenziato

Le prime tre foto trappole sono state collocate - come detto -, in estate, in punti critici, ritenuti più a rischio. Attive ventiquattr’ore su ventiquattro, coprono diverse aree, a rotazione. E visto che la fase di sperimentazione ha garantito risultati, sono ora destinate a salire di numero. Il potenziamento voluto dal Comune di Porto Cesareo, prevede che si arrivi fino a sette microcamere nascoste. Insomma, sarà sempre più dura la vita di chi, magari anche già “pizzicato”, comunque non desiste, e invece di mettersi in regola e usare contenitori e spazi appositi, preferisce cambiare zona per abbandonare la spazzatura.

A Lecce presto i primi dati ufficiali

E a Lecce? Come noto, nel capoluogo, dove il problema è avvertito in diversi quartieri, le prime foto trappole sono state installate all’inizio del mese. Al momento non vi sono dati ufficiali, che comunque, spiegano fonti del Comune, saranno raccolti e resi a breve per stilare un primo bilancio.

Nel secondo comune più grande della provincia per popolazione residente, Nardò, sono invece in uso da diverso tempo e a dicembre il servizio è stato anche potenziato con dodici nuovi occhi elettronici .  

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Certo, rattrista pensare che solo immortalando e sanzionando i cittadini, si riesca a riacquistare un minimo di decoro e legalità sul piano igienico-ambientale. Ma d’altro canto, visto che non esiste davvero detersivo contro lo sporco più resistente, ben venga il pugno di ferro. Con la speranza che si possa arrivare un giorno a sapere che foto trappole sono attive in tutti i comuni salentini. Forse solo così si potrà sperare di vincere una battaglia di civiltà. 

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