Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica Gallipoli

Porto e Bleu Salento: dopo Tar "indagine" in Consiglio

Su richiesta del Pdl approda nell'assise comunale la questione della proroga della concessione alla società che gestisce l'approdo turistico, annullata dopo un ricorso. E in aula si va il 6 maggio

L'accesso nell'area in concessione della Bleu Salento

GALLIPOLI - Il tema caldo della portualità sulle sponde gallipoline. Un tema all'ordine del giorno nelle recenti riunioni della maggioranza di Palazzo Balsamo in quanto punto qualificante della piattaforma programmatica su cui vertono i nuovi equilibri dell'amministrazione Venneri post-rimpasto. Ma non solo.

Il recente, e per molti versi sorprendete, pronunciamento con cui il Tar di Lecce ha annullato la proroga sino al 2015 della concessione demaniale alla società Bleu Salento (che gestisce l'approdo turistico del molo di sottoflutto nell'area portuale) pone nuovi interrogativi e mette il Comune nelle condizioni di dover assumere nuove decisioni. Per ora la questione resta in bilico atteso che la Bleu Salento, con i suoi legali Giovanni e Gianluigi Pellegrino, stava valutando la necessità di impugnare la sentenza sfavorevole al Consiglio di Stato.

Ma valutazioni sotto il profilo politico-amministrativo saranno ora al centro del dibattito in Consiglio comunale che è stato fissato per il pomeriggio del 6 maggio prossimo (alle 17). E nel quale si chiederà altresì di istituire un'apposita commissione d'indagine.

Il tutto nasce dalla richiesta specifica di convocazione dell'assise comunale giunta dai consiglieri dell'opposizione e in particolare del gruppo Pdl, che ha in animo di "fare luce e chiarezza" sulla questione inerente la proroga assegnata dal Comune alla Bleu Salento nel 2009 e ora annullata, nel primo grado di giudizio, dal Tribunale amministrativo.

Proprio in merito all'approdo turistico del molo di sottoflutto gestito dalla società della Bleu Salento, i gruppi di Opposizione "spronano" il sindaco Venneri e la sua giunta ad avviare, anche ai fini di autotutela dell'Ente, le "determinazioni per l'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali di ripristino dello stato dei luoghi". Ma non solo, in quanto Benvenga e compagni propongono la costituzione di un'apposita Commissione d'indagine conoscitiva per approfondire la questione Bleu Salento e il nodo della concessione annullata.

Come è noto con una sentenza del marzo scorso i giudici amministrativi avevano in buona sostanza accolto il ricorso presentato da un'altra società, la Darsena Santa Caterina srl, che in vista della scadenza della concessione demaniale della Bleu Salento aveva avanzato una richiesta per la realizzazione di un approdo turistico nell'area portuale in questione, nel dicembre del 2008. Richiesta quest'ultima rigettata e motivata dal Comune gallipolino, procedendo poi al rinnovo per sei anni della concessione già in essere alla Bleu Salento e rinnovata a far data dal 1 gennaio 2009 e sino a dicembre 2015 facendo leva anche sulle norme previste dal decreto Milleproroghe (ovvero la piena applicabilità della legge 25/2010 che ha previsto in favore dei titolari di concessione demaniale una proroga automatica sino al 31 dicembre 2015).

Ma le motivazioni assunte dagli uffici comunali sono state rigettate dal Tar Lecce che dopo aver fatto chiarezza che nel caso di specie non si può parlare di "punti di ormeggio, ma di approdi turistici" e quindi di strutture per la nautica da diporto di "maggiori dimensioni" rispetto ai punti di ormeggio per finalità turistiche, ha disposto l'annullamento del rinnovo della concessione demaniale e la proroga sino al 2015 alla Bleu Salento.


Secondo le motivazioni del Tar dunque il Comune non avrebbe dovuto procedere automaticamente al rinnovo per sei anni della concessione (autorizzata nel 2003) perché così facendo, a detta dei giudici, "ha violato il principio di concorrenzialità". Sarebbe stato più opportuno trasmettere le due richieste direttamente alla Regione. Ora in attesa dei nuovi e potenziali risvolti giudiziari, il Comune sembra intenzionato a dare seguito alla sentenza e disporre l'ordinanza di sgombero e il ripristino dello stato dei luoghi nell'area portuale. Ma la guerra delle carte bollate, sembra tutt'altro che ancorata.

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