Portoni blindati e commissione negata, è fuoco incrociato in Comune

Dopo la vicenda di ieri all’ingresso di Palazzo Personè prosegue a Nardò la polemica sulla vicenda della commissione di Controllo. Accuse dei consiglieri di minoranza e Nardò Bene Comune. Andare Oltre fa quadrato sulla scelta di Mellone

NARDO’ - Strascichi e veleni politici incrociati si sono riverberati anche nella giornata di oggi all’ombra di Palazzo Personè dopo la vicenda di ieri legata alla richiesta di convocazione della commissione di Controllo e garanzia da parte delle forze di opposizione e alla decisione del sindaco Pippi Mellone di far chiudere e presidiare gli ingressi del Comune per vietare l’accesso non autorizzato nell’aula consiliare. Se il primo cittadino ha giustificato la decisioni in coerenza con le disposizioni anti-Covid 19 in vigore da tempo e che precedono anche la sospensione delle riunioni degli organi collegiali non urgenti, dal versante dei consiglieri della minoranza non sono mancate le reiterate rimostranze e le accuse verso l’atteggiamento ritenuto ostruzionistico e pretestuoso inscenato dagli amministratori.

Querelle che dopo il botta e risposta tra il presidente della commissione di Controllo, il consigliere Lorenzo Siciliano, e il sindaco Pippi Mellone, ha visto una nuova levata di scudi da parte di tutti i gruppi e i movimenti cittadini contrari al governo della maggioranza melloniana (dai consiglieri comunali di opposizione, al Pd, Italia Viva, a Nardò Bene Comune, Nardò Liberal, Città Nuova, e le civiche e associazioni già in fermento per creare nuove alternative politiche e amministrative in città). E dall’altra è stato il consigliere di maggioranza di Andare Oltre, Gianluca Fedele a stigmatizzare l’atteggiamento dei gruppi di opposizione e a difendere le scelte del sindaco per il rispetto delle norme anticontagio e assembramento. Una questione che presto sarà posta al vaglio anche degli organi istituzionali competenti, prima fra tutte le prefettura e anche la procura secondo quanto annunciato dal consigliere Lorenzo Siciliano e dagli altri componenti della minoranza consiliare.

Le ragioni dell’Opposizione

“Ieri, 13 maggio, nell’aula consiliare di Palazzo Personè si sarebbero dovuti tenere i lavori della commissione Controllo e garanzia, naturalmente nel rispetto delle attuali misure anti-Covid, con mascherine, distanziamento sociale, e via dicendo” ricostruiscono i consiglieri Carlo Falangone, Paolo Maccagnano, Giancarlo Marinaci, Roberto My, Daniele Piccione e Lorenzo Siciliano.

“A questa convocazione invece il sindaco Mellone e il presidente del consiglio comunale, Andrea Giuranna, hanno risposto con una diffida e minacciando sanzioni se la commissione si fosse tenuta. Per non fornire ulteriori finti alibi alla maggioranza, l’opposizione ha quindi chiesto di riunirsi in videoconferenza, ma da Mellone e Giuranna nessuna risposta. Se le commissioni non possono svolgersi con la partecipazione fisica dei consiglieri, il presidente del consiglio comunale avrebbe dovuto, ed è una sua ennesima grave mancanza, dare attuazione al decreto legge del 17 marzo scorso, il quale consente lo svolgimento delle sedute in videoconferenza” spiegano ancora i consiglieri, “forse Mellone e Giuranna temono che il coronavirus possa trasmettersi anche via Internet. Eppure lo stesso sindaco ha ricordato che anche le riunioni di giunta si possono fare solo da remoto. Visto che c’è, Mellone spieghi se le riunioni della sua giunta si tengono effettivamente solo online, a distanza, oppure con sedute classiche”.

“Abbiamo il fondato sospetto” proseguono i consiglieri, “che la maggioranza non intenda affrontare il tema sollevato un mese fa dall’opposizione degli autisti di scuolabus, che ieri in commissione era all’ordine del giorno. Da aprile a giugno infatti Palazzo Personè si è misteriosamente dotato di sette autisti di scuolabus pur sapendo dell’inutilità del servizio per quel periodo visto che le scuole erano e resteranno chiuse per l’emergenza coronavirus. Gli autisti sono stati così destinati a servizi di portierato. Chi sono e come sono stati selezionati? Che timore c’è di discuterne in commissione Controllo? Se il Comune ha bisogno di uscieri, perché si dota invece di conducenti da impiegare diversamente? E se, come afferma Mellone” incalzano dall’opposizione, “da oltre 50 giorni il 95 per cento dei dipendenti del nostro Comune lavora da casa e i servizi al cittadino data l’emergenza in corso sono ridotti all’osso, a cosa servono sette uscieri con la patente? Queste le domande che avremmo voluto fare, mentre abbiamo ormai perso il conto delle gravissime violazioni con cui questa maggioranza tenta quotidianamente di ostacolare il lavoro dell’opposizione”.

Nardò Bene Comune: “Democrazia ko”

“È stato impedito ai membri della commissione Controllo e garanzia di potersi riunire e svolgere la propria importantissima funzione di controllo della correttezza e trasparenza dell'azione amministrativa” denunciano dall’associazione Nardò Bene Comune, “riunione che, stando alle attuali norme di contenimento del contagio, si sarebbe potuta svolgere, se non in presenza, quantomeno in videoconferenza e da remoto.  Così non è stato, i membri della commissione hanno trovato il portone di Palazzo Personè letteralmente chiuso. Una discutibile diffida a firma di Mellone e Giuranna e un portone sbarrato hanno impedito lo svolgimento di un importante esercizio di democrazia”.

“Tra l'altro, fa specie che le due figure politiche più importanti del Comune” incalzano dal sodalizio neretino, “ovvero il sindaco Mellone e il presidente del consiglio, Andrea Giuranna, peraltro avvocati entrambi, nella diffida datata 7 maggio 2020 abbiano non solo citato un articolo del Dpcm dell’8 marzo 2020 che nulla ha a che vedere con le riunioni degli organi collegiali dei Comuni, ma addirittura non si siano accorti che quel provvedimento da loro richiamato era stato abrogato parzialmente già il 12 marzo, per poi essere abrogato definitivamente il 14 aprile, quindi molti giorni prima della diffida del duo Mellone-Giuranna”.

Fedele: “Proteste imbarazzanti”

“Sono nauseanti i tentativi dell’opposizione di far passare quella di ieri come un’azione operata da un governo cittadino ai limiti della dittatura coreana” la dura replica, dai banchi della maggioranza, del capogruppo di Andare Oltre, Gianluca Fedele. “Per buona pace del confusionario presidente della commissione Controllo e garanzia, ricordo che esiste una sua comunicazione nella quale dichiara di aver convocato la seduta della commissione per l’11 maggio in modalità ordinaria. A seguito della diffida del sindaco e del presidente del consiglio, ne produce un’altra, convocando la commissione per il 13 in modalità da remoto. Ne esiste anche una terza in cui la commissione viene spostata al 14 maggio in modalità ordinaria. Infine, a dimostrazione di una straordinaria chiarezza di idee e di una altrettanto coerente consapevolezza delle proprie ragioni, ne esiste anche una quarta in cui la commissione torna magicamente al 13 in modalità ordinaria. Il tutto nell’arco di appena 48 ore”.

“Purtroppo i componenti della commissione, alla fine, si sono fatti convincere, solo quattro in realtà” aggiunge il consigliere Fedele, “e hanno ripiegato su una soluzione arbitraria, molto più suggestiva, ma sicuramente più rischiosa. Non avevano previsto il doveroso intervento delle forze dell’ordine. Proprio di quest’ultimo aspetto siamo in attesa di conoscere le eventuali ricadute sui presenti, poiché si prefigurerebbe quantomeno l’infrazione conseguente all’assembramento non autorizzato. Ricordiamo tra l’altro che la seduta non avrebbe comunque raggiunto il numero legale per insediarsi. Pur riconoscendo quindi l’importanza dell’organo rappresentato dalla commissione” conclude, “appare ormai evidente che la stessa non assolva da tempo alla sua funzione ma ha ormai solo lo scopo di creare imbarazzo per l’ente”.

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